di Pierpaolo Paterno
BARI – Vigilia pre campionato per Michele Michele che domani, ore 20.30 al San Nicola, vivrà l’emozione dello start in biancorosso per il terzo anno consecutivo. Il tecnico genovese, sulla panchina del Bari dalla stagione 2021/22, prova a concentrarsi in vista del debutto in campionato – il secondo di fila in B con i galletti – programmato come open day del primo turno contro il Palermo (si attendono sui ventimila spettatori). Sfida complicata e delicata, di fronte ad una delle sedicenti pretendenti al salto di categoria. Di fronte, un Bari reduce dalla scoppola di Coppa Italia (eliminazione maturata il giorno 13 contro il Parma) ed ancora alla ricerca di un assetto tecnico e tattico. Complici anche alcune ritardate operazioni di mercato che solo nelle ultime ore hanno portato nel capoluogo pugliese il portiere Brenno, l’attaccante Diaw ed il centrocampista Edjouma. Tre pedine, che aggiunte alla disponibilità dell’ex reggino Menez, potrebbero cambiare di parecchio il volto della squadra rispetto a quella vista l’altro giorno contro i ducali di Pecchia.
Un proposito sul quale il tecnico si sofferma nel corso della conferenza stampa al San Nicola: “Pensavamo di essere già pronti per la partita di Coppa contro il Parma – attacca – ma non credo che tre giorni di allenamento possono darci di più. I giocatori nuovi hanno bisogno di tempo per integrarsi. Ci sentiamo pronti con quello che abbiamo preparato e lo spirito di fare la partita più importante che si possa fare. Per costruire ci vuole tempo. La società ha dimostrato di voler costruire qualcosa. Dare giudizi adesso non ha senso. I nuovi sono nella condizione di giocare dall’inizio. Brenno può giocare. Edjouma può fare la mezzala. In Francia nasce come play. Le sue qualità davano frutto più avanti e so bene che finché non lo alleni completamente non sai cosa può darti. Credo possa essere paragonato a Folorunsho come tipologia di giocatore. Quelli bravi stanno in tutte le parti del campo”.
“Pensare di deprimersi dopo una partita di Coppa Italia – continua – è illogico, un non senso. Due anni fa la perdemmo con l’Andria e poi arrivammo primi in campionato. Si riparte tutto da zero. Il campionato non è ancora cominciato. Da quando qui c’è Polito, si è dimostrato che si prova a fare le cose per bene. Abbiamo una piazza che prende la scena per la prima di campionato, come l’anno scorso. Non mi faccio deprimere da una sconfitta in Coppa Italia. Il lavoro alla fine paga. Noi siamo diversi. Così come gli avversari”.
“Corini? Non può dire una cosa diversa da quella che ha detto e cioè di voler cominciare bene. Pure noi abbiamo la stessa volontà. I nostri obiettivi? Il campo li determina. Le prestazioni decidono tutto. La B è un torneo molto equilibrato. E’ controproducente darsi degli obiettivi o deprimersi per altro. Il trequartista? Posso farne a meno se vedo che non ci sono giocatori utili per quella zona di campo”.
“Scheidler – continua – sta benissimo e se resta con noi continueremo a lavorare su di lui. Lo vedo in miglioramento. Sa trattare la palla. Menez è disponibile. Si è allenato con gli altri. Abbiamo il portiere che cercavamo. Edjouma lo seguivamo da un mese, rinforza il centrocampo. Siamo sempre alla finestra. Tutto ciò che passa dal mercato passa dalla condivisione con Polito. Sia Brenno che Edjouma sono arruolabili. Idem Maiello. Sta molto bene”. Una battuta su Diaw: “Ha fatto bene in B e ha caratteristiche che si sposano bene con noi. Un ragazzo fisicamente a posto, molto in gamba. Domani può giocare dal 1′. Ha già capito le nostre richieste”.
“Mi è dispiaciuto non avere tutta la squadra completa in ritiro. Ma sapevo che non sarebbe stato possibile”, il riferimento a quanto accaduto in estate.
Mignani, un anno dopo: “Aver fatto la B col Bari è stato un grande momento di crescita, di aggiornamento e miglioramento. Vengo da un anno importante e positivo. Non sento di essere diventato eccezionale, ma uno che ha dimostrato di poter starci bene in B”.
Focus sul Palermo, sconfitto in Coppa dal Cagliari: “Ha mantenuto gran parte dell’organico dell’anno scorso, come l’allenatore. Ha fatto una buona partita a Cagliari. Conosco la bravura di Corini e la bontà della rosa. I riferimenti non sono tantissimi. La società mi chiede risultati e devo trovare il modo per farli, al massimo delle mie possibilità”.