COMO, VITTORIA A MANI BASSE: IL BARI COLA A PICCO VERSO L’INFERNO

Como-Bari 2-1

COMO (4-4-2): Semper, Goldaniga, Sala (48′ st Ioannou, Iovine, Gabrielloni (21’ st Verdi), Cutrone (32’ st Gioacchini), Bellemo (c), Strefezza (32’ st Baselli), Braunoder, Da Cunha (21’ st Chajia), Barba. A disp.: Vigorito, Curto, Odenthal, Nielsen, Ballet, Nsame, Cassandro All. Roberts/Fabregas.

BARI (3-4-1-2): Pissardo, Matino (10’ st Achik), Vicari, Zuzek, Pucino, Maita (10’ st Edjouma), Benali, Dorval (39′ st Ricci), Bellomo (28’ st Morachioli), Aramu (10’ st Nasti), Puscas. A disp.: Brenno, Lulic, Maiello, Diaw, Guiebre, Natuzzi, Acampora. All. G. Iachini.

ARBITRO: Rutella di Enna.

RETI: 38’ pt Gabrielloni; 15’ st Da Cunha; 45′ st Puscas.

NOTE: Osservato 1’ di silenzio per le vittime dell’incidente idroelettrico di Suviana. Presenti circa 5.000 spettatori (439 ospiti). Rec. 2’ pt. e 4′ st.

di Pierpaolo Paterno

COMO – Bari vittima dei suoi grossi limiti tecnici che vanificano la pur apprezzabile prestazione caratteriale. Il 2-1 subito a Como è la sesta sconfitta nelle ultime otto giornate. Un crollo verticale per una squadra che cola a picco verso la retrocessione. C’è poco da commentare, se non riscontrare l’evidente superiorità qualitativa dei padroni di casa che – a differenza dei pugliesi – concretizzano il lavoro prodotto sfruttando il valore dei suoi calciatori più rappresentativi. Dall’altra parte, pesano come macigni gli errori in fase conclusiva di un Puscas lento, macchinoso ed impreciso. Attaccante rumeno a cui non basta la rete allo scadere dei giochi (una soluzione ravvicinata in mischia) per cancellare una prova mediocre.

Puscas, a Como ennesima prestazione insufficiente

In fatto di formazione, siamo ancora alle fasi sperimentali. La presenza tra i pali di Pissardo suona tanto di bocciatura nei confronti del brasiliano Brenno, tra i tanti colpi a vuoto sparati quest’anno dal ds Ciro Polito. L’assenza per squalifica di Di Cesare impone scelte quasi obbligate. Iachini – affiancato in panca dallo stesso Polito – ricorre dall’inizio a Matino e Zuzek, per una retroguardia che incute qualche timore ed almeno compensata dall’esperienza di Vicari. Centrocampo reinventato con Maita, Benali ed un Dorval azzardato in fase di spinta insieme a Pucino. Il redivivo Bellomo a sostengo di Aramu e Puscas. Una serie di arrangiamenti sul pezzo sulla cui sinfonia ci sarebbe tutto da scommettere. Como col 4-4-2. Gabrielloni e Cutrone i terminali. Due i tiri dalla distanza, uno per parte, a segnare la fase di avvio. La prima, di Aramu, respinta dal portiere. La seconda, di Strefezza, alta sulla traversa. L’occasione più ghiotta capita al 37’ sui piedi di Puscas. Imbucata rasoterra fuori misura, solo davanti al portiere. Iachini si mette le mani nei capelli. Gol sbagliato, gol subito. Cross di Cutrone e colpo di testa di Gabrielloni a battere Pissardo con Zuzek che sbaglia tempi e spazi della marcatura. Occasione Como nel recupero a legittimare il vantaggio. Cutrone in contropiede e palla sparata su Pissardo. Si va al riposo col Bari sotto di un gol ed una prima frazione combattuta con le poche armi a disposizione, quindi con scarso profitto.

Si riparte senza cambi. Dopo meno di cinque minuti, Pissardo salva il Bari su una sterzata di Strefezza imbeccata da Gabrielloni nella solita azione di rimessa. Quando attacca, il Bari fa tenerezza. Fisiologico il cambio di Aramu con Nasti. Lo seguono Edjouma per Maita e Achik per Matino. Poca qualità, ma almeno energie fresche. Che, tuttavia, non bastano per evitare il raddoppio comasco del 15’. Assist del solito Cutrone dalla destra e Da Cunha, lasciato incredibilmente solo al centro dell’area, chiude facile facile alle spalle di Pissardo. Bari in ginocchio, la cui reazione coincide con un sussulto nel colpo di testa di Puscas respinto alla grande da Semper. In panchina, Iachini si dispera e sbuffa in evidente stato di insoddisfazione. Come dargli torto. Basta vedere l’ennesimo tempo perso da Puscas su servizio di Bellomo. Quest’ultimo, il più in palla dei biancorossi. Eppure il tecnico marchigiano lo richiama per cedere il posto a Morachioli. Uscirà anche Dorval per Ricci. Come contro la Cremonese, la scintilla arriva tardivamente nel finale. Puscas, la cui prova resta insufficiente, risolve sotto la la traversa in un groviglio propiziato da un’idea di Ricci sulla sinistra. Frutto amaro dell’ennesima delusione. Sabato prossimo arriva il Pisa. Guai a rassegnarsi.

foto ssc bari

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