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LONGO RIANIMA IL BARI: HO ENERGIE E MOTIVAZIONI, NON GUARDO IN FACCIA NESSUNO

Una partita per capire quanto e come siano stati gettati al vento gli ultimi due mesi di campionato del Bari. E’ bastato il ritorno di Moreno Longo sulla panchina per rivitalizzare, almeno nello spirito e nell’atteggiamento, un gruppo che sino alla settimana scorsa sembrava morto. Ovvio che non basti. Ovvio che il tecnico abbia bisogno di una corposa iniezione di rinnovamento tecnico. Ma la vittoria di Cesena rappresenta comunque un buon punto di ripartenza: “Un debutto così lo speravo – le parole dell’allenatore biancorosso – . Volevo iniziare con questo tipo di partita. Se c’era una vittoria da fare, l’avrei voluta fare in questo modo perché è arrivata tramite un grande spirito di abnegazione, stare nella sofferenza di partite per salvarsi. Sarà fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Arriva un segnale forte. E il merito va ai ragazzi, non a me. Sappiamo che questi sono punti pesantissimi. Ma non abbiamo risolto nulla, se non il fatto di metterci sotto e portare avanti quello che iniziamo a Cesena”.

La sua presenza in panchina sembra tuttavia determinante per l’esito del Manuzzi. Longo fa il modesto: “Ho tante energie e motivazioni. Lo dico con grande umiltà. Spero che la squadra mi rispecchi. Il lavoro è sempre difficile e si deve sempre creare il binomio allenatore – squadra. Non basta scegliere i giocatori, conta gestire la squadra. Questi ragazzi vanno gestiti nel modo migliore. La società sa cosa intendo. Noi dobbiamo essergli da guida. Non si può prescindere da questo spirito e atteggiamento. La base delle idee”. L’errore sarebbe pensare di essere già arrivati. Bisogna agire nella campagna trasferimenti: “Quello che abbiamo programmato non deve cambiare di una virgola. Queste due partite, inclusa la prossima contro il Palermo, mi servono per fare punti e per capire su quanti giocatori posso contare. Perché, poi, a mercato concluso chiuderemo la porta dello spogliatoio per iniziare a battagliare in un finale di stagione che sarà caldissimo. Non voglio scontenti, giocatori che abbiano il minimo pensiero di mettersi a lavorare duramente per la causa”. Rao e De Pieri hanno giocato con l’elmetto. Lo spirito giusto visto anche in Moncini: “Per i ragazzi sono contentissimo. Hanno qualità e mi dimostrano di esserci. Non guardo in faccia a nessuno. Carte di identità e curricula passati. Ma solo chi ci può dare qualcosa in più. Lo devono accettare i ragazzi. Siamo ad un punto di non ritorno. Non si concedono le cose per grazia ricevuta. Il posto si guadagna durante le partite e gli allenamenti”. “C’è da migliorare tanto – conclude Longo -. Curare i dettagli. La squadra la trovo con grande disponibilità. Io richiedo un calcio aggressivo. Diventa questione di abitudine. Alzare i ritmi”.

 

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CON LONGO IL BARI TORNA A VIVERE: RAO E MONCINI FIRMANO LA VITTORIA DI CESENA

Cesena-Bari 1-2

CESENA (3-5-2): Klinsmann, Ciofi (36’ st Guidi), Zaro, Mangraviti, Ciervo, Bisoli (28’ st Magni), Castagnetti (36’ st Celia), Berti, Frabotta, Blesa, Shpendi. A disp.: Siano, Ferretti, Arrigoni, Amoran, Piacentini, Olivieri, Zamagni, Francesconi, Galvagno. All. M. Mignani.

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Pucino (c), Nikolaou, Mane (24’ st Pagano), Verreth (36’ st Colangiuli), Braunoder, Dorval, De Pieri (36’ st Bellomo), Rao (18’ st Dickmann), Gytkjaer (18’ st Moncini). A disp.: Pissardo, Marfella, Burgio, Meroni, Kassama, Stabile, Cerri. All. M. Longo.

ARBITRO: Marinelli di Tivoli.

RETI: 6’ st Rao; 15’ st Ciervo; 31’ st Moncini.

