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BARI, L’INSEGNAMENTO DI MIGNANI: NON FACCIAMOCI PRENDERE DALL’ANSIA

di Pierpaolo Paterno

BARI – Anche stavolta, come al Druso di Bolzano, Mignani dimostra di avere buon fiuto. L’inserimento dal 1′ della ripresa di Gregorio Morachioli – autore lunedì scorso del gol vittoria sul Sudtirol – ha il potere di spaccare una partita messa malissimo. Col Como avanti di due gol, l’esterno spezzino fa partire la levata di scudi dei biancorossi servendo i due assist ai gol di Cheddira e Di Cesare. Per un pareggio – ed una prestazione – che passa per il buco della serratura. Comunque legittimo per quanto dimostrato nel corso di un secondo tempo col Bari rimesso in sella dai provvedimenti del tecnico ligure. Con Morachioli, dentro anche un ispirato Botta. E poi anche Ceter, Ricci ed Esposito. Mosse per dare la scossa ad un Bari inizialmente irretito e poi finalmente uscito dal manico della sapiente formazione di Longo.

“E’ un punto guadagnato – attacca Mignani – . Non guardo quello che hanno fatto le altre squadre. Dobbiamo solo lavorare per far fare punti al Bari. L’insegnamento di oggi è che dovremmo avere imparato che la partita dura 95′ e non dobbiamo mai farci prendere dall’ansia. Come nei primi 25′, per cercare di mettere la partita nei binari giusti. Poi trovi un avversario che non ti aspetti. Bisogna avere pazienza”.

“Ci dava fastidio Iovine – analizza Mignani – e non potevamo assorbirlo. Serviva difendere più bassi. Sul gol, Di Cesare non sarebbe dovuto uscire. Siamo ceduti a livello mentale e si è sbagliato di più. Sino al loro raddoppio. Nella ripresa, al di là dei cambi, ci siamo scrollati di dosso l’agitazione, ci siamo sentiti più liberi e ci sono riuscite cose in più”. Il mister su Morachioli, un gol a Bolzano e due assist decisivi oggi: “E’ la sorpresa a partita in corso. Sta facendo bene, è in evoluzione. Deve ancora conoscere completamente se stesso. Non deve avere fretta”. Inserimento che potrebbe dare la stura per un eventuale 4-4-2: “Giocare con Benali play non mi è dispiaciuto. Alla fine, poi l’abbiamo un po’ forzata. Le partite sono fatte di inerzie. Nella ripresa, volevamo portare tre attaccanti sui loro tre difensori e stringere Botta in mezzo. Per creare più pressione. Sono molto soddisfatto anche di Botta ed Esposito. Contento anche di come sia entrato Ceter, per la sua energia e fisicità”.

Su sponda lariana, mister Longo prova a fornire una quadratura del cerchio senza nascondere l’amarezza di una vittoria sfumata sino all’ultimo: “Primo tempo di qualità, con l’errore di aver fatto rientrare il Bari nei minuti iniziali del secondo tempo. Se avessimo fatto passare almeno quindici minuti, sarebbe finita in modo diverso. Al gol di Cheddira si è riacceso sia il Bari che lo stadio. E’ iniziata una grande pressione ed è normale che, alla fine, possa finire con la rimonta di casa. Quando subisce il 2-1 c’è un ribaltamento psicologico inevitabile. Non volevamo ritrarci, anzi. A livello tattico, quando è entrato Morachioli si è spaccata la partita pur ristabilendo la parità numerica a centrocampo. Il calcio è fatto di aspetti precisi. In un altro momento, con una libertà diversa avremmo fatto una gara diversa. Vedi il Bari. Sotto di due gol, è entrato in campo in maniera serena. Gli aspetti psicologici sono importantissimi, Nel calcio conta la testa”, la chiosa del tecnico lombardo.

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