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BARI ADDIO AI SOGNI DI GLORIA: AL 94′ PAVOLETTI PORTA IL CAGLIARI IN SERIE A

Bari-Cagliari 0-1
BARI (4-3-3): Caprile; Dorval, Di Cesare (19′ st Zuzek), Vicari, Mazzotta (1′ st Ricci); Maita, Maiello, Benedetti; Esposito (19′ st Ceter) (33′ st Folorunsho), Cheddira, Morachioli (27′ st Molina). A disp. Frattali, Matino, Antenucci, Benali, Botta, Pucino, Bellomo, Molina. All. Mignani.
CAGLIARI (4-3-3): Radunovic, Dossena (37′ st Viola), Lella (22′ st Mancosu), Azzi (37′ st Barreca), Deiola, Zappa, Makoumbou, Obert, Di Pardo (22′ st Prelec), Luvumbo, Lapadula. A disp. Ciocci, Goldaniga, Rog, Altare, Millico, Pavoletti, Kourfalidis. All. Ranieri.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata.
RETI: 49′ st Pavoletti.
NOTE: Spettatori 58.206 di cui 1.147 ospiti. Rec. 6′ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Addio sogni di gloria per il Bari che – come nel più brutto dei film horror – alza bandiera bianca al Cagliari nella finalissima dei playoff al San Nicola. Confronto deciso al quarto dei sei minuti di recupero da una incursione di rapina di Pavoletti. Gol decisivo che spedisce i sardi in serie A. Ambizione che il Bari spegne ad un passo dalla realizzazione, mandando in fumo il pareggio dell’andata all’Unipol Domus ed una stagione condotta su altissimi livelli. Un nulla di fatto che non cancella quanto di buono fatto durante l’anno. Per i commenti e i bilanci ci sarà tempo.
Lo schieramento iniziale presenta gli stessi interpreti del match di andata, fatta eccezione per Di Cesare al centro della difesa. Con lui Vicari. Dorval e Mazzotta terzini. In mezzo Maita, Maiello e Benedetti. Tridente offensivo con Esposito e Morachioli a supporto di Cheddira. Nel Cagliari, rientra Dossena. Novità Lella e Di Pardo dal 1′. Nulla da fare per l’infortunato Nandez, escluso pure dalla panchina. Sulle tribune, il parterre delle celebrità di spreca. Dal regista Alessandro Piva agli attori della sua LaCapaGira – baresi doc – Abbrescia e Sassanelli. In campo, passerella per gli ex biancorossi Protti, Gerson, Ventola e Tovalieri. Il più osannato è la bandiera di Bari Vecchia, Giovanni Loseto. In tribuna Aurelio De Laurentiis, numero uno della Filmauro comproprietaria di Bari e Napoli. Al suo fianco i figli: il numero uno del club pugliese Luigi e suo fratello Edoardo.
Fra timbanisti e dj set, la vigilia è un tripudio di colori con la coreografia della Curva Nord a seguire l’inno live di Sabino Bartoli ed il Mameli time suonato dalle bande dell’Esercito e dell’Aeuronautica. Si parte. Le immagini in digitale scorrono sulla Sky JetCam, la telecamera sul drone svolazzante all’altezza dei giocatori. E vai con la realtà trasformata in un videogioco versione 4K. Ma dal vivo lo spettacolo è tutta un’altra storia. Da brividi. Come la rasoiata di Deiola dopo otto minuti con la palla che attraversa tutto lo specchio della porta davanti a Caprile. La rispota biancorossa è la rimessa di Cheddira con intermezzo di Morachioli che non trova l’inzuccata giusta al centro dell’area sarda. Il confronto è ad alta tensione e vive di improvvie fiammate. Dall’altra parte, Makoumbou sfrutta un pertugio centrale e costringe Caprile alla deviazione in corner. In replica, il ricamo Morachioli-Cheddira-Benedetti si spegne tra le braccia di Radunovic. In sostanza, il Cagliari fa la partita ed il Bari prova a ripartire in contropiede. Vedi la traversa scheggiata dai biancorossi in retrovia sull’ennesimo calcio d’angolo rossoblù. Dalle parti di Mazzotta si soffre maledettamente. Zappa e Di Pardo scendono che è una bellezza. Davanti, Cheddira sembra troppo isolato e la difesa sarda lo annienta in maniera puntuale ad ogni tentativo di imbucata. Il Cagliari sembra crederci di più. Per fortuna, salva una paratona di Caprile su svettata di Lapadula a colpo sicuro. Il primo tempo finisce qui. Col Bari a tratti compassato e il Cagliari propositivo. Per il momento, il più in vena tra i biancorossi è il portiere Caprile.
Per la ripresa, Mignani corre subito ai ripari inserendo Ricci al posto di un sofferente Mazzotta. Ed è proprio il neoentrato a scalfire la parte esterna della rete dopo una discesa sulla sinistra e a Radunovic battuto (2′). Arriva il momento di Ceter e Zuzek rispettivamente per Esposito ed il malconcio Di Cesare. Nel Cagliari, invece, entrano Mancosu e Prelec. Ranieri si gioca il tutto per tutto. Prima della mezzora, entra anche Molina al posto di Morachioli. Discreta la sua prova. Caprile ci mette ancora una pezza su una incornata di Dossena da un tiro franco di Mancosu. Piccolo guaio per il Bari che perde subito Ceter (problema muscolare). Lo sostituisce Folorunsho. Dai cui piedi nasce il bolide che fa tremare la traversa (39′) col portiere ospite inerme. Inizia un diluvio mentre scorrono infiniti minuti finali. Quelli di recupero sono sei. Al quarto di questi Pavoletti sbuca in piena area, supera Zuzek e brucia sul tempo Caprile. Bari all’inferno. Cagliari in A.

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