NOTE: Rec. 1’ pt. e 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

CESENA – Da Cesena a Cesena. Ottantatré giorni dopo. Dopo dieci giornate a digiuno, il Bari torna a vincere in campionato. E lo fa da dove aveva lasciato. Cioè, contro il Cesena nel match di ritorno del Manuzzi già battuto lo scorso 2 novembre al San Nicola. Da allora, i biancorossi non avevano mai più vinto precipitando nel baratro della classifica. Esordio di successo, quindi, per Moreno Longo che bagna il suo ritorno sulla panchina pugliese con un 2-1 in Romagna a spese dell’ex Bari Mignani. Decidono le reti di Rao e del redivivo Moncini, con quest’ultimo finito in naftalina da diverse settimane.

LA FORMAZIONE INIZIALE – Il primo Bari schierato da Moreno Longo a Cesena si presenta con un modulo 3-4-2-1, che già dice molto sul tipo di calcio che il tecnico vuole proporre. La linea difensiva è composta da tre centrali – Cistana, Pucino (capitano) e Nikolaou – che hanno sulla carta il compito di garantire solidità e copertura centrale, lasciando però spazio agli esterni di centrocampo per spingere. Sistema che permette di avere più uomini nel cuore della difesa, utile sia contro attacchi centrali che per gestire eventuali palle alte.

A centrocampo, Mane e Dorval occupano le corsie laterali: devono alternarsi tra compiti difensivi e spinta offensiva, coprendo la fascia e supportando la costruzione del gioco. Al centro, Verreth e Braunoder agiscono come due perni centrali, gestendo ritmo e impostazione, cercando di raccordare difesa e attacco.

Sulla trequarti, le novità De Pieri e Rao giocano appena dietro l’unica punta, Gytkjaer. Il loro ruolo è fondamentale: creare superiorità numerica, inventare passaggi filtranti e aprire gli spazi, supportando la manovra offensiva senza disunire il centrocampo. La punta centrale, Gytkjaer, resta il riferimento offensivo.

LA PARTITA – Al quarto d’ora, Cesena ad un passo dal vantaggio. Ciervo indovina la diagonale giusta. Pucino salva in angolo una palla destinata nel sacco. La replica barese con Moussa Mane. Sulla linea (30’) la salva Ciofi di testa. Dopo sei minuti, dagli sviluppi di un corner Blesa recupera un rinvio di Cerofolini e colpisce la traversa. Punteggio invariato. Sembra oltre la linea, la palla scheggiata da Frabotta prima di stamparsi sulla traversa, la seconda in pochi minuti. Check var conferma nulla di fatto. Del solito Frabotta, sul fondo di poco al lato un radente nel minuto di recupero. Si va al riposo sullo 0-0. Tante occasioni da gol e due traverse per il Cesena. Bari grintoso, ma non basta. Da rivedere un contatto in area tra Frabotta e Gytkjaer. Troppo poco però per giudicare positivamente la manovra offensiva biancorossa. Non sempre ortodosse le uscite di Cerofolini.

Si ricomincia con gli stessi effettivi del primo tempo. Si parte con un salvataggio decisivo di Cerofolini su Shpendi diretto in porta. Ma è il Bari a passare avanti con un’azione personale di Emanuele Rao: un destro fantastico per firmare il suo primo gol in B. Vantaggio salvato da Cerofolini che si esalta sul bolide di Blesa. Cesena che pareggia al quarto d’ora grazie a Ciervo che sistema il destro alle spalle di Cerofolini sfruttando l’assist di Shpendi. Longo richiama Gytkjaer per Moncini. Esce anche Rao, di sicuro il migliore tra i suoi. Dentro Dickmann. Pagano in luogo di Mane. Si passa al 3-5-2.

Moncini fa il 2-1 alla mezzora. Sesto gol stagionale (non esulta per rispetto alla sua ex squadra) propiziato da un bel cross di Nikolaou. Un taglio di testa per la rete personale che mancava dal 26 ottobre al Mantova. Bari di nuovo avanti. Longo cambia ancora. Entrano Bellomo e Colangiuli per il buon De Pieri e per l’acciaccato Verreth. C’è comunque da soffrire. Il Cesena manca il 2-2. Castagnetti a colpo sicuro. Cistana salva sulla linea (43’). Extra time di 5’ per stringere i denti. Si difende da grande squadra prima di festeggiare con i quasi ottocento tifosi baresi nel settore ospite. Era ora.

