PALERMO – Preoccupato, desolato e sconsolato. Moreno Longo è il ritratto dello sconforto. La sconfitta di Palermo, contro un avversario allo sbando e contestato per tutta la partita da una tifoseria stanca, accentua i limiti di un Bari entrato in un tunnel da tre giornate a questa parte. Lo stop del Barbera è solo l’epilogo di un processo decadente iniziato a Pisa e proseguito col Sudtirol. La prestazione di Palermo, parsa migliore al cospetto di una squadra davvero scarsa, nasconde le lacune di un Bari incapace di concretizzare (sono tre partite che non si segna) e di mettere al tappeto un contendente in difficoltà. “Dovevamo ripartire dalla prestazione venuta meno nelle ultime due partite- commenta Longo a fine gara -. Ma il risultato non c’è stato. Ci è mancata la giocata finale. Non abbiamo avuto quel killer instinct che devi avere in queste partite”.
“Non sono cieco- dice Longo parlando dell’anemia degli attaccanti -. Le cose le vedo. Ad oggi, dopo un girone andato, sono preoccupato. Sono giocatori da cui mi aspetto di più. Se non segnano, la responsabilità è mia. Loro devono farci fare un salto di qualità”. Longo difende la scelta di non schierare le due punte: “Non l’ho pensato e non lo rifarei. Novakovich ha avuto un paio di situazioni importanti in area. Abbiamo cercato di portare l’inerzia dalla partita dalla nostra parte”. Clamorosa la bocciatura del tecnico su Cesar Falletti: “L’ho cambiato per una questione tecnica – chiarisce Longo -. Stava sbagliando tantissimo. Non lo vedevo lucido. Da lui mi aspetto qualità. Si danna l’anima, ma ci servono più giocate”.
Dal mercato servirà un attaccante di peso. Inutile girarci intorno: “Pensiamo allo Spezia. Poi raccoglieremo le idee e le strategie su cui operare per mettere dentro quello che manca”.