di Pierpaolo Paterno
Spalle al muro. Il Bari visto a Bolzano desta mille e più preoccupazioni. Senza un criterio tattico, la benché minima idea di gioco e – aspetto più grave – mai pericoloso dalle parti del portiere del Sudtirol – la squadra palesa segni di una malattia incurabile. Il gruppo, apparentemente destato dall’arrivo in panchina di Iachini, si dimostra abulico e svogliato. L’atteggiamento peggiore per affrontare la parte finale di un campionato molto mediocre da tutti i punti di vista: tecnici, tattici, gestionali. Un torneo da portare in salvo prima possibile. Inutile farsi grandi illusioni. Si guardi ai dati oggettivi con concretezza e realismo. Nel rispetto dei tifosi, al Druso quasi in 800, e per onorare la maglia e difendere il nome della città. Con la passione della gente non si scherza. Da rivedere il (presunto) battibecco a fine gara tra Benali e i tifosi sugli spalti. Ma tant’è. A bocce ferme, mister Iachini abbozza la disamina di una prova inguardabile: “Abbiamo fatto una discreta gara in fase di non possesso – dice ai microfoni della radio ufficiale – e il gol è arrivato su una lettura sbagliata. Dobbiamo ancora crescere. Si sono sbagliati passaggi, tempi e movimenti. Occorre farlo in fretta. Nel secondo tempo siamo ripartiti meglio. Dobbiamo essere più incisivi, essere più veloci e incisivi nella profondità. Qualcosina in più me l’aspettavo. A braccia conserte alla fine? Ero attento, rischiavo l’espulsione. Non ero rassegnato. Assolutamente. Ho provato anche a cambiare qualcosa. Siamo corti, concediamo pochissimo. Lo stiamo facendo bene. Sulla fase di non possesso, siamo sulla buona strada“.
Deludenti le risposte dei centrocampisti: “Volevo una catena a sinistra con due mancini. Sperando di fare qualche cross in più e andare a segnare. L’idea era attaccare il Sudtirol sugli esterni. Magari non ti riesce in quello che provi. Dobbiamo insistere. Mi dispiace per i tifosi. Anche io mi aspettavo di più. Fa parte del percorso di lavoro. Davanti bisogna essere più bravi e pericolosi”. Resta la fotografia di un Bari appagato: “E’ mancata la veemenza che necessita la B. Bravo anche il Sudtirol. Nella pressione alta, si sono sbagliati ritmi e tempi. Qui dovremo lavorare. Il rigore? La palla è rimbalzata in area. Non so se Brenno l’ha chiamata, ho visto che i difensori si sono fermati. Peccato. Non era nemmeno una occasione da gol”.