 

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CESENA-BARI, LE FORMAZIONI UFFICIALI

Le formazioni ufficiali di Cesena e Bari in campo dalle 15 al Manuzzi per la 21ma giornata di B:

CESENA-BARI

Cesena (3-5-2): Klinsmann, Ciofi (c), Zaro, Mangraviti, Ciervo, Bisoli, Castagnetti, Berti, Frabotta, Blesa, Shpendi. A disp.: Siano, Ferretti, Arrigoni, Celia, Amoran, Guidi, Magni, Piacentini, Olivieri, Zamagni, Francesconi, Galvagno. All. M. Mignani

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Pucino (c), Nikolaou, Mane, Verreth, Braunoder, Dorval, De Pieri, Rao, Gytkjaer. A disp.: Pissardo, Marfella, Burgio, Pagano, Bellomo, Moncini, Meroni, Kassama, Dickmann, Colangiuli, Stabile, Cerri. All. M. Longo

foto sscbari

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BARI, I 23 CONVOCATI DI MORENO LONGO PER CESENA

I convocati di Longo per la trasferta di Cesena. Fuori rosa Vicari, Maggiore e Partipilo. In extremis, domani entro le 12 potrebbe aggiungersi anche Cuni. Lunedì arriverà Esteves da Pisa.

PORTIERI: 1.PISSARDO, 12.MARFELLA, 31.CEROFOLINI

DIFENSORI: 3.BURGIO, 13.MERONI, 15.KASSAMA, 24.DICKMANN, 25.PUCINO, 30.MANE, 37.STABILE, 43.NIKOLAOU, 51.CISTANA, 93.DORVAL

CENTROCAMPISTI: 8.PAGANO, 27.BRAUNODER, 29.VERRETH, 32.COLANGIULI

ATTACCANTI: 9.GYTKJAER,  10.BELLOMO, 11.MONCINI, 17.RAO, 49.DE PIERI, 99.CERRI

foto sscbari

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CESENA-BARI, LE PROBABILI FORMAZIONI

Cesena-Bari

CESENA (3-5-2): 33 Klinsmann; 15 Ciofi, 19 Zaro, 24 Mangraviti; 11 Ciervo, 25 Bisoli, 4 Castagnetti, 14 Berti, 99 Frabotta; 7 Blesa, 9 Sphendi. A disp. 1 Siano, 18 Guidi, 23 Magni, 35 Zamagni, 75 Galvagno, 32 Olivieri, 70 Francesconi,  40 Ferretti, 6 Arrigoni, 13 Celia, 16 Amoran, 26 Piacentini. All. Mignani.

BARI (3-4-2-1): 31 Cerofolini; 25 Pucino, 51 Cistana, 37 Stabile; 30 Mane, 27 Braunoder, 29 Verreth, 8, 93 Dorval; 8 Pagano, 17 Rao; 9 Gytkjaer. 1 Pissardo, 43 Nikolaou, 13 Meroni, 3 Burgio, 15 Kassama, 32 Colangiuli, 10 Bellomo, 24 Dickmann, 11 Moncini, 99 Cerri, 49 De Pieri. All. Longo.

ARBITRO: Marinelli di Tivoli.

DOVE VEDERLA: Dazn e LaB Channel.

 

foto sscbari
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LA STERZATA DI DE LAURENTIIS: MI TRASFERISCO A BARI, ORA È GUERRA PER SALVARCI

BARI – Accanto a Moreno Longo, nel giorno della presentazione del tecnico richiamato sulla panchina biancorossa, Luigi De Laurentiis ha messo la faccia su uno dei momenti più difficili della sua gestione. Mai il Bari era scivolato così in basso in classifica. Un quadro che, per certi versi, richiama il post-Mignani, ma con una differenza sostanziale: oggi il mercato è ancora aperto e offre la possibilità di rimediare. Da qui la scelta di una vera e propria terapia d’urto, concordata con Longo, con il presidente pronto a trasferirsi in città per seguire da vicino ogni aspetto operativo.

De Laurentiis ha spiegato così la gravità del momento e la decisione di cambiare passo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione così difficile, in questo momento del campionato. L’ultima volta, sfiorata la promozione, ci ritrovammo verso la fine in una situazione molto difficile. Per questo, ho dato una sterzata completa. Mi trasferisco a Bari per lavorare da vicino perché ci aspettano diciotto partite, dobbiamo chiudere il mercato. Quando ho chiamato Longo ho trovato un grande lottatore, motivato per fare la guerra insieme. Da quando è arrivato, passiamo ore e giornate a parlare di mercato e giocatore. Anche come affrontare questo mercato. E’ ovvio che salta all’occhio che siamo in ritardo. Ma vorrei anche specificare che a priori, subito tutti sarebbe il desiderata di sempre. Il mercato di gennaio è difficilissimo. Siamo sul mercato tutti i giorni. Anche una settimana fa, quelli buoni e certi. Potremmo prendere cinque giocatori oggi stesso. Di questi, troveremmo gambe non allenate e minuti non pronti da subito. A noi servono giocatori pronti da domani, che abbiano giocato. Siamo in una trattativa importante in questo momento. Un giocatore vuole venire a Bari. Il problema è che la società non lo libera sino a quando non arriva il rimpiazzo. Ci vuole un pelo di pazienza in più. Ogni giorno che passa è fondamentale. Domani potremmo avere due conferme. Lavoriamo su quattro, cinque arrivi. Potrebbero anche essere di più. Dipenderà anche dalle valutazioni di Longo. Sia le uscite certe che gli arrivi”.

