Cosenza-Bari 4-1
COSENZA (3-5-2): Micai, Camporese, Marras (15′ st Florenzi), Tutino (25′ st Forte), D’Orazio (c), Meroni, Calò (Viviani), Antonucci, Venturi (1′ st Fontanarosa), Mazzocchi, Zuccon (15′ st Cimino). A disp.: Lai, Marson, Gyamfi, Crespi, Canotto, Frabotta. All. W. Viali.
BARI (4-2-3-1): Pissardo, Pucino (30′ st Dorval), Di Cesare (c), Vicari, Ricci, Maita (43′ st Acampora), Benali (43′ st Achik), Kallon (30′ st Bellomo), Sibilli, Aramu (15′ st Morachioli), Nasti. A disp.: Brenno, Matino, Lulić, Guiebre, Zuzek, Edjouma, Zanaboni. All. F. Giampaolo.
ARBITRO: Zufferli di Udine.
RETI: 5′ pt Mazzocchi; 17′ pt Tutino; 44′ pt Nasti; 35′ st Calò; 44′ st Forte.
NOTE: Cielo sereno, 18°C, terreno in discrete condizioni; circa 10.000 spettatori (1.507 tifosi ospiti). 37′ st espulso Bellomo per comportamento scorretto. Rec. 3′ pt. e 5′ st.
di Pierpaolo Paterno
COSENZA – Il campionato del Bari si indirizza verso la retrocessione diretta in serie C. Il 4-1 subito a Cosenza, in quello che doveva essere lo scontro salvezza per risalire la china, segna invece il punto più basso della stagione e della fallimentare gestione De Laurentiis. A meno tre dalla fine, i biancorossi alzano bandiera bianca in maniera vergognosa e precipitano al terz’ultimo posto ad una lunghezza dalla fascia playout. Soluzione spareggi che, a questo punto, diventa l’obiettivo migliore rimasto a disposizione dell’armata branca leone affidata all’inesperto Giampaolo. La brutta storia di un film horror dall’epilogo quasi segnato. Una resa manifestata dalla squadra in campo che, a parte qualche sprazzo di reazione, si arrende al Cosenza nel modo più indecente possibile. Una figuraccia senza precedenti, tra le macchie più sporche della storia di un club che non merita tutto questo.
Tra i pali, dopo la gara di Como, torna in prima linea Pissardo. Difesa a quattro con Pucino terzino preferito a Dorval. Sull’altro lato c’è Ricci. In mezzo i veterani Di Cesare e Vicari. In linea mediana, Maita e Benali. Tridente offensivo con Kallon, Aramu e Sibilli a supporto dell’unica punta Nasti. Quest’ultimo ex di turno nel Bari di fronte alla legione di giocatori del Cosenza con trascorsi biancorossi come Micai, Camporese, D’Orazio, Marras, Frabotta e soprattutto il bomber Tutino (in Puglia, una presenza nel lontano 2016). Bari alquanto sbilanciato, di fronte al folto centrocampo a cinque schierato da Viali. Bari con l’acqua alla gola. Anche vista, in premessa, la vittoria dell’Ascoli a Terni che relegano i biancorossi al terz’ultimo posto in classifica che significa retrocessione diretta senza nemmeno passare dai playout.
Cosenza subito molto pericoloso. Dopo 2′, Calò prova a sorprendere Pissardo su calcio di punizione. Il portiere devia in angolo. Avvisaglia del gol calabrese dopo soli tre minuti. Da un tiro franco, assist al centro e tocco sotto misura di Mazzocchi che supera una difesa di burro e porta avanti il Cosenza. L’avvio peggiore per la squadra di Giampaolo che, puntualmente, subisce gol nei frangenti iniziali di un match. Il peggio deve ancora arrivare. Dopo il quarto d’ora, Marras sfrutta una prateria sulla destra e disegna un servizio al centro per Tutino. Facile la chiusura vincente alle spalle di Pissardo. Un avvio allucinante per i pugliesi. L’asse Marras-Tutino si ripete dopo pochi istanti, ma stavolta il numero uno barese ci mette una pezza. La difesa ospite è completamente in balia degli avversari che, nonostante il doppio vantaggio, continuano a spingere valutando l’assoluta fragilità della retrovia avversaria.
La prima reazione del Bari arriva al 36′ con un palo di Sibilli propiziato da un calcio d’angolo. Sulla ribattuta, presunto fallo di mani in area di Meroni. Tutto regolare per Zufferli. Al 40′, Pucino mira il sette da tiro franco. Micai prodigioso in corner. Il Bari insiste. Incurisone di Sibilli in area di rigore, con Camporese che impenna la deviazione rischiando l’autogol. Lo stesso Sibilli ricama un assist per Nasti che rifinisce a rete con una zampata di destro. Possibilità di riaprire la contesa, con Bari che raccoglie i frutti di una pressione lunga circa venti minuti. Per Nasti, che quasi chiede scusa ai suoi ex tifosi, è il quinto centro stagionale.
Attaccante barese che in avvio di ripresa colpisce un palo pieno a Micai battuto dopo una bella verticalizzazione di Aramu. Ci si mette pure la sfortuna. Bari vicinissimo al pareggio. Intanto, Benali stende Tutino e rimedia il giallo che gli farà saltare il prossimo turno perché già diffidato. E Sibilli e Nasti litigano in campo. Sibilli che sfiora il 2-2 caricando un sinistro dalla distanza di un soffio fuori. Giampaolo gioca le carte Morachioli, Dorval e Bellomo, con quest’ultimo particolarmente focoso sul piano dell’atteggiamento. Nervi a fior di pelle da una parte e dall’altra. Sono inutili fuochi di paglia perché il Cosenza cala il tris grazie ad un eurogol di Calò direttamente da punizione. Perla che vale mezza salvezza del Cosenza e affossa il Bari verso la retrocessione in serie C. A rovinare tutto ci pensa un facinoroso Bellomo che prende per la gola Fontanarosa, viene espulso e abbandona il campo inveendo contro il pubblico di casa. Una ciliegina sulla torta…da evitare. Nei minuti finali, entrano pure Achik e Acampora per i mediani Maita e Benali che vanno sotto la doccia dopo una prestazione nulla. Tanto insufficiente che il Cosenza segna persino il quarto gol con un contropiede di D’Orazio per l’accorrente Forte. Un epilogo indecoroso per una squadra senza vergogna.
foto ssc bari

