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BARI, È IL CAOS: A 13 GIORNI DAL RITIRO NON C’È NÉ L’ALLENATORE NÉ UNA SQUADRA

A tredici giorni dalla partenza per il ritiro di Roccaraso, il Bari continua a offrire l’immagine di una società senza una direzione chiara. Quella che dovrebbe essere la fase decisiva della programmazione estiva si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una gestione improvvisata, con tifosi costretti ad assistere a un’inquietante assenza di certezze.

Ad oggi manca ancora l’allenatore e, di fatto, manca anche una squadra sulla quale costruire il prossimo campionato. Un ritardo difficilmente giustificabile per un club che dovrebbe ambire a recitare un ruolo da protagonista e che invece sembra navigare a vista.

Sul fronte panchina, dopo i rifiuti incassati da Fabrizio Castori e Andrea Sottil, prende nuovamente corpo l’ipotesi legata a Salvatore Aronica, nome emerso fin dall’inizio e vecchia conoscenza del direttore generale Marino dai tempi del Napoli. Nessun contatto, invece, con Domenico Toscano, nonostante le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi.

La sensazione è quella di una società che rincorre le soluzioni invece di pianificarle, collezionando porte chiuse e ripiegando sulle alternative. Un copione già visto, che alimenta inevitabilmente sfiducia e preoccupazione.

E mentre tutto resta fermo, emerge un dettaglio che rende ancora più surreale la situazione. Da Roccaraso confermano che le camere per il ritiro, dal 14 al 29 luglio, sono regolarmente prenotate. L’unica vera certezza, al momento, riguarda proprio l’albergo.

Resta però una domanda tanto semplice quanto inquietante: chi occuperà quelle stanze? Perché oggi il Bari non ha un allenatore, non ha un organico definito e non ha dato alcun segnale concreto di una programmazione all’altezza delle aspettative.

Il tempo scorre inesorabilmente e ogni giorno perso rischia di pesare sull’intera stagione. Ai tifosi, ancora una volta, viene chiesto soltanto di aspettare. Ma la pazienza, dopo anni di promesse disattese e stagioni deludenti, non può essere infinita. Chi guida il Bari ha il dovere di assumersi la responsabilità di questo ritardo clamoroso, perché una società che arriva a ridosso del ritiro senza una guida tecnica e senza una rosa competitiva non può parlare di ambizioni: può solo certificare il proprio fallimento nella programmazione.

Come se non bastasse, sulla testa del Bari pesa anche un’altra incognita destinata a condizionare le prossime settimane. È attesa la sentenza del TAR sul ricorso presentato dalla Lucente Spa contro l’affidamento della concessione dello stadio San Nicola alla SSC Bari. Una vicenda che aggiunge altra incertezza a un’estate già segnata da ritardi e improvvisazione. Il risultato è un autentico delirio amministrativo: mentre il ritiro è alle porte, il club non ha ancora un allenatore, non ha una rosa definita e resta in sospeso persino la questione legata all’impianto in cui giocherà. Una situazione che fotografa alla perfezione il caos in cui versa oggi il Bari, ben lontano dall’immagine di una società pronta a costruire un campionato di vertice.

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