Sul tema di chi stia guidando operativamente il mercato, il presidente ha chiarito il ruolo di Valerio Di Cesare e il suo coinvolgimento diretto: “Di Cesare vi incontrerà a fine mercato. E’ impegnato in questo momento. Io sostengo le idee del mister e del nostro nuovo ds. Di Cesare aveva già mire importanti sin dall’estate. E’ con noi dal primo giorno. Un uomo azienda. Viene da un anno e mezzo importante e conosce i problemi interni. La mia presenza è ulteriore perché serve altra gestione. Bisogna aiutare tutti i reparti, anche nelle trattative. Posso venire in aiuto. Lo faccio direttamente. Non possiamo permetterci di perdere nemmeno un secondo. Sono qui, anche negli allenamenti, per dimostrare vicinanza alla squadra. Non solo per fare presenza. Ci confrontiamo a siamo compatti col mister e Di Cesare”.

Il presidente ha poi ribadito l’obiettivo primario: la salvezza e il rapporto con una piazza in forte contestazione: “Risponderà con i fatti. Cercare di mantenere la B, categoria importante per noi e per i tifosi. Stiamo cercando di trovare una quadra. Mi auguro di contrastare o trasformare le contestazioni in un clima sereno che riporti tifosi allo stadio. Contestare non aiuterà a mantenere la categoria. Ci metteremo il 110 per cento per mantenere la categoria. Se il pubblico tornasse a sostenerci, capendo di remare per la causa, sarà una forza in più”.

Inevitabile anche un passaggio sul futuro societario e sulle eventuali trattative di vendita: “In una situazione non chiara, le trattative di vendita si complicano. Siamo a livello di chiacchiere. Ci sono volontà diverse tra le parti. La situazione di classifica rende più difficile il dialogo. La nostra priorità è tornare nei punti giusti. Abbiamo ancora tante partite. Possiamo tornare in una classifica migliore”.

Sul tema dei rifiuti ricevuti dal mercato e sulle difficoltà ad attrarre giocatori: “Alcuni non fanno parte del mestiere. Caso ambiva ad una squadra diversa. Ci sta. Nelle scelte, dei giocatori non vogliano giocarsi delle carte in una piazza dove c’è contestazione. Altri vogliono venire a battagliare. La scelta di Vivarini dopo Caserta? Fu una scelta tecnica. Terrei Longo fuori dal passato”.

Sulla multiproprietà, sulle risorse e sulle garanzie date a Longo: “Ci spiace non annunciare oggi dei volti nuovi. La multiproprietà è un tema che esiste dal 2018. Fino a che siamo arrivati in B non era un problema. Quest’anno siamo partiti male. C’erano i presupposti per fare bene. Poi, nel gioco delle variabili di un gruppo che ripartiva da zero, ci siamo ritrovati in grossa difficoltà. Correremo ai ripari”.

Sui difetti strutturali della squadra e sulle scelte fatte in area tecnica: “A dicembre, Vivarini era arrivato da poco. Ci si affacciava con idee di mercato con gli uomini che c’erano allora. Sappiamo come fare mercato. Anche attingendo dalla C. Al momento non vediamo profili adatti”.

Capitolo uscite, con le conferme su Vicari e Partipilo: “Si, Vicari è in direzione Reggiana. Partipilo? Ci sono valutazioni in corso”.

Chiusura con un passaggio personale e sul momento del campionato: “Il mio è un mestiere difficile. Come la B, dove ho visto retrocedere squadre con budget da serie A. Ha un’altalena incredibile e imprevedibile. Quest’anno, con tanto coraggio nell’aver cambiato, abbiamo preso tanti schiaffi in faccia. Non ho formule magiche per riportare i tifosi. Chiedo solo di darci una mano. Noi ci teniamo tanto e non è una frase di circostanza”.

