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BARI DAI DUE VOLTI: CHEDDIRA E DI CESARE FIRMANO LA RIMONTA COL COMO

Bari-Como 2-2
BARI (4-3-1-2): Caprile, Pucino, Di Cesare (c), Vicari, Mazzotta (23′ st Ricci), Maita, Benali (1′ st Botta), Benedetti (40′ st Esposito), Folorunsho, Antenucci (1′ st Morachioli), Cheddira (27′ st Ceter). A disp.: Frattali, Matino, Zuzek, Bellomo, Molina, Dorval, Mallamo. All. M. Mignani.
COMO (3-5-2): Gomis, Binks, Iovine, Gabrielloni (14′ st Mancuso), Parigini (14′ st Vignali), Bellemo, Canestrelli, Arrigoni (22′ st Farago), Odenthal, Ioannou, Cutrone (22′ st Da Cunha) (45′ st Blanco). A disposizione Ghidotti, Vigorito, Chajia, Scaglia, Cerri, Tremolada. All. Longo.
ARBITRO: Chiffi di Padova.
RETI: 18′ pt Ioannou; 26′ pt Cutrone; 3′ st Cheddira; 48′ st Di Cesare.
NOTE: Spettatori 17.599 di cui 7.651 abbonati e 69 ospiti. Rec. 2′ pt. e 10′ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Un punto acciuffato per il rotto della cuffia. Col 2-2 al San Nicola contro il Como, il Bari perde due punti pesanti nella corsa alla promozione diretta (vittoria del Genoa sul Perugia e grifoni a più sei), ma recupera una partita in extremis in cui va sotto di due gol al termine di un primo tempo in preda ai lariani. E soprattutto un punto guadagnato sul quarto posto col Sudtirol quinto sconfitto ad Ascoli. Missione-rimonta firmata nella ripresa da Cheddira e – nel recupero – da capitan Di Cesare. In entrambe le circostanze, determinanti gli assist di Morachioli gettato nella mischia al posto di uno spaesato Antenucci.
Logica e di facile intuizione la formazione schierata all’inizio da Mignani. Come a Bolzano, Benali prende il posto dell’infortunato Maiello nel ruolo di play. Al suo fianco Maita e Benedetti. Folorunsho di nuovo dal 1′ dietro le punte Cheddira e Antenucci. Quartetto difensivo solito con Pucino e Marzotta terzini più Vicari e Di Cesare al centro. Di fronte un Como in salute che con Longo (dalla settima giornata in poi) – papà foggiano e mamma barese – si presenta a Bari avendo perso una sola volta e pareggiato cinque nelle ultime nove uscite. In attacco, al posto di Cerri la novità del 28enne Gabrielloni accanto a Cutrone. Ioannou e Parigini gli esterni di spinta. Meno sei alla fine della regular season.
Si parte. Se ne vanno i primi dieci minuti di partita, in equilibrio totale. Al quarto d’ora, un tiro dalla distanza di Di Cesare con palla molto lontana dalla porta difesa da Gomis. Contesa che si sbrina al minuto 18: Parigini, all’uno contro uno con Mazzotta, incontra l’intermezzo di Gabrielloni per l’allungo verso il secondo palo con Ioannou a prolungare in modo decisivo col ginocchio battendo Caprile. Oltre che nel punteggio, Bari sotto anche dal punto di vista psicologico. Bellemo tenta il colpo di potenza. Caprile risponde presente. Mignani è perplesso. Bisogna riordinare le idee. Anche perché il Como raddoppia dopo otto minuti grazie a Cutrone (destro mortifero all’angolino sulla destra di Caprile) bravo ad approfittare di un errore marchiano di Folorunsho. Un suicidio in piena regola che testimonia l’approccio del tutto sbagliato della formazione biancorossa. Bari senza ritmo e senza idee. Tanto da rischiare il tris lariano col solito Ioannou che galoppa per cinquanta metri scaricando il mancino respinto in corner da Caprile. Bari annientato da un avversario lasciato libero di infierire sulla fasce in maniera spudorata. Con i padroni di casa incapaci di cambiare passo e alzare il livello complessivo della prestazione. Bisognerà farlo nella ripresa, con la necessità di dimenticare in fretta un primo tempo a dir poco incolore.

Per farlo, Mignani si affida subito a Botta e Morachioli per Benali ed Antenucci. Giusto per varare un assetto più offensivo. Folorunsho e Benedetti filtrano da interni. Opzioni giuste perché dopo tre giri di lancette Cheddira raccoglie un assist di Morachioli e riaccende la sfida del San Nicola superando Gomis di testa (gol numero 16 in campionato) dopo essersi liberato in via centrale della marcatura di Ioannou. L’11 biancorosso non segnava da oltre un mese, in quel di Ascoli. Gol con esultanza al suo Dio baciando la terra in segno di ringraziamento.
L’inerzia della partita sembra cambiata. Quello del Bari diventa un assedio. Il Como, molto incline alle perdite di tempo, sventa un altro pericolo al 15′, all’inserimento di Morachioli per palla accentrata verso un Cheddira impreparato. Italo marocchino che prima della mezzora cede la scena a Ceter. Mignani aggiunge peso specifico e centimetri in attacco per schiacciare il Como in pressione offensiva. Bella, per esempio, la combinazione Morachioli-Ricci con conclusione ravvicinata a traiettoria alta. Per maggiore precisione, gli ultimi 5′ regolamentari consentono ad Esposito (per Benedetti) di aggiungersi agli ultimi assalti di casa. Produttivi sino all’ultimo. In un finale thrilling, sul tacco del solito Morachioli, Di Cesare la spedisce nel sacco sul filo del fuorigioco. Azione al check var che – dopo 4 minuti abbondanti di analisi – convalida il gol del pareggio biancorosso al terzo dei sei minuti di recupero. Emozioni sino all’ultimo secondo per un appendice da brividi che in parte riscatta un incontro dai due volti. Finisce qui. Appuntamento al 23 aprile per la trasferta di Pisa.

foto ssc bari

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