COMO – Il Bari imbocca il tunnel, la strada traversa che conduce verso la serie C. La battuta d’arresto di Como, di fronte ad un avversario diretto invece verso il paradiso della A, scrive un’altra brutta pagina di questo campionato disgraziato. Come e secondo le poche possibilità, Iachini prova a mettere in campo la formazione più accettabile. Salvo arrendersi e alzare la mani di fronte alla lampante mediocrità di un gruppo smembrato, ai fatti privo delle risorse necessarie per tentare di tirarsi fuori dall’imbuto in cui si è cacciata da otto partite a questa parte (appena 2 punti all’attivo). Una crisi conclamata, per quanto il tecnico cerchi di abbozzare una specie di analisi a caldo: “Siamo venuti a Como per giocarci la partita – dice Iachini alla radio ufficiale – . In qualche circostanza abbiamo sbagliato l’uscita. Bravi loro a interrompere il gioco facendo fallo su Bellomo. Se Puscas mette dentro la prima palla, tatticamente cambia tutto. Quelle palle vanno messe dentro. Nel secondo tempo siamo entrati con lo stesso piglio. Dovevamo metterla dentro. Il sale del calcio è quello. Ci siamo riusciti solo nei minuti finali. Negli episodi siamo stati condannati. Ci siamo fatti beccare, ma siamo stati in partita. Dovevamo portare più uomini in area di rigore. Nella partita, l’episodio fondamentale è stato l’errore di Puscas nel primo tempo. Bravo anche l’avversario. Non abbiamo timori reverenziali. La rotta è solo una. Ritrovare il gol e sbloccare le partite”.
“Aramu? Cerchiamo di recuperarlo. Diaw aveva ancora dolore alla schiena. I ragazzi sono questi e con questi dobbiamo invertire la rotta e portare punti a casa. Anche Maita non stava bene. La squadra ci crede, non molla ed è sempre dentro la partita. Gli errori sotto porta sono decisivi. Questo accade da cinque partite a questa parte”, la conclusione di Iachini.