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RAO E DICKMANN SUONANO LA CARICA: IL BARI È VIVO, DOBBIAMO CONTINUARE A LOTTARE

BARI – Dalla caduta alla reazione. Nel calcio, a volte, basta lo spazio di pochi giorni per cambiare completamente il volto di una squadra. Al San Nicola il Bari si rialza con un colpo di reni deciso, cancellando la ferita ancora fresca della pesante sconfitta di Pescara. Contro la Reggiana arriva una risposta forte: quattro gol, autorità e una vittoria che restituisce ossigeno alla classifica e, soprattutto, un po’ di fiducia a un gruppo chiamato a dimostrare di essere ancora pienamente dentro la lotta per la permanenza in categoria.

Il successo maturato davanti al pubblico di casa è il segnale di una squadra che, dopo una settimana complicata e segnata anche dal ritiro, ritrova compattezza e concretezza. Il Bari colpisce con decisione e costruisce il largo risultato grazie al primo centro in biancorosso di Artioli, alla doppietta di Rao e alla rete di Moncini, firmando una prestazione convincente per intensità e qualità del gioco. Una partita condotta con sicurezza dall’inizio alla fine, proprio quella che l’ambiente attendeva per scacciare dubbi e paure.

Nel dopo gara l’atmosfera negli spogliatoi è più serena, ma senza eccessi di entusiasmo. La consapevolezza è chiara: la strada verso la salvezza resta lunga e piena di insidie. Tuttavia, tra i protagonisti emerge la sensazione di aver riattivato meccanismi che nelle ultime settimane sembravano essersi inceppati.

Tra i volti della serata c’è Emanuele Rao. Schierato alle spalle di Moncini insieme a Esteves, il giovane trequartista firma due reti che lo portano a cinque centri stagionali dopo quelli segnati contro Cesena, Südtirol ed Empoli. Una crescita evidente per il talento biancorosso, che nel post partita non nasconde la propria soddisfazione: “Sono contento di come sta andando la stagione – ammette il ventenne biancorosso -. L’anno scorso giocavo meno e ora cerco di sfruttare le mie carte. Ho sempre continuato a lavorare e anche in allenamento ho sfruttato ogni momento. Poi è arrivato Longo. Mi ha dato fiducia. Spero di ripagarlo”.

Per Rao la serata ha anche un valore speciale dal punto di vista personale: “Sono contento per la prima doppietta da professionista – sottolinea Rao – anche per i miei genitori venuti al San Nicola. La posizione in campo? Il mister mi fa svariare molto. Va bene così. Con Dorval, poi, è facile scendere in campo insieme. Adesso, dopo la disfatta di Pescara, ci siamo rialzati. Non dobbiamo mollare nulla. Ci siamo dentro con la testa per rosicchiare più punti possibili per la salvezza. Anche i miei gol servono. Non ho fatto ancora niente. Bellissimo l’applauso dei tifosi al momento della sostituzione”.

Sulla stessa linea anche Lorenzo Dickmann, tornato in campo dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico. L’esterno racconta il proprio rientro e le difficoltà superate nelle ultime settimane: “Sono felice perché torno in campo dopo un mese. Ho avuto dei problemi al ginocchio che ancora mi dà fastidio. Sono sulla via giusta”.

Per il laterale biancorosso, la reazione della squadra dopo il pesante ko di Pescara non era affatto scontata, ma il Bari ha dimostrato di avere la giusta mentalità per ripartire: “Non era scontato, dopo il brutto 4-0 di Pescara. Abbiamo approcciato benissimo e l’abbiamo subito sbloccata. La squadra ha reagito, ha risposto bene ed è sempre stata presente. Fino a quattro partite fa si parlava di quattro punti dalla salvezza. Ora siamo tutte lì e la lotta è aperta a tante squadre. Servono la giusta tensione e testa perché tutto è possibile”.

Il momento positivo della squadra è testimoniato anche dal bottino raccolto nelle ultime gare, con dieci punti conquistati in cinque partite. Un segnale incoraggiante che, secondo Dickmann, deve essere accompagnato da continuità e spirito di gruppo: “Il Bari è vivo. Non dobbiamo più inciampare. Le partite vanno portate a casa, o almeno pareggiate. L’intesa con Esteves? Un ragazzo forte. L’intesa è buona. Il gol di Rao lo dimostra. Come la voglia di stare in campo che mi mancava. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte. Siamo un’unica famiglia e dobbiamo andare tutti avanti”.

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