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LONGO OTTIMISTA, DA PADOVA SPIRAGLIO DI LUCE: BARI DENTRO LA PARTITA, MANCATA LA STOCCATA VINCENTE

All’Euganeo il Bari si prende un punto che non cambia la classifica ma restituisce almeno una traccia su cui costruire. Il pareggio contro il Calcio Padova lascia in eredità una prestazione che, pur senza il colpo decisivo, consegna indicazioni incoraggianti. Moreno Longo guarda oltre il risultato e sceglie di partire dalla risposta del gruppo. “Sotto l’aspetto della prestazione, sono convinto che la squadra abbia dato delle risposte. E’ stata dentro la partita, creando i presupposti per affrontare i vari momenti. Porti a casa un punto in una classica partita di serie B, con occasioni su ambo le parti. La zampata finale, la stoccata dei tre punti ci è mancata. Ma le possibilità le abbiamo creato”.

Il tecnico biancorosso legge una gara di equilibrio e resistenza, in cui il Bari ha saputo restare compatto anche dopo lo svantaggio. L’ordine difensivo, pur con qualche sbavatura, rappresenta un passo avanti. “Ci siamo difesi con ordine, tranne in alcune circostanze nel primo tempo sulla catena di sinistra. Le uscite del Padova erano più casuali che tecnico tattiche”. Un’analisi che fotografa una squadra ancora imperfetta, ma meno fragile rispetto alle recenti uscite.

Sulle corsie esterne si è giocata una parte decisiva del confronto, tra limiti strutturali e tentativi di adattamento. “Credo che sia una questione di caratteristiche dei giocatori. Eravamo due squadre con giocatori che possono avere con le stesse caratteristiche a sinistra, di facilità nel saltare l’uomo. Da quella parte, abbiamo altre caratteristiche per il quinto. Possiamo fare meglio. Si sono alternati Cavuoti e De Pieri. Quest’ultimo che creato qualche problema all’avversario. Piscopo, tolti i primi dieci minuti, ha preso le misure e aveva un cliente scomodo come Di Mariano facendo una partita attenta e precisa. Si è fatto trovare pronto al gol”. Parole che valorizzano la capacità di adattamento dei singoli e la crescita nel corso dei novanta minuti.

Il pareggio, però, pesa anche alla luce dei risultati maturati sugli altri campi e non consente al Bari di accorciare in modo significativo. Longo non si nasconde e rilancia il valore della prestazione come base da cui ripartire. “Non ci accontentiamo della prestazione. Non penso così. Prendo la prova come una base per giocare il restante finale di campionato da squadra. Altrimenti non hai speranze. Hai almeno la sensazione di creare i presupposti per vincere la partita, dando continuità ad undici giocatori. Ma non sempre posso. Artioli e Maggiore in mezzo, per esempio, hanno dato equilibrio e solidità. Anche in settimana, chi vuole darmi dei segnali, va pescato da lì. Altrimenti non ho possibilità. Abbiamo fatto sei partite in breve tempo. Ho visto segnali e risposte positive”.

Resta il peso di una classifica che condiziona ogni scelta e ogni giocata, soprattutto negli ultimi metri. “Guardo cosa siamo oggi. Ed è tutto complicato per la posizione in cui siamo. In una partita così importante, c’è un peso che condiziona scelte e lucidità. Qui dobbiamo trovare delle soluzioni. Vorrei una squadra libera di testa. In questi 90′, siamo stati dentro la partita. Siamo andati sotto di 1-0. Abbiamo avuto alcune chances. L’abbiamo pareggiata. Poi, abbiamo tenuto e ricreato situazioni nel finale per vincere. Questo è l’atteggiamento imprescindibile”.

Tra le possibili chiavi per aumentare il peso offensivo, Longo riflette anche sul ruolo di Rao, alla ricerca di una collocazione che ne esalti le qualità. “Lo stiamo pensando. Cerchiamo di trovare un peso offensivo importante. Ma bisogna capire come lui si adatta. Si definisce un esterno. Il lavoro dietro le punte è diverso. Anche da esterno deve crescere. A volte si intestardisce nelle giocate. Può essere un arma in più”. È proprio da queste soluzioni, tra crescita individuale e solidità collettiva, che passa la speranza del Bari di trasformare segnali ancora fragili in certezze decisive.

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