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TUTTE LE EMOZIONI DI MIGNANI: INDIMENTICABILE LA MIA PRIMA VITTORIA IN B AL SAN NICOLA

di Pierpaolo Paterno

BARI – La prima volta non si scorsa mai. Lo sa bene Michele Mignani, al primo successo in carriera tra i cadetti al San Nicola di Bari rimarrà scolpito nel cuore e nella testa del tecnico genovese: “La mia prima vittoria in B in questo stadio – attacca Mignani – la ricorderò per tutta la vita. E’ giusto essere felici. Giusto godersela. Ma anche vedere bene e ragionare su come è andata. Tutto liscio, cioè. Non dobbiamo pensare di essere diventati bravi all’improvviso. L’atteggiamento è quello giusto, quello che ti fa fare la prestazione. A 31 partite dalla fine, si deve cercare di mantenere l’equilibrio”.
“L’entusiasmo – prosegue l’allenatore del Bari – si crea con i risultati. Percepisco l’entusiasmo. La classifica, quando manca tanto, ha poco senso guardarla. Chiunque avesse giocato – continua parlando dei calciatori – avrebbe fatto la sua parte. Bisogna fare delle scelte, lasciando fuori chi meriterebbe di giocare. I ragazzi sono bravi perché stanno capendo il valore che possono dare alla squadra. Meglio ti alleni e meglio rendi per il gruppo”.
La scelta di optare per Dorval e Bellomo dal primo minuto: “Il primo era l’unico terzino che potesse sostituire Pucino. Avevo pensato a Zuzek, ma l’avrei messo in difficoltà perché non è il suo ruolo naturale. Dorval è un ragazzo per bene e affamato. Giusto dargli una possibilità. Bellomo? Non è la sola alternativa a Botta. Ci sarebbe anche D’Errico. Nicola garantisce più possesso e qualità nel palleggio”. Sul Brescia: “Alla fine abbiamo preso due bastonate e non dovevano starci. Sapevo che sulla pressione poteva concederci qualcosa”.
Buono l’esordio per Schiedler: “E’ un ragazzo in gamba e intelligente. E’ arrivato da poco e ci ha messo quasi niente a capire l’atteggiamento del gruppo e la metodologia di lavoro”. “Più si avanti e più ti conoscono – conclude Mignani – . D’ora in poi ci guarderanno tutti con un occhio diverso e ci guarderanno con uno spirito diverso. Non prevedo squadre che andranno via da sole. Noi dobbiamo solo lavorare in funzione della partita singola e dell’avversario. Le riposte che ho io non sono i risultati, ma come la squadra entra in campo. Se il modo di stare in campo è questo, ce la possiamo giocare sempre. A prescindere da come andrà a finire”.

foto Barinrete

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