di Pierpaolo Paterno
BARI – La vigilia più importante dell’anno, con l’obiettivo puntato sulla finale playoff per salire in A. Michele Mignani ferma il cuore e libera i pensieri prima di Bari-Sudtirol, gara due della semifinale (domani al San Nicola alle 20.30: apertura porte alle 17.30) che deciderà una delle due contendenti alla doppia sfida dell’8 e 11 giugno contro la vincente fra le altre semifinaliste Cagliari e Parma.
“La premessa che faccio – attacca l’allenatore dei biancorossi – è che il Bari a Bolzano ha fatto la partita che doveva fare. Il gol preso alla fine cambia sempre il giudizio. Quello che hanno fatto i ragazzi durante l’anno, mi fa pensare che domani si possa ribaltare il risultato. Giochi uno o l’altro cambia poco. Lo spirito di squadra farà la differenza”.
Soluzioni alternative al solito modulo? Mignani medita, ma non si sbottona: “Capiremo le loro intenzioni. Dobbiamo fare un gol più di loro, a prescindere da come. Preparare le partite in due giorni non è semplicissimo. Il Bari è una squadra che ha spesso trovato la via del gol quest’anno. Ma dovremo essere bravi a non concedere campo al Sudtirol. Dobbiamo fargli male tutte le volte che potremo”. Da una parte ci sarà il volpone di Bisoli. Dall’altra un Migani meno esperto: “Non posso togliere l’esperienza a mister Bisoli. Ogni partita ti fa crescere. Lui con la maglietta in giallo? Io cercherò una maglia rosa.”.
Sarà fondamentale tornare ad essere imprevedibili: “Cerchiamo di capire come e dove fare male all’avversario. Questo succede ogni volta che prepariamo una partita. Folorunsho? Non sta benissimo. Mi affido alle sue sensazioni e a quello che dicono i medici. Domani vedremo se sarà in grado di giocare. Per il resto, non possiamo inventarci nulla di diverso. L’unica cosa che conta è che il Bari dia il meglio di se stesso. Questo è l’unico aspetto importante. E lo dico con convinzione e orgoglio. Pucino invece sta bene, è a disposizione”.
“”La partita del ritorno – continua Mignani – permette di ribaltare la partita dell’andata. La morale? Potremo vivere delle emozioni importanti. Dovremo fare di tutto per ribaltarla”. Dopo due anni, è la partita più difficile? “E sempre quella da giocare”.
Oltre ai tifosi (si viaggia al momento su quota 50mila), è fondamentale la vicinanza del numero uno del club: “Ho sentito il presidente Luigi De Laurentiis – avvisa Mignani – e domani arriverà e starà con noi in ritiro. Lui è una persona molto riservata e rispetta il gruppo. Sarà presente come al solito”.
Ancora sul match di andata: “Dovevamo essere più cattivi. Ma secondo me la squadra ha fatto quello che era nelle sue forze. Poi un episodio ha determinato tutto. Non sarebbe stato giusto andare all’arrembaggio. Alcune cose sono state fatte bene. Domani dovremo aver ancora più ferocia”. E ancora: “La partita va razionalizzata. Bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ogni tanto ragionare. Capire i momenti della partita e in base a quelli fare la cosa giusta. La partita è lunga e sono i piccoli episodi che alla fine faranno la differenza. Quando scegli la formazione, lo fai per capire quali maggiori vantaggi puoi avere. Penso che il Sudtirol cercherà di concederci pochi spazi. Il gol si può fare in tanti modi”.