BARI – Tre pareggi consecutivi e una squadra ancora alla ricerca di un’identità. L’1-1 contro la Scafatese conferma le difficoltà del Bari, incapace di dare continuità alla propria prestazione e di trasformare in occasioni concrete quanto costruito. Nel post partita, Massimo Rastelli non nasconde i problemi e riconosce le responsabilità della squadra e dello staff tecnico.
«Mi sento in discussione da quando sono nato – dichiara l’allenatore biancorosso –. Sappiamo tutti di essere ripartiti dalle macerie della retrocessione, con le difficoltà di fare mercato e tanti giocatori che volevano andare via. Ho cercato di capire il momento storico della squadra, provando a farla rendere al massimo e a ottenere risultati. Questo ci ha portato a vittorie risicate e ottenute con grande sofferenza».
Il tecnico non si sottrae alle critiche per il rendimento delle ultime settimane: «Se nelle ultime tre giornate il Bari ha manifestato un’involuzione, non posso tirarmi fuori dalle responsabilità. Do l’anima ventiquattro ore su ventiquattro per far crescere i ragazzi. La difficoltà è mettere in pratica quello che proviamo in allenamento. È anche una questione mentale».
Rastelli analizza poi la partita contro la Scafatese, soffermandosi soprattutto sul calo accusato dopo una buona mezz’ora iniziale: «I primi trenta minuti sono stati ottimi e dovevamo avere la bravura di chiudere la partita con un’occasione limpidissima. Poi siamo diventati confusionari. Nel secondo tempo non abbiamo giocato da squadra, ci siamo allungati tantissimo e sulle palle inattive non siamo stati bravi nelle preventive, concedendo sei ripartenze pericolosissime».
Decisivo anche l’episodio del pareggio: «Sul gol subito bisognava temporeggiare, abbiamo sbagliato la lettura dell’azione. In quel momento ti casca il mondo addosso. Dopo aver fatto la cosa più difficile, cioè andare in vantaggio, sembrava che potessimo anche raddoppiare. Poi i ragazzi hanno perso lucidità e non sono riusciti a proseguire la gara secondo quanto avevamo preparato».
Il problema, secondo l’allenatore, riguarda soprattutto la continuità nell’applicazione del gioco: «Volevamo essere aggressivi, veloci nei recuperi e nelle verticalizzazioni. Finché abbiamo avuto brillantezza e lucidità le cose sono andate bene, poi sono venute meno. Da allenatore devo capire come trasformare quella buona mezz’ora in novanta minuti».
Resta da migliorare anche la capacità di sfruttare le qualità dei singoli: «Manca la capacità di mettere in pratica le qualità individuali. Lo facciamo in maniera discontinua e non riusciamo a creare situazioni da gol. Le doti tecniche non mancano, ma mi aspetto una crescita individuale. Se avessi già le risposte, avrei fatto di tutto per migliorare questo aspetto».
Infine, qualche indicazione sui singoli in vista della prossima trasferta di Picerno. Rastelli apre alla possibilità di vedere Darboe dal primo minuto: «Se continua a lavorare, potrà giocare dall’inizio. Se la prossima settimana andrà tutto a posto, sarà sicuramente a disposizione». Giudizio positivo anche su Colangiuli, che ha lasciato buone impressioni: «Per un momento ho pensato di impiegarlo dall’inizio, ma avevamo bisogno di fare turnover per le tre partite ravvicinate».