Conferenza stampa di inizio settimana in casa Bari in compagnia di Beppe Sibilli. L’attaccante torna a parlare dopo aver segnato il primo gol stagionale (su rigore) domenica scorsa contro il Cittadella. Oltre ad aver fornito l’assist di uno dei tre gol ai veneti. “Il gol di domenica scorsa – attacca – è stato come una liberazione dopo un periodo lungo sei mesi senza segnare. Sono contento perché lo stavo cercando e lo dedico al bambino che presto mi farà diventare papà. Il mio campionato riparte dal Cittadella”.
Alle spalle un periodo difficile dopo l’infortunio di fine agosto a Genova: “Non cerco alibi. L’infortunio ha pesato a livello fisico. Ho sofferto, ma in silenzio. Mancano tante partite e sento che c’è feeling con i compagni. La posizione della classifica aiuta. Quando si vive una fase serena, penso alle dodici partite senza sconfitte, c’è un’armonia che ti fa stare bene. Sono stato il primo ad esultare ai gol di Lasagna e Maiello”. Il successo sul Cittadella ha palesato i soliti limiti di tenuta del vantaggio. La beffa è sempre dietro l’angolo: “Ci mancano diversi punti. Le rimonte sono state immeritate. Ci stiamo lavorando perché il problema c’è. E’ un aspetto mentale. Tante volte ci piacciamo troppo. Servono più malizia e concentrazione. La squadra molla nei secondi tempi. Ci siamo parlati perché non accada più. Stiamo facendo un buon campionato e possiamo dire la nostra. Il gruppo è forte”.
Sibilli e il nuovo modulo che lo svincola dalle due punte: “Il Beppe dell’anno scorso non lo giudico. Quest’anno è cambiato tanto. Ci sono più codifiche e intensità. Mi trovo bene con Longo. Capisco ciò che vuole. Gioco meglio dietro le punte che da mezzala. Mi metto a disposizione. Anche con Falletti posso giocarci assieme. Chiosa sul campionato: “Il Bari ci deve credere. Possiamo dire tanto. La classifica è bugiarda”. Brescia, Cesena e Pisa all’orizzonte: “Sono tre esami. Serviranno delle prestazioni per comprendere a cosa ambire”. Il contributo integrale al link sottostante: