di Pierpaolo Paterno
BARI – E il sogno continua. La vittoria sul Sudtirol, secondo atto della semifinale playoff di B, cambia rotta al destino del Bari che prenota la doppia finale per mettere le mani sulla serie A. Michele MIgnani vuota il sacco, quasi come se fosse una liberazione di adrenalina accumulata dal 29 maggio (giorno della sconfitta di andata a Bolzano). Il tecnico del Bari si presenta in sala stampa dopo aver divorato emozioni e qualche brivido di troppo: “Prima di Bolzano avevamo giocato una quarantina di partite dove avevamo fatto vedere di che pasta siamo fatti. Di scontato non c’è mai nulla. Le partite vanno giocate. E’ stata una partita epica. Vincerla in inferiorità numerica è stato incredibile. Non ce l’avremmo mai fatta senza il supporto del pubblico. Ci diamo una possibilità adesso. Manca la ciliegina sulla torta. Critiche a me? Non me ne accorgo. Oggi sono stato fortunato”, dice sornione.
“Morachioli – continua Mignani – mi fa sempre pensare. Oggi ho pensato che si potesse creare una catena di sinistra per fare arrivare Bellomo da dietro. Il triplo cambio? Dovevamo tenere in piedi la partita all’inizio del secondo tempo. L’atteggiamento del Sudtirol è rimasto quello dell’andata. Oggi ha fatto anche meno. L’idea era alzare gli esterni per avere spinta. Li ho visti stanchi, e ho forzato la mano con Bendetti – giocatore di forza – e Botta – per avere brio e vivacità. Matino e non Zuzek per darci la possibilità di rimetterci a quattro. Volevamo essere aggressivi e farci trascinare dalla gente che ci avrebbe visti volitivi”.
Nell’intervallo è successo qualcosa: “Vedevo negli occhi dei ragazzi che ci credevano. E hanno avuto ragione. Sarei stato comunque orgoglioso di loro a prescindere da come sarebbe andata stasera. Li vedo lavorare con impegno tutti i giorni. Questo basta per rendermi orgoglioso”. Un Mignani da batticuore: “Mi porto dentro tutto quello che ho vissuto. Da stamattina alla partita. In un contesto unico. Faremo di tutto per superare il prossimo avversario. E’ un onore e un orgoglio lavorare a Bari e con la gente di Bari. Anche se in poche ore sono passato da cogl…. a eroe. E’ tutto bellissimo. Io sono l’ultimo arrivato. Adesso troverò uno tra Ranieri e Pecchia. Non posso nemmeno avvicinarmi a loro”. Ora ci sarà da affrontare una tra Parma e Cagliari: “E’ prematuro parlarne. Il Parma ha talento e qualità”.
Ultime parole sul tecnico altoatesino: “Bisoli lo rispetto, ci siamo salutati. Non siamo amici, ma c’è stima tra noi. Nella sua carriera ha dimostrato di essere un ottimo allenatore”. Il Bisoli che si affaccia in sala stampa appare stanco e provato: “Tristi, ma non delusi. I ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario. Bravo il Bari a vincere in dieci uomini per metà partita. Non ci sono rammarichi. Faccio i complimenti al Bari, che gode del migliore piazzamento in regular season. Io l’anticalcio? Credo di aver avuto dei giocatori eccezionali per fare il mio tipo di calcio. Ho sfiorato la storia e sono molto felice”.

