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BARI-PALERMO, ARBITRA RAPUANO DI RIMINI

L’AIA ha designato Antonio Rapuano, della sezione di Rimini, come arbitro della gara in programma al San Nicola, valida come anticipo della 22ª giornata di Serie BKT 2025-2026, che vedrà il Bari affrontare il Palermo allenato da Filippo Inzaghi.

Il match si disputerà venerdì 30 gennaio alle ore 20:30. A coadiuvare Rapuano saranno gli assistenti Alessandro Cipressa (Lecce) e Mattia Regattieri (Finale Emilia).

Il ruolo di quarto ufficiale è stato affidato a Giuseppe Maria Manzo della sezione di Torre Annunziata. Al VAR opererà Antonio Giua (Olbia), con Giacomo Paganessi (Bergamo) nel ruolo di AVAR.

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MERCATO BARI / UFFICIALE: NICOLO’ CAVUOTI IN PRESTITO SECCO DAL CAGLIARI

SSC Bari comunica di aver acquisito dal Cagliari Calcio, con la formula del prestito fino a giugno, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore classe ’03 Nicolò Cavuoti (04.04.03, Vasto); il centrocampista abruzzese vestirà la maglia numero ’20’ e sarà da subito a disposizione di mister Longo.

Cresciuto nelle giovanili della Virtus Vasto, nel ’19-’20 gioca in Serie D con la maglia della Vastese venendo notato dal Cagliari che lo acquista facendolo militare per due stagioni nella propria Primavera prima di mandarlo in prestito in Lega Pro, all’Olbia nella stagione ’22-’23 (21 presenze, 1 gol), quindi alla Feralpisalò l’anno dopo (36 pres., 3 gol). Ha indossato l’Azzurro nelle selezioni U18, U19 e U20 e vanta 6 presenze nella prima parte della stagione con i sardi tra Serie A e Coppa Italia.

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BARI, C’È ANCHE PISCOPO DALLA JUVE STABIA

Il Bari continua a rinforzare la trequarti. Dopo l’arrivo di Nicolò Cavuoti dal Cagliari, il club biancorosso ha chiuso anche per Kevin Piscopo. L’intesa con la Juve Stabia è stata raggiunta nelle ultime ore: il trequartista classe 1998 approderà in Puglia con la formula del prestito con obbligo di riscatto.

Un doppio innesto che conferma la volontà della società di alzare qualità e soluzioni offensive a disposizione dello staff tecnico.

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BARI, ARRIVA CAVUOTI: ACCORDO COL CAGLIARI

Il Bari mette a segno un nuovo innesto per la rosa. Nelle scorse ore è stato infatti perfezionato l’accordo con il Cagliari per l’arrivo di Nicolò Cavuoti, che approda in biancorosso con la formula del prestito secco.

Il trequartista classe 2003 ha già maturato 6 presenze in stagione con il club sardo, tra campionato e Coppa Italia, e rappresenta un profilo giovane su cui il Bari punta per aumentare le soluzioni offensive.

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UFFICIALE BARI: DAL PISA, ESTEVES IN PRESTITO SECCO

“SSC Bari comunica di aver acquisito da Pisa Sporting Club, con la formula del prestito i diritti alle prestazioni sportive del calciatore classe ‘02 Tomás Esteves (03.04.02, Arcos de Valdevez, Portogallo); il portoghese vestirà la maglia numero ‘19’ e sarà da subito a disposizione di mister Longo.

Cresciuto nelle giovanili del Porto, con i lusitani conquisterà la Youth League del ‘18-‘19, guadagnandosi l’esordio nella Prima Squadra che, nella stagione ‘19-‘20, vincerà il campionato portoghese. Dopo aver giocato 29 gare, con 1 gol all’attivo, con la maglia del Reading, arriva in Italia per vestire la maglia del Pisa nella stagione ‘22-‘23; con i toscani 53 presenze, 1 rete e la promozione in massima serie conquistata al termine della scorsa stagione. Ha vestito la maglia delle nazionali giovanili del suo Paese sino all’Under 21.

Benvenuto Tomás !”
#radiobari #sscbari

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BARI, LA VITTORIA DI CESENA COME LINEA DI CONFINE?

di Pierpaolo Paterno

Cesena non è stata una semplice vittoria. È stata una botta di vita. Per la squadra, per l’ambiente, per una stagione che rischiava di scivolare in una palude psicologica prima ancora che tecnica. Ottantatré giorni dopo l’ultima gioia in campionato, e 336 giorni dopo l’ultimo successo esterno, il Bari torna a vincere fuori casa e lo fa in un modo che pesa più del risultato: con anima, con tenuta, con un’idea finalmente riconoscibile di squadra.

