post

MAGGIORE ILLUDE, CEROFOLINI AMMETTE GLI ERRORI: IL BARI PERDE ANCORA SE STESSO

BARI – La serata si consuma in un clima sospeso, quasi irreale. Fuori dallo stadio, la protesta dei gruppi organizzati pulsa e rumoreggia; dentro, invece, il San Nicola resta vuoto, smarrito, incapace di offrire quel calore che spesso sa trasformarsi in spinta. In questo scenario fioco, il Bari si incarta ancora: un 1-1 contro il fanalino di coda, rimasto in dieci per più di un’ora, che finisce per avere il sapore amaro di un’occasione sfumata. La squadra di Vivarini non riesce a dare continuità ai segnali intravisti a Castellammare, si lascia sorprendere in avvio e poi sciupa due rigori consecutivi con Moncini. Solo nel finale arriva un lampo, la zampata di Maggiore, buona soltanto per mascherare parzialmente una prestazione che non convince. Al triplice fischio, restano pochi spettatori, molti fischi e un groviglio di interrogativi che pesa più del punto raccolto.

Nel ventre dello stadio il silenzio continua a dettare il ritmo. L’assenza del tifo organizzato – scelta annunciata e rivendicata – priva la squadra di un riferimento emotivo che in questo momento servirebbe come l’ossigeno. Eppure, dentro questo vuoto, qualche voce prova a far luce. La prima è quella di Giulio Maggiore, autore del gol del pari, che prova a trovare il lato buono di una serata complicata:
“Alla fine, nel secondo tempo si poteva ribaltare la partita. Portiamo a casa un punto, consapevoli che dobbiamo lavorare. Abbiamo le idee chiare”.

Resta però scolpita la partenza da incubo, con un Pescara subito aggressivo e capace di mettere il Bari alle corde:
“Siamo stati in difficoltà sin dall’inizio. Ci chiediamo spesso il motivo. Dobbiamo lavorare sulla nostra testa. Solo stando uniti possiamo uscire da questa situazione… Non siamo partiti bene e siamo consapevoli di questo”.

La frenesia del secondo tempo, pur generosa, non è bastata a ribaltare il risultato. Un caos costruttivo a metà, che Maggiore analizza così:
“La confusione è stata dettata dalla voglia di ribaltare la partita. Tutti volevano fare la giocata per spuntarla. Le occasioni non sono mancate… Se avessimo risposte pronte, sarebbe tutto più facile. Non si cambia un percorso da un momento all’altro. Occorre accorciare i tempi. Anche i punti passano… C’è voglia di uscire da questa situazione”.

Problemi che toccano tutti i reparti, nessuno escluso. Anche il centrocampo – suo territorio naturale – fatica a dettare ritmo e ordine:
“È una questione generale. Non ci inventiamo nulla. Tutti devono fare di più. Anche gli attaccanti. Sappiamo delle nostre difficoltà. Vogliamo uscire da questa situazione”.

La stessa frustrazione si avverte nelle parole di Michele Cerofolini, che in più occasioni ha evitato guai peggiori:
“Era una partita da vincere per come si era messa… Per gli episodi andava portata a casa. Ci abbiamo provato sino alla fine. Dobbiamo lavorare sull’approccio mentale alla partita, essere pronti sin dall’inizio. Se subisci dall’inizio, non è facile rimetterla in careggiata”.

Il portiere non si sottrae al mea culpa, pur cercando di salvare il poco salvabile:
“Errori ne abbiamo commessi, questo è indubbio. Sbaglia solo chi gioca. Dovremmo fare meno errori possibili. Seguiamo Vivarini su quello che ci dice. Sono fiducioso… Nel tempo, saremo perfetti. O quasi”.

Una fiducia che prova a resistere, nonostante il terreno sembri franare sotto i piedi. Il Bari esce dal confronto con un punto che non schioda la classifica e non chiarisce la direzione. La speranza è che quel lampo finale di Maggiore non resti un episodio isolato, ma l’embrione di una reazione che, ora più che mai, non può più essere rimandata.

foto sscbari

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.