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LONGO DISPENSA FIDUCIA: SERVIVA CINISMO, ORA PIÙ CORAGGIO E IL GOL CAMBIA TUTTO

Una sfida carica di tensione, bloccata e povera di reti, ma non di significato. Il pareggio a reti bianche contro lo Spezia lascia il Bari ancora immerso nella lotta per non retrocedere, con la sensazione di aver sprecato un’occasione preziosa. Dopo un avvio timoroso, nella ripresa i biancorossi hanno alzato ritmo e convinzione, mostrando un volto più ordinato e coraggioso. È mancato però l’istinto sotto porta, quel guizzo necessario per trasformare la supremazia in vantaggio. E quando non chiudi la partita, il rischio di pagarla resta dietro l’angolo.

“E’ stata una partita approcciata nella maniera corretta – conferma Moreno Longo -. Abbiamo avuto almeno tre occasioni importanti da concretizzare. Devi avere cinismo ed essere letale per fare tue queste partite. Ho visto un Bari che ha dato segnali diversi e positivi. Ovvero, giocatori crescere e del materiale in più su cui poter puntare sino alla fine. Ora resettiamo per pensare al Sudtirol”.

Il tecnico rivendica le scelte operate a gara in corso, che avevano dato nuova linfa alla manovra. “Nel primo tempo – continua il tecnico biancorosso – Cavuoti doveva lavorare diversamente da Dickmann, che ha dato forfait. Nella ripresa, ripiegava troppo spesso nell’ultimo terzo di campo e l’ho liberato riportando Piscopo sull’esterno. Un giocatore molto duttile. Può coprire più ruoli. L’approccio globale è stato veemente. Nei venti minuti iniziali del secondo tempo andava uccisa la partita. C’era anche l’ambiente giusto per fare il gol decisivo. Ma non lo fai e la gara prende un’altra piega. Esteves? E’ entrato bene. Non giocava da tanto. E’ al secondo spezzone. Va inserito nei meccanismi per prendere tempi e spazi. Speriamo che la sua crescita continui”.

Il nodo resta sempre lo stesso: concretizzare. “Il gol sposta tutto e fa vedere le cose in maniera diversa. Ora devo concentrarmi sulla produttività. Sulla precisione viene difficile inventarsi qualcosa. Quello che avevo chiesto era proprio avere coraggio e la spregiudicatezza per creare le opportunità per vincere la partita. La strada deve essere questa. Avere voglia di osare e assumersi delle responsabilità. Se si sbaglia, ho detto ai ragazzi, la colpa è mia. Hanno bisogno di leggerezza. Vedi Traorè. Un giovane con la testa libera e grande qualità. Ha avuto un peso nella partita. Ci servono questi ragazzi con la voglia di rischiare qualcosa. Col compitino vai poco lontano”. “Non basta uno spartito solo – conclude Longo – ma occorrono più soluzioni anche all’interno della stessa partita. Se servirà giocherà con due punte o quattro difensori, lo faremo”.

foto sscbari

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