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BARI, IL RITORNO DI LONGO: DOBBIAMO SPORCARCI LE MANI, CI ASPETTANO DICIOTTO BATTAGLIE

BARI – Moreno Longo si è ripresentato ufficialmente alla città e alla stampa alla vigilia della partenza per Cesena, nel giorno della sua presentazione dopo il richiamo sulla panchina biancorossa. Un ritorno che arriva in un momento sportivamente e psicologicamente delicato per il Bari, con una classifica pesante e una squadra chiamata a una svolta immediata.

L’impatto emotivo è stato chiaro sin dalle prime parole del tecnico: “Speravo di rivedervi in un’altra situazione. Mi dispiace molto della situazione attuale, perché so bene quanto sia importante per questa realtà e per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo”.

Longo ha poi fatto piena chiarezza su quanto accaduto nella scorsa stagione, sui rapporti con l’area tecnica e sull’epilogo del suo primo ciclo, entrando nel dettaglio del passaggio chiave di Cosenza e del rapporto con l’ex ds Magalini: “L’epilogo della scorsa stagione non era stato positivo. Secondo me, la stagione ci aveva visto per lunghi tratti nel gruppo che poi ha disputato i playoff. Si è arenata la situazione dopo la partita di Cosenza. Una sconfitta che io e, naturalmente, l’area tecnica e dirigenziale come tutti, non abbiamo digerito. Per il modo con cui l’avevamo persa. A Cosenza abbiamo perso male, in una partita che poteva valere un playoff. Dopo quella partita mi arrabbiai tantissimo con la mia squadra. Fui molto duro. Ci tengo a sottolineare, senza mancare di rispetto a nessuno, il fatto di essere stato duro e diretto. In quel momento, come spesso accade, si è incrinato qualcosa. Nelle ultime partite emersero degli strascichi per non valorizzare al massimo le nostre potenzialità. Finita la stagione, l’area tecnica decide di cambiare. Una scelta che non giudico adesso. Fui onesto col presidente. Quel nono posto era da costruire, non da cestinare. Si arrivava da un playout. Non siamo riusciti a raggiungere i playoff. Mi auspicavo che quest’anno si potesse migliorare e partire con qualche rinforzo su quella base che non era tutta da buttare. Sono state fatte scelte diverse”.

Sul senso del ritorno e sulla natura del subentro, Longo è stato diretto: “Il mio è un subentro che ha delle caratteristiche precise. Non c’è un inizio stagione uguale ad un altro. A volte erediti calciatori diversi dalla stagione precedente. Oggi bisogna essere molto concreti. Siamo a fine gennaio. Mi conforta il fatto che parlando col presidente, l’elemento per cui ho sposato questo rientro perché nato dopo una chiacchierata con lui, ci siamo messi nella condizione di ottimizzare quello che abbiamo e portarlo a tirar fuori quello che non ha ancora tirato fuori. Coi rinforzi dal mercato riuscire quindi ad alzare il livello della squadra per giocarci queste diciotto partite al massimo di quello che possiamo. Non conta adesso di chi è la squadra. La prima cosa da fare è diventare una squadra. Solo così avremmo delle possibilità e delle chance da giocarci”.

Forte anche il passaggio personale sulle scelte di carriera e sul rapporto con il presidente De Laurentiis: “Ho sempre vissuto di pancia. Sono uno di quelli che dopo il Torino in A, ha allenato l’Alessandria in C. Non so quanti l’avrebbero fatto. Sono stato fortunato e siamo saliti in B. Non sono venuto a Bari per il contratto. De Laurentiis lo sa. Avevo bisogno di determinate garanzie. Il presidente mi ha dato la massima disponibilità in una situazione così difficile e in poco tempo. Per fare diciotto battaglie con lo spirito giusto”.

Capitolo mercato, con una linea netta: qualità, non quantità. “Arrivato da tre giorni, ho chiesto giocatori che possano cambiare il volto della squadra, pronti. Non per riempire la rosa. In un mercato particolare di gennaio, ci sono dinamiche differenti. Alcuni giocatori aspettano altre opportunità. Vorrei aspettare una partita in più per non rischiare di immettere giocatori che poi non cambiano nulla. Prendere qualcuno tanto per, è meglio di no. Non precludo nulla nemmeno ad un mio attuale calciatore oggi, da cui chiedo di battagliare. Chi non è convinto, deve essere uomo e dirmi di non sentirsela. Voglio solo gente motivata e convinta di raggiungere l’obiettivo. Io me sento. E vorrei fosse così per ogni mio giocatore e collaboratore. Dobbiamo sentirci addosso la passione della piazza”.

