FAVILLI E TRIPALDELLI, UN CORO SOLO PER IL BARI: ENTUSIASMO E MOTIVAZIONE LE CHIAVI PER FARE BENE

Conferenza stampa di inizio settimana in compagnia di Andrea Favilli e Alessandro Tripaldelli. Per loro, esordio ok nell’ultimo turno di Frosinone. Queste le loro dichiarazioni di questa mattina.

Andrea Favilli: “Iniziare così ti dà fiducia. Sto lavorando bene e sono convinto che potremo fare bene. Gli obiettivi collettivi sono più importanti di quelli singoli”. Il secondo gol personale allo Stirpe (annullato per fuorigioco) rimane una chicca apprezzata da tutto lo stadio: “Farne di più belli non è facile. La cosa che davvero mi porto dentro è il fatto che tutto lo stadio ha applaudito. Me lo porterò sempre dentro”. Un’estate difficile ormai spalle, sapendo di dover partire dal Genoa in extremis: “Da subito sapevo di non rientrare nei piani del Genoa. Allenarsi a parte, non è facile. L’ho fatto per tenermi in forma. Arrivato a Bari, ero in ritardo. Ora sto meglio. Il minutaggio lo trovi solo giocando. Il Bari è stata la prima squadra con cui abbiamo parlato. Magalini l’anno scorso mi voleva a Catanzaro. Per me Bari è una piazza che, a prescindere dalla categoria, ognuno vorrebbe vivere. Il primo pensiero è tenermi stretta questa maglia. Sono un attaccante, bisogna fare gol e vincere le partite”.

Favilli, attaccante da serie A se non fosse stato per i tanti infortuni: “Se parliamo di chiacchiere da bar è tutto vero. Ho avuto degli infortuni in una fase di ascesa. Infortunato cronico? Il discorso va approfondito. Bisogna capire da cosa sono causati gli infortuni. L’anno scorso ho subito sbagli di altri, pagandone le conseguenze. Come sempre, ho lavorato per smentire certe voci. Le aspettative sono sempre state grandi. Le pressioni pure. A 21 anni non ero pronto ad uscirne. Oggi sono diverso. Non do’ peso a quello che dice la gente. Contano mia moglie e la mia famiglia. Penso a lavorare e fare bene. Ringrazio il Bari, spero di ripagarlo”.

Senza dimenticare il passaggio alla Juventus: “Quando sei giovane non ti godi tutti i momenti. Dopo dieci anni, pensare di aver avuto l’onore di giocare con grandi campioni servirà come racconto ai figli. Mi sono allenato con giocatori incredibili, tipo Morata”. Poi l’arrivo ad Ascoli e altri momenti salienti: “Il più difficile è stato ad Ascoli, nel secondo anno mi ruppi il ginocchio. Mi crollò il mondo addosso. Ora sono a Bari con grande entusiasmo, per ottenere grandi risultati. Vengo da una stagione difficile, spero di fare più gol possibili. Magari in doppia cifra”.

“Avevo un anno di contratto a Genoa. L’opzione di riscatto a Bari devo conquistarmela sul campo. Scommessa? Si e no”. “Questa è una B difficile. Dovremo dare seguito alle ultima settimane. Dobbiamo spingere forte per portare punti a casa. Qui a Bari ho trovato vecchi amici dai tempi della Ternana, oltre che un gruppo forte e solido. Il gruppo è sano e forte. Felice dell’ultima mezzora a Frosinone”.                                                                                Alessandro Tripaldelli: “Sono molto contento di essere tornato in questa categoria e, soprattutto, in un una piazza bella e importante come Bari. Ci tengo a mettermi a disposizione e a fare bene per togliermi più soddisfazioni possibili”: Da Ferrara, lo manda Mirco Antenucci: “Durante tutto il ritiro alla Spal, già si vociferava dell’interessamento del Bari. Lui mi ha detto che Bari è una grandissima piazza dove lui si è trovato davvero bene. Mi ha consigliato di spingere. Un grande calciatore ed una bella persona. Sono felice per la stagione che sta facendo. Sembra un ragazzino. Gli auguro il meglio”. Del suo arrivo si è parlato per settimane, salvo approdare in Puglia solo nelle ultime ore di mercato: “E’ vero – ammette – ad un certo punto ci sono stati alcuni problemi di società e sembrava tutto bloccato. Ma quando si è concretizzata, anche se nelle ultime ore, sono rimasto molto felice”. I quinti fanno un lavoro importante e l’interpretazione del ruolo: “Il 3-5-2 o il 3-4-1-2, a seconda di come ci posiziona il mister, è un modulo che mi ha sempre affascinato. Sono un giocatore di gamba e forza e amo proiettarmi in avanti. Quindi, mi piace molto. Longo ci chiede tante cose. Dal venire dentro al campo al lavorare sulla fascia. Sto lavorando molto su questi aspetti, perché in passato mi è stato chiesto solo di rimanere largo. Ora, invece, mi concentro per aumentare il bagaglio tattico”. Triennale col Bari come iniezione di fiducia: “Ringrazio Magalini e Di Cesare per aver creduto in me e per questa opportunità. Ne sono super felice. Il Cosenza? E’ una delle squadre più toste da affrontare in questo momento. Ci mette grinta e corsa. Bisogna essere molto concentrati per affrontarlo al meglio. Non sarà una partita facile”.

Transitato da Cagliari, è sceso poi in C. Bari chance del riscatto personale: “Non mi piango addosso. Sono stato in serie A e quell’anno a Cagliari ho anche giocato abbastanza, giocando 12 partite. Poi cambiammo anche allenatore e la situazione si complicò. A Giugno arrivò la Spal con la nuova proprietà americana. Non è andata bene con la retrocessione. L’anno scorso volevo già andare via. Avuta l’opportunità del Bari, ho colto l’occasione.

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