di Pierpaolo Paterno
BARI – Ore di riflessioni, scelte dolorose e aspettative sul futuro per il ds del Bari Ciro Polito all’indomani della chiamata di Pasquale Marino a nuovo allenatore dei biancorossi dopo l’addio a Michele Mignani. Di concerto con la proprietà, il dirigente dei baresi spiega le motivazioni delle sue decisioni, tutt’altro che a cuor leggero, assumendosene le responsabilità e rivolgendo un appello di coesione e sostegno alla tifoseria.
“Ho fatto una scelta dolorosissima – attacca nella conferenza stampa di presentazione di Marino, da lui affiancato questa mattina al San Nicola – . La scelta di cambiare il mister è stata la più difficile da quando faccio il ds. Sapete bene il rapporto che avevo con Mignani e quanto credessi in lui. Insieme si è fatto qualcosa di incredibile. Come mai mandarlo via dopo soli due mesi e senza un quadro disastroso? All’inizio gli dissi che questo era un anno diverso dai primi due. Andava affrontato con un piglio diverso. Dopo due mesi, qualcosa non è andata come volevo. Mi assumo tutte le responsabilità. Secondo me, non vedevo in Mignani il futuro che desideravo. Ci abbiamo provato. Se non avessimo avuto la sosta per la Nazionale, forse avrebbe avuto un’altra possibilità. Quindici giorni di lavoro possono dare al nuovo allenatore il tempo per organizzarsi. Faccio i complimenti a Mignani. Ho fatto la scelta di Marino che mi riempie di soddisfazione perché ho voluto portare, d’accordo col presidente, un tecnico che mi ha allenato per due anni e che conosco bene. Ne ho sentite tante su di lui. Giudichiamo un mister con una storia. Il Bari ha bisogno di concetti diversi, chiari e predefiniti. E ce li può dare uno come Marino che insegna calcio. Viene da un anno sabbatico e alla sua età ci sta. Tutte le dicerie sulla scelta al risparmio non hanno senso. Se avessi fatto il para… avrei preso un nome più altisonante. Invece, io scelgo le idee. Ragiono con la testa e non vivo di piaceri altrui. Marino può darci il via per rimetterci in careggiate migliori. Sui principi personali e umani sbaglio raramente”. Sulla comunicazione dell’esonero al tecnico genovese: “Ho chiesto a Mignani se fosse a Bari, ma era a Siena. E quindi gli ho chiesto una video chiamata. Io guardo tutti negli occhi. In poche parole ho spiegato a Mignani quello che penso. Credo sia stata la cosa giusta. Non me ne voglia il grande Michele Mignani”.
“Ho fatto una scelta di continuità anche come staff – aggiunge Polito – . La preparazione fisica della squadra nasce da tre anni. Penso a D’Urbano. Credo nel lavoro fatto. Marino ha dato massima disponibilità, tranne il suo secondo (Massimo Mezzini, ndr). Tutti gli altri proseguono nel loro percorso”.

“Fateci lavorare – insiste – . Si è accolto Marino come se stesse arrivando Lino Banfi. Se non abbiamo Folorunsho, ma un giocatore di qualità in più va sfruttato. Frabotta? Pretendo di più. Aramu? Giocava nel Genoa ed era a pieno regime. Deve ricevere palla in maniera diversa e sinora non è stato fatto. Morachioli è un esterno puro, nasce attaccante esterno. Sibilli è un giocatore tecnico e fisico. Può fare anche la mezzala. Anche Achik è un esterno. Possiamo pure giocare col centrocampo a due”.
LE PRIME IMPRESSIONI: “Appena arrivato, Marino ha scritto su un foglio tutti i nomi dei ventidue giocatori per ruolo. Vuol dire che ha già memorizzato tutto ed ha già una proiezione. In venticinque anni di carriera, capita un esonero. Vi assicuro che ha ancora la voglia di un ragazzino. So quello che ci può dare. Vi chiedo di venirci dietro, con tutto il cuore di cui questa città è capace”.
“C’è troppa negatività – conclude tornando su un tasto già toccato giorni fa dal capitano Di Cesare – . La non fiducia nei nostri calciatori si risente. Vanno invece accompagnati, come fanno i tifosi che vengono in trasferta. Non altrettanto nel mondo social. Gli Ultras ci sostengono fino all’ultimo secondo. Altri no. Abbiamo una situazione molto lineare. Mi prendo le responsabilità. Ho preso una decisione per il bene di tutti. Con Mignani ho messo da parte il cuore e gli ho comunicato la decisione. Alla fine, tireremo una bella linea e faremo i processi”.
Sul centravanti: “Non sono preoccupato per Diaw. Sta bene. Avevo solo un attaccante in testa. Si trattava di Simone Zaza. Ero pronto a dargli una possibilità. Ci poteva dare tanto. Non c’è stato verso e quindi andiamo avanti così. Possiamo giocare adesso in modo diverso. Abbiamo due centravanti, uno è tra i giovani migliori d’Italia. Marino sa adattarsi in base ai giocatori che ha. Saprà trovare le soluzioni giuste. Questo Bari può anche fare il 3-4-1-2”.