post

POST DERBY / TIFOSI BIANCOROSSI ALLA SQUADRA: VERGOGNATEVI

Delusione, rabbia, sconforto. Alle volte, anche stanchezza. Questi sono i sentimenti dilaganti tra la tifoseria biancorossa a poche ore dalla sconfitta della squadra nel derby di Foggia.

La figuraccia dello Zaccheria non ha lasciato indifferenti i tifosi del Bari che – dopo il triplice fischio dell’arbitro a sancire l’1-0 rossonero – hanno sfogato sul web tutto il loro scoramento per la scialba prestazione dei calciatori. Al momento, non ci sono prese di posizione ufficiali da parte dei gruppi organizzati. Ma – anche alla nostra redazione – continuano a pervenire messaggi di disappunto rivolti al team di Auteri.

Dopo 40 anni di onorato servizio, come tifoso – ci scrive Giuseppe P. – sto meditando la resa…La delusione di oggi ( per come è avvenuta la sconfitta) è la peggiore degli ultimi 3/4 anni e mi fa orientare verso la volontà di non seguire più nulla. Basta, sono stanco. A me non mi danno ne da mangiare ne notorietà. Basta non ne voglio più sapere … Neanche se vincono le prossime partite…”. Di questo tenore non si contano i post social dei supporters baresi, traditi su tutti i fronti dalla loro squadra del cuore. Sulla bilancia l’inspiegabile crollo tecnico, tattico, agonistico e mentale di Di Cesare e compagni. Gli stessi aspetti – a 360 gradi – che mister Auteri e l’intero gruppo dovranno meditare e analizzare con cura in queste ore per dimostrare che quello in Capitanata è stato solo uno sfortunato incidente di percorso.

Alla vigilia del derby, Auteri invocava ai suoi di “imporre i nostri criteri di gioco e raccogliere i consensi dal campo, attraverso la prestazione” . Propositi caduti nel vuoto. A Foggia si è visto un Bari sfilacciato sul piano tattico, con diversi giocatori del tutto decontestualizzati dalla trama di gioco. Il superiore tasso tecnico di partenza è stato annullato dalla veemenza caratteriale dei foggiani che – seppure meno dotati sul piano della qualità (le precedenti 4 sconfitte consecutive la dicevano lunga…) – hanno imbrigliato la squadra del capoluogo nelle trappole che pure erano state messe in preventivo. Non regge nemmeno la tesi del “prendere coscienza che questa è la C”, perché – tra Bari e Foggia – in fatto di esperienza della categoria (tra giocatori e tecnico) i biancorossi partivano di sicuro avvantaggiati. E, invece, l’esordiente Marchionni ha avuto la meglio sul veterano Auteri. L’impeto di un Kalombo qualunque ha preso il sopravvento sulla tecnica dei vari D’Orazio, Ciofani e via discorrendo. Le iniziative sporadiche di Maita e Antenucci, forse gli unici a salvarsi nel marasma negativo che ha suggerito al capitano Di Cesare di chiedere scusa ai tifosi, confermano la convinzione di un Bari senza né capo né coda. Segnali che – a voler essere onesti – erano già affiorati nel derby di Monopoli e nel primo tempo contro il Catania.

La sfiducia della gente è comprensibile, ma per il bene di tutti è meglio metterla da parte. Non è producente fare drammi e processi all’ottava giornata di campionato. A patto però che ci si rialzi immediatamente sin dalla prossima partita contro la Juve Stabia. Appuntamento in cui il Bari è chiamato a dare risposte concrete sul piano  delle motivazioni prima e possibilmente del risultato dopo. Non è vero che i campionati si vincono a marzo. O è vero solo in parte. L’esperienza dell’anno scorso – e basta e avanza quella – insegna che i tornei si decidono in primavera solo quando prima si è seminato a dovere. Nella seconda parte del torneo si raccolgono i frutti sedimentati nei mesi invernali. Stacco decisivo che può dare solo chi alla cima dell’albero si ritrova. E non chi la vetta la vede e la insegue a distanza.

 

 

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.