Questa non è una vittoria piovuta dal cielo, come altre in passato. Al di là della superiorità territoriale del Cesena, il Bari ha dato segnali nuovi e importanti: una squadra viva, che non si è sbriciolata dopo il pareggio, che non ha perso compattezza, che non è crollata mentalmente come troppe volte visto negli ultimi mesi. Ha sofferto, sì, ma da squadra. E questa, oggi, è già una notizia.

Senza nulla togliere a Vivarini, il confronto è inevitabile. Prima il Bari appariva spesso piatto, senza energia, quasi svuotato. Ieri, invece, in appena 97 minuti, si è capito che si sono gettati via due mesi di lavoro. Non è una provocazione, è una constatazione. Perché l’atteggiamento, prima ancora dei moduli, racconta sempre la verità. Finalmente Rao. Finalmente un po’ di fantasia, di coraggio, di spregiudicatezza. I giovani vanno fatti giocare, non celebrati a parole. E quando giocano, spesso dimostrano di avere ciò che mancava: leggerezza e fame. E, poi, riecco Moncini che da centravanti puro, come ai vecchi tempi, si fa riferimento con mestiere e concretezza. Oltre alla sorpresa Nikolaou. Quando tutto deve andare nel verso giusto. E sì, gli episodi sono girati dalla parte del Bari. Ma fino a una settimana fa, probabilmente, non sarebbe successo. Anche questo è un segnale. La fortuna spesso segue chi dà l’idea di volerla meritare. C’è poi un dettaglio che dice molto del lavoro di un allenatore. La gestione del gruppo, compresi gli esclusi. Anche quello costruisce una squadra, non solo una formazione.

Il rigore Frabotta-Gytkjaer? Nel calcio moderno, resta un mistero come non possa essere considerato tale. Ma oggi non è il giorno delle recriminazioni. Oggi è il giorno dei sorrisi. Veri. Meritati. Quasi liberatori. Il Bari ha vinto lottando e soffrendo da squadra, con quel pizzico di fortuna che nel calcio, come nella vita, non è mai un dettaglio. E l’abbraccio finale con i tifosi racconta forse la cosa più bella: la maturità del pubblico di Bari, capace di capire i momenti, di applaudire, di stringersi attorno a chi dà segnali chiari di attaccamento e sacrificio.

La lezione di Cesena è durissima: si sono buttati due mesi al vento. Longo andava richiamato prima, creando subito quelle condizioni che oggi appaiono evidenti a tutti. Non serve girarci attorno. Postilla sulle parole dell’allenatore: “Quanto programmato sul mercato non deve cambiare di una virgola”. Esatto. Perché una vittoria, anche così importante, non può e non deve cancellare le lacune strutturali. Postilla bis, che poi è una linea guida. I giovani facciamoli giocare davvero. Non per moda. Per necessità. Per coraggio. Perché, a volte, sono proprio loro a ricordarti che il calcio è anche istinto, faccia tosta e voglia di prendersi il pallone quando pesa. Cesena, allora, non è solo una vittoria. È una linea di confine. Sta al Bari decidere se farne un punto di svolta o solo una parentesi. Ma una cosa è certa: da qui in poi, nessuno potrà più far finta di non aver capito.

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RAO, LA GIOIA DEL PRIMO GOL IN B: MI E’ VENUTO D’ISTINTO, LONGO HA DATO LA CARICA

Primo gol in serie B per Emanuele Rao che spiana al Bari la strada verso la vittoria di Cesena. Tre punti d’oro coincisi con la prestazione gagliarda dell’ala sinistra diciannovenne partita titolare al Manuzzi accanto all’altro giovane De Pieri, dietro Gytkjaer: “Sono veramente contento. Non ho parole. Nello spogliatoio mi sono reso conto di quello che ho fatto”, commenta a fine gara. Il riconoscimento va a mister Longo: “Il gol mi è venuto d’istinto. Ora inizia un nuovo campionato. Il mister ci ha dato la carica giusta. Quello che ci voleva. La grinta giusta e la determinazione che servivano. Ho giocato uomo su uomo. Inizia una nuova raffica di partite. Bisogna andarle a prendere. Lotteremo. Speriamo di continuare così. Dedico il gol a mio nonno e alla mia famiglia che in settimana verrà a Bari”.