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BARI, BOTTINO PIENO COL MINIMO SFORZO: MAGGIORE LA RISOLVE CONTRO IL COSENZA

Bari-Cosenza 1-0

BARI (4-3-3): Cerofolini, Mogos, Cocetta, Elia, Anzolin (40’ st Mane), Darboe (40’ st Prisco), Mendicino (35’ st Grgic), Maggiore (35’ st Colangiuli), Della Morte (30’ st Bianchi), Butic, Tribuzzi. A disp.: Pissardo, Spadavecchia. All. M. Rastelli

COSENZA (4-3-3): Rizzo, Giannini (15’ st Quieto), Contiliano, Ndow (9’ st Palmieri), McJannet, Energe, D’Alena (35’ st Cogoni), Petrovic, Dametto (Palazzino), Dalmazzi, Clemente. A disp.: Iliev, Rantuccio, Achour, Almaviva, Ragone, Dzepar, Contiero, Barone, Pozzi. All. F. Coppitelli.

ARBITRO: Vingo di Pisa.

RETI: 8’ st Maggiore.

NOTE: 2.841 spettatori (163 tifosi ospiti). Rec. 4’ st.

BARI – Al culmine di una partita dai contenuti scarsi, il Bari trova i tre punti contro un Cosenza penultimo risolvendo la pratica con una inzuccata di Maggiore. Tre punti generosi, ma comunque importanti per i biancorossi che per il momento salgono in cima alla classifica del girone C con 16 punti all’attivo frutto di cinque vittorie ed un pareggio. Contano i numeri, al netto di una gara di sofferenza con i calabresi intenti a cercare una via del gol che non trovano per evidenti limiti tecnici.

LA FORMAZIONE – La scelta di Rastelli per il Bari contro il Cosenza, con il 4-3-3, sembra nascere soprattutto dalla necessità di trovare equilibrio tra le assenze e la volontà di dare continuità all’assetto visto nelle ultime gare. In difesa la linea composta da Mogos, la novità Cocetta, Elia e dal debuttante Anzolin è condizionata dalle indisponibilità, ma permette comunque di mantenere una struttura a quattro senza ulteriori esperimenti.

La scelta più interessante è probabilmente quella di Mendicino in mezzo al campo, con Darboe e Maggiore ai suoi lati. Rastelli gli affida il compito di dare ordine alla costruzione, mentre Darboe può garantire maggiore dinamismo e aggressività e Maggiore può muoversi tra le linee, accompagnando l’azione e sfruttando gli inserimenti. È un centrocampo pensato quindi per non lasciare isolato il tridente e per avere contemporaneamente equilibrio nella fase di non possesso.

Davanti, la conferma di Della Morte, Butic e Tribuzzi permette al Bari di mantenere ampiezza e profondità. Della Morte e Tribuzzi partendo larghi possono allargare la difesa del Cosenza e creare spazio centralmente per Butic e per gli inserimenti delle mezzali. Butic, invece, rappresenta il riferimento offensivo chiamato a impegnare i centrali avversari e a occupare l’area.

In definitiva, il 4-3-3 scelto da Rastelli sembra avere una logica precisa: difesa a quattro per gestire le assenze, un centrocampo con Mendicino regista e due mezzali più dinamiche, e tre attaccanti per mantenere il Cosenza basso e sfruttare l’ampiezza. In fase difensiva il sistema può trasformarsi in un 4-1-4-1, con Mendicino davanti alla difesa, mentre in possesso il Bari può cercare di allargare il campo e attaccare gli spazi creati dal movimento degli esterni. In contemporanea, fuori la porta 6 della Curva Nord i gruppi organizzati danno vita al Memorial Leo, tifoso scomparso cinque anni fa. Invitati il sindaco Leccese e gli ex biancorossi Gerson e Joao Paulo.

LA CRONACA – Clamorosa la palla gol sciupata da Mogos, dagli sviluppi di una punizione dalla sinistra e sull’allungo di Maggiore. Azione comunque in fuorigioco (18’). Da segnalare un paio di fiammate, di Tribuzzi (salva Rizzo) per il Bari e McJannet per il Cosenza (rasoterra fuori). Finisce un primo tempo ai limiti della decenza per spessore tecnico e occasioni create.

Perché la partita si sbrini bisogna aspettare l’8’: cross di Tribuzzi ed inserimento aereo vincente di Maggiore. Terzo sigillo stagionale per il centrocampista biancorosso, oggi capitano al posto dell’infortunato Mantovani (in tribuna con Vicari). Poi, a parte la crescente ma improduttiva pressione calabrese, non succede più nulla. Il Bari porta a casa il bottino pieno col minimo sforzo.

foto sscbari

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