BARI – Alla fine, la squadra festeggia facendo quadrato attorno al suo nuovo allenatore. Questo è l’effetto scossa provocato da Beppe Iachini nello spogliatoio del Bari che ritrova la vittoria al San Nicola superando 3-1 il Lecco, in un clima di feroce contestazione della piazza contro la proprietà. Un Iachini col diavolo in corpo per tutta la durata della partita. Grande l’esultanza a fine gara, travolto dal gruppo: “Cerco sempre di lavorare da tutti i punti di vista, tattico e motivazionale. Ho fatto colloqui uno a uno con i ragazzi, facendo un lavoro psicologico. Volevo che avessero una reazione giusta da uomini e calciatori veri. Hanno risposto con grande attenzione, mettendo in campo quello che si è provato nei quattro giorni di allenamento insieme. Mi ha dato un po’ fastidio il gol del Lecco. Siamo stati distanti da quella palla. Dovremo lavorare nell’intensità. Col tempo lo faremo”.
Si è partiti con 4-3-1-2 e Menez a supporto delle due punte: “Mi sono sentito subito bene qui. Mio nonno mi ha lasciato qualcosa… Ho sentito subito affetto e calore. Anche nello spogliatoio, dopo aver detto cose pungenti, i ragazzi hanno dato la loro disponibilità. Siamo noi a trascinare i tifosi, dimostrando di meritare il loro sostegno. Dobbiamo ribaltare la situazione attuale. Sul piano tattico? Valuto le caratteristiche dei miei calciatori. Abbiamo margini di crescita e capiremo come continuare. I gol dai corner? Il 60 per cento delle partite si risolve sui calci piazzati. Credo in queste situazioni. Tutto è importante, i dettagli fanno la differenza”.
L’uscita di Di Cesare: “Ho visto che si toccava e ho preferito richiamarlo subito. Puscas? Non è stata una giornata perfetta, ma va aspettato. Sibilli ha preso una brutta botta alla caviglia. Vedremo”. “In panchina, se mi fermo, non sono io. Oggi sono soddisfatto, di fronte ad un Lecco veloce e con giocatori di qualità. Si è fatta la partita che andava fatta”.