di Pierpaolo Paterno
BOLZANO – Entusiasmo e felicità si stampano sul volto di Michele Mignani. L’allenatore del Bari si gode la vittoria contro il Sudtirol: “Doveva andare così – dice ai microfoni della radio ufficiale – . Sono contento perché la squadra è stata bene in campo, ha concesso poco o niente all’avversario. Se gli avessimo prestato il fianco, ci avrebbero fatto male. Invece, siamo stati bravi. Nel secondo tempo, la partita era in equilibrio. Vincere qua è un segno plausibile del nostro campionato. Una gioia incredibile. Continuiamo a lavorare per fare più punti possibili”.
La svolta tattica e tecnica nel passaggio al 4-4-2 con l’inserimento di Morachioli esterno: “La sensazione è bella per come la squadra è stata in campo ed ha affrontato la partita. Abbiamo avuto pazienza, sino al 90′ quando abbiamo trovato il gol. Come successe col Cagliari. Il percorso ci deve dare la consapevolezza di affrontare al meglio le prossime partite”.
Sul recupero di Folorunsho: “L’ho fatto giocare dall’inizio. Mi sono un poco violentato, non sapevo quanto ne avesse. Servivano chili e centimetri. Si vede che ha la voglia tipica di chi è stato fuori tanto tempo. E’ andata bene e sei bravo. Se avessi lasciato Cheddira e Antenucci avremmo vinto 2-0. Ma questi discorsi lasciano il tempo che trovano”.
Ora il Genoa è a meno 4: “Preferisco rimanere con i miei pensieri. Mancano sei partite e alla fine vedremo quello che sarà. E’ bello stare in alto e sentire l’entusiasmo della squadra, di una città intera risvegliata tutta insieme. Stasera pensare al Genoa non serve. Ora c’è una settimana corta e dovremo recuperare energie per affrontare il Como, da affrontare con la giusta forza mentale e lo spirito necessario”. Nove vittorie esterne sono un ruolino da big: “Il Bari – conclude Mignani – ha lo stesso spirito anche in casa. Non ci muoviamo per il punticino, ma solo per vincere”.