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RASTELLI IN PUNTA DI PIEDI: SFIDA CON ENTUSIASMO, SARA’ UN BARI “DOUBLE FACE”

Riportiamo alcuni passaggi della conferenza stampa tenuta dal nuovo tecnico del Bari Massimo Rastelli.

“Siamo dei professionisti abituati a reggere le pressioni e operare in situazioni non sempre favorevoli. Da parte mia, c’è un grandissimo entusiasmo che mi darà la forza di superare le insidie nel cammino”. Nel corso della presentazione ha quindi descritto le caratteristiche che vorrebbe vedere nella sua squadra, sottolineando l’importanza di un gruppo intenso in fase di non possesso ma capace anche di imporre il proprio gioco. Ha inoltre ricordato le esperienze vissute dopo altre retrocessioni, spiegando che saranno utili per preparare la squadra soprattutto dal punto di vista mentale e costruire un rapporto forte con i tifosi. Un passaggio è stato dedicato anche a Igor Protti, indicato come esempio dei valori che devono accompagnare la maglia biancorossa.

“Riparto tentando di vincere questa sfida. Ringrazio la società e il direttore Marino per questa opportunità. Le sensazioni sono state bellissime. Vorrei una squadra double face. Ignorante, col coltello tra i denti quando la palla ce l’hanno gli avversari. Ma nello stesso tempo, con una precisa identità per dominare le partite. Le cose più importanti saranno l’atteggiamento e la prestazione. Protti? Un ragazzo straordinario. Sarà compito mio ricordarlo come uomo che ha onorato la maglia”. Spazio anche agli aspetti tattici. Pur in attesa della definizione dell’organico, Rastelli ha fatto capire quale sarà il sistema di gioco iniziale e il tipo di calciatori che verranno ricercati sul mercato, ribadendo l’intenzione di valorizzare le qualità individuali e creare un ambiente positivo fin dai primi giorni di ritiro. “In quindici anni ho provato tanti schemi. Inizierò col 4-3-3. Poi, modelleremo il migliore vestito sin dal ritiro. Prenderemo calciatori con quelle caratteristiche”. In chiusura, il nuovo allenatore ha raccontato perché abbia deciso di attendere tanto prima di tornare in panchina, spiegando di aver scelto Bari perché ritenuta l’occasione giusta per rilanciarsi e dimostrare ancora il proprio valore: “Non è stata una costrizione. Aspettavo la chiamata giusta. Quando Marino mi ha chiamato, ho riprovato certe sensazioni. Il bello del calcio è che dà sempre l’occasione per azzerare quello che è stato e dimostrare il proprio valore”.

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