Arrivato al Bari a titolo definitivo lo scorso 1° settembre, Ebrima Darboe vuole diventare un punto fermo del centrocampo biancorosso. Dopo i primi 58 minuti giocati nella sconfitta contro il Palermo, il centrocampista gambiano classe 2001 è concentrato sul ritrovare la condizione fisica e contribuire concretamente al progetto tecnico di Caserta. “Vengo da un infortunio al piede che mi ha fatto saltare il finale della scorsa stagione – ha spiegato in conferenza stampa –. Ho lavorato duramente per rientrare. Ho fatto il ritiro con la Roma, ma non giocavo da mesi. Ora sto quasi al 100% e piano piano tornerò al mio livello”. Il suo percorso degli ultimi anni racconta di esperienze importanti: 14 presenze e 2 reti con la Sampdoria, 26 partite e altri 2 gol a Frosinone, prima di chiudere in anticipo la stagione lo scorso aprile per l’operazione. Ora, però, la testa è solo al Bari, squadra che Darboe ha scelto con convinzione: “La trattativa è stata lunga, ma quando ho parlato con mister e direttore ho capito che c’era un progetto serio. Vogliamo le stesse cose: riportare il Bari dove merita”. Nel ruolo si adatta con facilità: può giocare da mediano, mezzala o regista. “Ho fatto un po’ di tutto a centrocampo, sia in un centrocampo a due che a tre. Per me l’importante è mettermi a disposizione. Il mister decide, io sono pronto a dare tutto”.
Contro il Palermo ha avuto anche l’occasione per lasciare il segno, mancata di poco: “Quel contropiede sbagliato pesa. Era un momento importante della partita, forse avrei dovuto servire un compagno. Ma la fiducia resta alta, stiamo lavorando sodo e i risultati arriveranno”. Darboe è rimasto colpito dal gruppo e dall’ambiente: “Già prima di venire seguivo il Bari. Qui tutti danno il massimo, dalla squadra allo staff. In allenamento vedo tanta voglia. A parte i risultati, c’è molto su cui costruire”. Nel prossimo turno, al San Nicola, affronterà da ex la Sampdoria: “Non vedo l’ora. Sarà una gara tosta, anche loro vivono un momento complicato. Ma vogliamo vincere, soprattutto davanti ai nostri tifosi”. Un passaggio obbligato anche sulla Roma, dove è cresciuto calcisticamente e dove nel 2021 ha fatto la storia diventando il primo giocatore nato negli anni 2000 a giocare e vincere un derby contro la Lazio: “Roma è stata una famiglia. Mi ha dato tanto e sarò sempre grato a chi mi ha accompagnato in quel percorso. Mourinho? Da lui impari ogni giorno, ti forma anche come uomo”. La scelta di venire a Bari è stata anche influenzata da vecchie conoscenze come Partipilo e Cerofolini: “Con Anthony ho un rapporto speciale. Mi ha parlato molto bene della piazza e tutto quello che mi ha detto si è rivelato vero”. Fuori dal campo, Darboe continua a portare avanti il suo impegno sociale come testimonial Unicef: “Il tema della migrazione per me è fondamentale. So cosa significa attraversare certe esperienze. Non auguro a nessuno il percorso che ho fatto. Se posso aiutare chi affronta queste difficoltà, lo faccio volentieri”. Infine, una battuta sulla città: “Bari mi piace. Ho imparato anche qualche parola in dialetto… ma meglio non dirla”, scherza. Il sorriso c’è, la voglia anche. Ora manca solo il campo.