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PALLANUOTO / C’E’ IL CALENDARIO DI B, MA LA WATERPOLO BARI RESTA A SECCO

Il treno della Federazione italiana nuoto – sezione Pallanuoto – è partito questa settimana con una vagonata di novità e buoni propositi. Nelle scorse ore, infatti, sono state pubblicate normativa e date del calendario del prossimo campionato nazionale maschile di serie B. Ai nastri di partenza, il prossimo 23 gennaio 2021, ci saranno anche i biancorossi della Waterpolo Bari. Dati alla mano che, almeno nel caso dei reds baresi, restano al momento lettera morta a causa delle restrizioni Covid previste per Legge. «La Waterpolo c’è ed è pure competitiva – dice Giovanni Tau, il direttore sportivo del sodalizio biancorosso che ha in carico la gestione dello Stadio del Nuoto – . Mister Risola è tornato con tanta voglia. Come il suo collaboratore Lotito. Pensiamo persino di reinserire in organico un pezzo da novanta come il portiere Tramacera, di rientro in Puglia dopo tre anni in
Svizzera».
«Con le disposizioni governative, le nostre piscine sono chiuse perché non riusciamo a coprire le spese. La piscina indoor è comunque piena e filtrata. Sono in corso lavori di manutenzione straordinaria ad opera del Comune. Ma è impossibile sopportare i costi di riscaldamento. Servono almeno 20mila euro al mese. Questo è il punto critico. La squadra si allena solo a secco, ma non
possiamo iniziare il campionato senza entrare in acqua. Prima di pubblicare un calendario, la Federazione avrebbe dovuto verificare le condizioni di lavoro delle società. Se l’attività generale è sospesa, non possiamo nemmeno recuperare i fondi per la gestione della struttura. Ci dovrebbero dire anche come affrontare il campionato in fatto di somministrazione tamponi, piuttosto che di spostamenti fuori regione. Ad oggi, è impossibile. Idem per Under 18 e 16. Giovani che, come i
senior, si stanno allenando in struttura. Lavoriamo fuori, all’aria aperta e dentro la piscina outdoor senz’acqua».
«Allo stato attuale – si accoda senza giri di parole il presidente Lele Merlini – è impossibile pensare a competizioni e calendari. Abbiamo solo a cuore la salute dei ragazzi e delle loro famiglie, garantirgli un minimo di continuità alla pratica sportiva. Abbiamo dovuto adeguare tutti i protocolli di sicurezza e dopo cinque giorni ci hanno fatto chiudere. Questo la dice lunga sulla nostra
predisposizione mentale rispetto alla programmazione di un campionato agonistico. La Federazione si muove su logiche diverse e va avanti perché ci sono da curare tornei più visibili della B e in virtù del fatto che tra pochi mesi c’è una delegazione che dovrà partecipare alle Olimpiadi. Situazione che a noi non tocca minimamente. La B rientra nella programmazione generale, ma è solo un pro forma».
Si potrebbe coordinare un’istanza comune tra le società di B da portare in Federazione: «Può essere una strada da percorrere. La nostra situazione è molto più complessa. Stiamo provando a pensare uno scenario fatto di grandi economie e artifizi gestionali, rendendo disponibile almeno una vasca. C’è un impianto termico a pannelli solari. Potremmo chiedere aiuto al Comune. In
queste ore siamo in contatto con gli amministratori locali per comprendere se e come ipotizzare delle soluzioni. Senza dimenticare che – a Bari – non esiste solo lo Stadio del Nuoto».

fonte La Gazzetta del Mezzogiorno

foto Waterpolo Bari

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