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BARI E IL SOGNO PROMOZIONE SFUMATO A 2′ DAL SOGNO, MA LA PIAZZA E’ DA SERIE A

di Pierpaolo Paterno

BARI – Bisogna piegarsi all’evidenza. Il Cagliari fa festa al San Nicola, mentre il Bari consegna l’onore delle armi mandando in fumo la rincorsa alla serie A inseguita per tutto l’anno, sfiorata col terzo posto in regular season e accarezzata sino alla partita di ritorno degli spareggi promozione. Il succo di un’apoteosi andata malamente in frantumi si condensa in fotogrammi precisi. Gli episodi che nel calcio decidono le sorti delle battaglie, proprio come accade nella vita. Dove anche la buona o la cattiva sorte intervengono per scrivere la differenza tra la gioia e la sofferenza.

Dalla traversa di Folorunsho. Al gol promozione di Pavoletti. Succede tutto in pochi minuti. Nove maledetti minuti nel destino della finalissima playoff di serie B. La scrittura dei titoli di coda mina il terreno sotto i piedi della squadra biancorossa. Finisce tutto in un nulla di fatto, nonostante si sia lottato a fronte alta di fronte ad un avversario che la spunta in appendice. A due giri di lancette dalla fine il Bari era ad un passo dal sogno. Poi, la frittata sul filo del rasoio mentre lo stadio già si proiettava in Paradiso. Le luci del San Nicola si spengono mestamente e lasciano tutti in penombra, tranne i mille tifosi sardi che festeggiano in terra nemica. L’amarezza prende il sopravvento, sugli spalti e nello spogliatoio. Musi lunghi, pianti di delusione e la rabbia di chi ha inseguito la chimera. Come quella pioggia che si mischia alle lacrime dei tifosi baresi che – senz’altro – non meritano un epilogo così mesto e beffardo. Gli unici a vincere, alla fine, sono gli oltre 58mila tifosi accorsi al San Nicola. Loro, la città, il popolo biancorosso…sono da serie A.

 

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