Quasi due ore di conferenza stampa per Pierpaolo Marino, che ha tracciato un bilancio del mercato del Bari e del lavoro svolto dalla società per consegnare a Massimo Rastelli una rosa competitiva.
Il direttore generale biancorosso ha spiegato la filosofia alla base delle operazioni: “Abbiamo cercato di fare un mix tra esperti vincenti e giovani prospettivi”.
Marino ha poi illustrato le caratteristiche dei nuovi arrivati: “Mendicino è un giovane talento chiamato ad esprimersi per la sua crescita. Della Morte ha preferito il Bari di fronte alle tante altre richieste. Bianchi è un giocatore che mancava. Una giusta alternativa in attacco”. Su Mogos: “Ha fatto gli Europei. Un pupillo di Rastelli che lo ha allenato a Cremona. Ci dà agonismo, tecnica, fisicità e soprattutto esperienza di qualità. Un giocatore di categoria superiore. Sarà un esempio per tutti”.
Il dirigente ha anche chiarito alcune voci di mercato: “Gelli e Chiosa? Mai cercate e loro non hanno mai rifiutato Bari”, sottolineando poi l’attrattività del capoluogo pugliese: “Per bacino e fascino della città, Bari è ancora un posto appetibile”.
Sul valore della rosa costruita, Marino non ha nascosto le ambizioni: “A consuntivo della campagna acquisti, su cui lavoriamo da circa due mesi, sono convinto che abbiamo allestito una squadra in grado di vincere subito il campionato”.
L’obiettivo sarà sostenuto da una rosa profonda: “Abbiamo fatto un lavoro logico. Una rosa con due giocatori per ruolo, anche adottando tre metodi di gioco diversi”. E aggiunge: “Contare su giocatori come Mantovani, Cerofolini, Maggiore e Darboe è stato come fare nuovi acquisti”.
Spazio anche a Prisco e Vicari. “Prisco è un giovane prospettico in grado di fare più ruoli a centrocampo”, mentre Vicari, reduce da un intervento al menisco, “fa parte dei giocatori che si giocano un ruolo”.
Marino ha poi ribadito la fiducia ricevuta dalla proprietà: “Dalla società ho ricevuto tutte le garanzie. Altrimenti, sarei qui a fare il buffone”. E ancora: “Ho potuto fare il mio lavoro in piena autonomia. Sono un uomo di pensiero e di azione. Prima di agire, penso bene”.
La sfida, però, resta enorme: “Qui è l’impresa più difficile della mia carriera. Più difficile di vincere uno scudetto dove non si vinceva da 60 anni”. L’obiettivo personale è chiaro: “Voglio portare il Bari in B ed essere ricordato come in altre città. So che è difficile. La sfida è vincere la diffidenza”.
Infine, Marino ha parlato del futuro e della multiproprietà: “La mia mission è collocare il meglio possibile il Bari nel momento in cui ci sarà da venderlo. Se c’è una scadenza, andrà rispettata. Fin quando sarò a Bari, sarà sicuramente fino al termine della multiproprietà”.
La conclusione guarda già alla prossima stagione: “La squadra di quest’anno, con sei innesti, l’anno prossimo può puntare in alto”.