post

SABATO CONTRO IL SUDTIROL / VIVARINI CHIEDE ANIMA E CORAGGIO PER LA TRASFERTA DI BOLZANO

A due giorni dalla sfida di sabato che può cambiare l’umore e forse anche il percorso del Bari, Vincenzo Vivarini si presenta con la consapevolezza di chi sa che a Bolzano servirà qualcosa in più del solito. La sedicesima giornata porta i biancorossi nella tana del Südtirol e il tecnico, costretto in tribuna dalla squalifica, affida il timone al vice Milani mentre invita i suoi a una prova di carattere assoluto. La partita promette intensità, duelli e zero margini d’errore, e il riferimento del mister è chiarissimo fin dalle prime parole: “Il Sudtirol è una squadra ben definita, motivatissima. Aggredisce il portatore di palla concedendo poco spazio. Non ti fa giocare. E’ difficile mantenere il campo contro di loro, che sono abituati a fare questo tipo di lavoro. E lo fanno benissimo. In fase di possesso palla, cercano la profondità. Se siamo giusti, potremmo avere situazioni proficue cercando la palla e la profondità”.

La necessità di tornare a fare punti diventa una sorta di filo spinato da superare, perché Vivarini mette subito sul tavolo la realtà: “Dobbiamo assolutamente fare risultato. Servono punti, altrimenti la situazione diventa sempre più difficile. Per riuscirci, bisogna giocare carichi e accettare la loro battaglia. Sotto l’aspetto tecnico e qualità di squadra, il Bari può essere incisivo e far male al Sudtirol. Non possiamo abbassare di mezza virgola la loro intensità. Abbiamo pochi allenamenti a disposizione, con una partita ogni tre giorni. Vorrei lavorare in una settimana tipo per stimolare gli aspetti di cui abbiamo bisogno. Soprattutto l’intensità e i tempi di aggressione. In questa partita voglio vedere alzare in modo esponenziale la capacità di essere aggressivi”.

A complicare il quadro ci sono gli acciacchi e le assenze, che rendono ogni decisione un incastro tutt’altro che semplice. La situazione si presenta senza filtri nelle parole dell’allenatore: “Abbiamo un po’ di problemi. Vicari ha avuto febbre da dopo Pescara. Vedremo come recuperarlo. Bellomo ha un problema al polpaccio. Castrovilli ha una vecchia ferita che gli ha creato un ematoma. Non sarà della partita. Ho dato continuità ad una formazione per cercare di trovare una intesa e una fisionomia di squadra. Vanno valutati altri ragazzi. Kassama lo vedo tonico e battagliero. Mavraj ha delle potenzialità, ma deve ancora maturare. C’è anche Mane. Ha prospettive, però bisogna ragionare sulle loro energie come risorse importanti per la squadra”.

Il tecnico rompe poi ogni alibi e richiama la squadra a rispondere sul campo senza distrazioni né timori, con una chiarezza che non lascia scappatoie: “Il rendimento altalenante mi fa pensare tanto. Ho dato alla squadra la strada per uscirne. Ora la palla passa ai giocatori. Il discorso diventa solo di campo. Si pensa a preoccupazioni che non esistono. Se ritroviamo l’equilibrio mentale e la serenità, faremo buone cose. La squadra è forte, ha tutti i crismi per giocare bene e vincere. Le difficoltà, tuttavia, sono diverse. Se non sei convinto delle cose che devi fare, viene meno tutto. Senza sostanza in campo, non esprimi i valori”.

Il tema psicologico si intreccia con quello tecnico quando affronta il blocco emerso contro il Pescara, una paura che ha frenato il Bari finché l’espulsione di Olzer non ha cambiato l’inerzia: “Nelle due trasferte di Empoli e Castellammare avevo visto e trovato una logica. Il primo tempo del Castellani è stato all’altezza. Nella gara del Menti, si è fatta la partita che andava giocata. Mentre al San Nicola, contro il Pescara, ho incontrato altre criticità. In questa settimana si è evidenziato questo problema della paura. In questo momento, la strada da percorrere e non rimuginare su questi stress. Ma essere concentrati su ciò che viene chiesto in campo, con la massima applicazione. Fare un centimetro in più, togliendosi dalla mente tutte le scorie e le preoccupazioni. Occorre dare forza al gruppo, con grande rispetto delle regole. Ci sono abitudini da scardinare”.

Sul centrocampo, il tecnico resta vigile e strategico, pronto a modellare le scelte sul tipo di partita che si aspetta, senza però rivelare troppo: “Non voglio dare una mano a Castori – sorride -. Ci aspetta una partita particolare, in cui serve la forza di guadagnare campo. Le scelte saranno in funzione di questo. Maggiore è bravo negli inserimenti, ha grande personalità. Di sicuro, da sfruttare. Pereiro torna a disposizione. Partipilo? Con lui parlo tanto. Ha grosse qualità, però deve alzare il livello della combattività. Ci sta mettendo l’anima per ritrovare la consueta brillantezza”.

E l’idea di squadra si concentra in un principio semplice quanto cruciale: “E’ un discorso di squadra, di posizioni da prendere in funzione di chi porta palla che, dal canto suo, deve avere almeno tre soluzioni scegliendo la più semplice e sicura”.

Il tecnico spende poi parole attente per Moncini, che deve rialzarsi dopo i due rigori sbagliati, e per Vicari, alle prese con problemi fisici: “Gli ho parlato e l’ho abbracciato. Chi non batte i rigori, non ha problemi. Sa quanto è importante per Bolzano. Ci aspettiamo tutti una grande reazione da parte sua”. E aggiunge: “Penso che le criticità siano risolvibili con fiducia, ottimismo e unione. Vicari non era nelle condizioni fisiche giuste per via dell’influenza”.

Neppure la condizione atletica viene nascosta: il percorso è lungo e i margini di miglioramento passano dal lavoro quotidiano. “Sul piano atletico la squadra ha lavorato prima che arrivassi. La squadra manca di intensità e di alta velocità. Sulle ripartenze e sulle coperture, tutti devono scappare. Se vuoi aggredire, tra uno scatto e l’altro il tempo di recupero deve essere breve. Invece, ci prendiamo dei secondi in più. Ci vuole tempo per cambiare il meccanismo”.

Vivarini ricorda anche un precedente incoraggiante, ma lo fa senza illudersi: “Facemmo una grande partita. Ho visto le ultime contro Monza e Avellino. Se gestisci la palla, gli possiamo far male”.

La conclusione è un manifesto identitario, un richiamo alla lotta che fotografa esattamente cosa servirà al Bari per tornare da Bolzano con qualcosa tra le mani: “Se non lotti e ti sporchi, come fai a giocare? Stiamo dando quell’ignoranza e la consapevolezza alla squadra che senza impegno e ferocia nel difendersi, non si può fare altro. Se vai a Bolzano a fare la signorina, torni con zero punti e non ce lo possiamo permettere. Quando ho detto che ci dobbiamo salvare mi riferivo alla situazione di classifica e alle criticità che abbiamo. Vorrei uno spirito diverso, tutti devono rimboccarsi le maniche ed anche preoccuparsi per alzare il livello di attenzione”. Il Bari è atteso a un esame di maturità. E stavolta non può più permettersi di fallire.

foto sscbari

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.