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TRE PUNTI, MILLE PROBLEMI: IL BARI BATTE IL MANTOVA MA NON SE STESSO

di Pierpaolo Paterno

Vincere non sempre basta. Lo sa bene il Bari, che contro l’ultima della classe Mantova ha portato a casa tre punti, ma ha lasciato sul prato del San Nicola la sensazione di essere una squadra senza volto, senz’anima e senza un’idea precisa di gioco. È la vittoria più triste possibile: quella che non genera entusiasmo, ma solo sollievo momentaneo.

Il contesto è desolante. Uno stadio mezzo vuoto, con appena ottomila spettatori e un’atmosfera da funerale sportivo. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo biancorosso, ha espresso il proprio malessere con una decina di striscioni eloquenti, rivolti a tutti: squadra, società, dirigenti e perfino amministratori locali. Messaggi duri, impietosi, che fotografano un ambiente allo sbando. Dentro lo stadio, le cose non vanno meglio. Un San Nicola sempre più fatiscente — simbolo di una città che non riesce a prendersi cura della sua passione più grande — dove perfino le prese di corrente della tribuna stampa vanno in corto. E in campo, il Bari non dà certo luce: il gioco è spento, l’intensità quasi inesistente, la paura palpabile.

Eppure, in mezzo al grigiore, spunta ancora una volta il raggio di Moncini. Il suo gol — il quinto stagionale — è l’unica scintilla in una serata altrimenti buia. Salva Caserta, ancora una volta, ma non lo assolve. Perché al di là del risultato, questo Bari resta una squadra in apnea: timorosa, priva di un’identità tattica e incapace di imporre il proprio gioco anche contro l’ultima in classifica. Si salvano in pochi: Moncini, sempre più leader suo malgrado; Dickmann, tra i pochi a provarci; e Cerofolini, che nel finale mette due pezze decisive. Tutto il resto è smarrimento. Un gruppo senza furore agonistico, un allenatore che non trova la bussola e una società chiusa in un silenzio che suona come resa.

È il “Festival del nulla”, per usare le parole dei tifosi. Una rappresentazione perfetta di un club che sembra aver smarrito il senso della propria storia e della propria missione. Il risultato finale salva la classifica — Bari a nove punti, fuori dalla zona rossa — ma non salva la faccia. Perché di calcio, vero, ieri al San Nicola se n’è visto poco o nulla. E allora sì, forse c’è un motivo se il Mantova è ultimo. Ma ce n’è anche uno, ben più inquietante, se il Bari continua a galleggiare nel vuoto.

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