Sull’aspetto mentale e sul gruppo: “L’aspetto psicologico è fondamentale. Sono il terzo allenatore dell’anno. Nel gruppo può essere scattata la sfiducia in se stessi. Deve sapere che sono qua è per assumermi delle responsabilità. Deve attaccarsi a me. Non ho la bacchetta magica. Serve resilienza e perseveranza per capire che il percorso è duro, ma c’è la possibilità di potercela fare. Abbiamo importanti carte da giocarci. Ho visto delle partite. Ma non giudico quello che è stato. Caserta e Vivarini sono ottimi allenatori. L’allenatore è un pezzo dell’ingranaggio. Non mi permetto di giudicare il passato”.

Sulla durezza e sull’identità da costruire: “Ho trovato disponibilità da parte dei calciatori. Ho preso informazioni da chi ci è stato. Mi dicono che spesso è stato così. Il mio obiettivo è far sì che questa disponibilità finisca poi in campo. Le parole stanno a zero. E’ il momento dei fatti. Devo essere concreto. Preferirei fare punti anziché giocare bene. Parlare di bel gioco, oggi, sarebbe da pazzi. Il Bari si deve sporcare le mani, capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti a tutti i costi. Tocca a noi riavvicinare i tifosi. Fare risultati e fare prestazioni con un Bari che stia dentro le partite”.

Sui paragoni con Torino: “Le situazioni non si possono mai paragonare. Quella fu un’esperienza molto complicata. La B è diversa dalla A. C’è un equilibrio diverso. Un campionato atipico”.

Infine, sguardo a Cesena e alle scelte tattiche: “E’ una ipotesi percorribile, al netto di avere tutte e tre gli attaccanti in condizione. Si può iniziare con due e averne uno che può subentrare. Fino a che il mercato non porterò altro, potremmo fare altre scelte. Valuterò tutto e non posso lasciare nulla per strada. Potrei anche rivitalizzare qualcuno. Devo alzare il livello di tutti. Benali? Credo che in estate abbia chiesto al ds di andare via. Questo mi è stato riferito”.

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MERCATO BARI: VICARI A REGGIO EMILIA IN PRESTITO SECCO

Secondo quanto riportato da Contropiede Puglia, si è conclusa l’avventura di Vicari in maglia biancorossa. Il difensore ha raggiunto l’accordo con la Reggiana e si trasferirà in Emilia con la formula del prestito secco. Nella mattinata sono stati definiti gli ultimi dettagli dell’operazione e nelle prossime ore il calciatore lascerà Bari per iniziare la nuova esperienza.

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BARINRETE PROTAGONISTA STASERA A “IL CALCIO CHE CI PIACE”: IL DIRETTORE CON PETRUZZI E CARLUCCI

Un traguardo importante e una puntata che si annuncia densa di contenuti. Stasera, giovedì 22 gennaio alle ore 21:00 (diretta streaming sui canali social dedicati) torna Il Calcio che ci piace, che celebra la 15ª puntata stagionale e soprattutto la numero 1010 della storia del programma, confermandosi come uno degli appuntamenti più longevi e seguiti del panorama sportivo locale.

Alla conduzione ci sarà, come sempre, Marcello Mancino, ideatore e anima del format, capace negli anni di costruire uno spazio di confronto libero, competente e appassionato sul mondo del calcio, con particolare attenzione alle vicende del Bari e al sentire dei tifosi. In studio sarà presente Pierpaolo Paterno, direttore di Barinrete, voce autorevole del giornalismo sportivo cittadino, chiamato ad analizzare il momento delicato dei biancorossi e le prospettive a breve e medio termine, tra campo, società e umore della piazza. In videocollegamento interverranno Orazio Petruzzi, avvocato e giornalista, per un approfondimento sugli aspetti giuridici e istituzionali che ruotano attorno al calcio moderno, e Massimo Carlucci, presidente del Club Beppe Sciannimanico di Palese e vicepresidente del Centro Coordinamento Bari Club, che porterà il punto di vista diretto e sempre prezioso del tifo organizzato. Come da tradizione, linee aperte ai telespettatori, che potranno intervenire in diretta chiamando il 350 5247638, contribuendo al dibattito e rendendo la trasmissione un vero spazio condiviso. Un appuntamento da non perdere, tra analisi, passione e confronto sincero: perché Il Calcio che ci piace non è solo una trasmissione, ma una comunità che continua a crescere puntata dopo puntata.