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BARI, TEMPO SCADUTO: DESTINO SEGNATO SENZA CUORE E CORAGGIO

di Pierpaolo Paterno

C’è un momento, in ogni stagione, in cui i numeri smettono di essere semplici statistiche e diventano sentenze in costruzione. Per il Bari, quel momento è adesso. Non bastano più analisi, alibi o calcoli: senza un cambio netto di atteggiamento, il rischio non è più teorico ma tremendamente concreto. Senza cuore, senza coraggio, senza personalità e senza quella sana dose di sfrontatezza, si scivola dritti verso la serie C.

La partita di Monza ha lasciato un messaggio fin troppo chiaro. Non è stata solo una sconfitta sul piano tecnico, contro un avversario più forte e più strutturato. È stata, soprattutto, una resa emotiva. Una squadra che non graffia, che non rischia, che non prova ad andare oltre i propri limiti è una squadra destinata a soccombere. Sempre. A maggior ragione quando la posta in palio è la sopravvivenza.

In questo finale di stagione non serve essere perfetti, serve essere vivi. E per esserlo bisogna accettare anche l’errore, l’imperfezione, persino il rischio di sbagliare. Meglio perdere tentando qualcosa in più che spegnersi lentamente senza aver mai davvero provato a cambiare il corso degli eventi. Il Bari visto fin qui, invece, troppo spesso ha scelto la strada più prudente, più conservativa. Una strada che, oggi, non porta da nessuna parte.

La responsabilità è condivisa. Dei calciatori, chiamati a mettere in campo qualcosa che vada oltre la tattica: orgoglio, rabbia, senso di appartenenza. Ma anche del tecnico, che deve avere il coraggio di osare, di rompere gli schemi, di trasmettere alla squadra quella scintilla che finora si è vista solo a tratti. Perché nelle situazioni limite non basta gestire: bisogna incidere.

Le ultime giornate non lasciano spazio a interpretazioni. Servono prestazioni sporche, feroci, determinate. Serve una squadra che giochi con il fuoco dentro, non con la paura di sbagliare. Perché la differenza, a questo punto, non la farà più la qualità tecnica, ma la forza mentale.

Il tempo è poco, ma non è finito. Tuttavia, il margine d’errore è azzerato. O il Bari ritrova subito anima e coraggio, oppure il destino sarà già scritto. E quel destino, senza una scossa immediata, ha un nome che nessuno vuole pronunciare ma che si avvicina sempre di più: serie C.

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