BARI – Senza grandi fronzoli. Ma soprattutto senza vittoria. Il Bari post Modena non concede spazi a giri di parole per spiegare una divisione della posta in appendice ad una prova senza mordente. Il successo al San Nicola manca da quasi 150 giorni. Una eternità per una piazza ambiziosa come quella biancorossa, ma che – visti i risultati – dovrà accontentarsi di un campionato in salita.
“Eravamo molto vicini ai tre punti – attacca con una punta di rammarico Beppe Sibilli, al secondo sigillo con la maglia del Bari – . Li stiamo inseguendo da troppo tempo. Sul gol, sono andato con la testa per segnare. Sono contento di come sia andato. In casa ci ero andato vicino in passato colpendo due traverse. Stavolta è andata bene. Dentro il gol c’era la mia determinazione. Ho fatto settanta metri e sono partito con l’idea di fare quello che ho fatto”.
Per la terza volta in vantaggio su dieci partite, il Bari non tiene il risultato: “Non deve più succedere. Questa è una maglia pesante e sono queste le esperienze che ti fanno diventare giocatore. Quando lavori dopo una vittoria sei più lucido. Non è vero che non guardiamo la classifica. Tutto fa parte del nostro lavoro”.
“Con Marino – ammette Sibilli – siamo più liberi davanti e si è visto. Credo che mister Marino abbia portato la scossa nello spogliatoio. Penso ad un secondo tempo di grande reazione dopo un primo così così per via di qualche problema personale. Eravamo tutti alla ricerca della posizione”.
Sul clima della contestazione: “Chi gioca a calcio deve essere abituato a queste pressioni. Sono dieci partite che non vinciamo”. 

Mister Bianco del Modena: “Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio noi e siamo riusciti almeno a portare a casa un punto. E’ importante che si sia sbloccato Manconi. Marino? Lo conosco bene. Già venti anni fa faceva un calcio innovativo. Con lui, sono convinto che il Bari si riprenderà. Allena anche una buona squadra”.