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ARTIOLI ACCENDE LA SPERANZA: DA PADOVA UN PUNTO E UN SEGNALE

PADOVA – Non basta per cambiare la classifica, ma può servire a riaccendere qualcosa che sembrava smarrito. All’Euganeo, il Bari ferma la propria discesa con un pareggio costruito interamente nella prima frazione. Il vantaggio iniziale di Di Mariano costringe i biancorossi a rincorrere, ma la reazione non tarda ad arrivare e trova concretezza nel guizzo di Kevin Piscopo. È un episodio che va oltre il risultato, perché racconta di una squadra che, pur tra difficoltà evidenti, non rinuncia a restare dentro la partita.

Il peso della classifica continua a farsi sentire e la distanza dalla salvezza impone un cambio di passo immediato. Tuttavia, la prova offerta in Veneto lascia intravedere segnali incoraggianti, soprattutto sul piano della tenuta mentale. Il Bari resta compatto, non si disunisce e nel finale, complice anche l’energia portata dai cambi, prova a giocarsi le proprie possibilità fino all’ultimo. Da questa miscela di tensione e orgoglio prendono forma le riflessioni dei protagonisti, consapevoli che il percorso resta in salita ma non privo di appigli.

Tra i volti nuovi di questo tentativo di risalita c’è Federico Artioli, che alla prima da titolare si assume responsabilità e ritmo nel cuore del centrocampo. L’ex Mantova mostra personalità, alternando geometrie e lavoro sporco, pur con qualche inevitabile imperfezione. Le sue parole restituiscono il senso di un debutto atteso e vissuto con partecipazione. “Una grande emozione giocare con questa maglia. Sono contento. Abbiamo fatto una buona gara, premessa per tirarci fuori da questa situazione. La profondità e il lancio lungo vanno bene, ma dipende anche da come si mette la partita. Il centrocampo a tre? Posso giocare da play, indifferentemente a desta o a sinistra”.

Nel suo intervento emerge la convinzione che il gruppo abbia ancora energie e margini per reagire. Il pareggio assume così un valore simbolico, come dimostrazione di vitalità più che come svolta concreta. “Abbiamo dato la dimostrazione di essere vivi, non morti. Mancano diverse partite alla fine. Guardiamo solo a noi stessi, partita dopo partita. I risultati non aiutano. Però, nel primo tempo abbiamo avuto una grande occasione con Rao. Nel secondo, è stato bravo Sorrentino ancora su Rao e su Cuni. Bisogna essere più cattivi sotto porta”.

Il centrocampista guarda anche al proprio momento personale, dopo lo stop fisico che ne aveva rallentato l’inserimento. La gara dell’Euganeo rappresenta un passo importante nel suo percorso di crescita e integrazione. “Ho fatto 90’ senza ripercussioni negative. Vengo da un piccolo intervento. Una roba rapida. A Bari ho trovato uno spogliatoio molto unito. Mi ha impressionato questo aspetto. Adesso cerchiamo di diventare squadra, essere sempre più uniti. Io posso portare la spensieratezza per non pensare ai momenti di difficoltà. Sono positivo. Ho 24 anni e spero di fornire il mio contributo per aiutare i miei compagni”.

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