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LUIGI DE LAURENTIIS ROMPE IL SILENZIO: VOGLIO CONSEGNARE IL BARI IN A, TROVANDO UNA NUOVA SOCIETA’ SOLIDA

In una conferenza stampa fiume, il presidente Luigi De Laurentiis rompe un silenzio lungo cinque mesi e incontra i giornalisti per parlare del Bari tra passato, presente e futuro.

Queste le dichiarazioni del numero uno biancorosso: ““Inizio da un tributo al professore Gianni Antonucci, scomparso giorni fa. Un grande professionista, tifoso e amico. Vorremmo intitolare la tribuna stampa a lui, per ricordarlo come memoria storica della squadra. Mi impegno a ripristinare la targa originale a Biagio Catalano. Lo farò insieme al Comune. Il silenzio post campionato mi è servito per capire quali fossero gli step da compiere e la progettualità. Il campionato scorso è stato chiuso con dei rimorsi. Venivamo dai precedenti playout. Siamo ripartiti da zero, con un nuovo ds, allenatore e giocatori. Abbiamo ricostruito con idee e passione come al solito. Ripartire da zero comporta tante difficoltà. Soprattutto per ritrovare l’unità di intenti, nel trovare giocatori motivati. Siamo arrivati alla fine della prima parte del torneo, dentro ai playoff a pieno diritto. Una parte di stagione, sino a dicembre, molto entusiasmante con un gruppo compatto. Il rimorso è di aver lasciato dei punti per strada. A gennaio, abbiamo operato in maniera importante. Dopo il Palermo, eravamo i primi in fatto di mercato. Si è ripartiti molto motivati. L’infortunio di Lasagna ci è pesato. C’erano le basi per portare il Bari ai playoff. E’ stato un delitto perdere punti preziosi nelle ultime cinque partite. Un grande dispiacere. Ogni anno che passa è un anno di lotte, investimenti, pesi. Per noi che lavoriamo a questa grande avventura, è stato difficile chiudere l’anno in questo modo”.

“Mi preme chiarire per città che abbiamo tre anni davanti a noi. Voglio consegnare questa squadra in serie A, trovando una proprietà solida che possa venire qua per restarci. Mi sono attivato per cercarla in questi mesi. Sarei pazzo, dopo sette lunghi anni, a lasciare il Bari al primo che passa. Sono affezionato e innamorato di questa società. La piazza merita di stare in alto. La cosa importante, nei prossimi mesi, sarà trovare un partner solido che possa entrare per restare a lungo. Lo dico perché quando si costruiscono queste basi, conta rimanere compatti con la tifoseria e la squadra. Da fuori ci guardano, è brutto vedere le contestazioni. Possono allontanare eventuali acquirenti esterni, a cui noi siamo aperti. Chi si è affacciato in passato si è sciolto come neve al sole. Tenere il Bari lontano dai debiti è stato molto difficile. Li ripianiamo sempre perché vogliamo essere una realtà solida. I ricavi della B stanno scendendo. Questo creerà problemi a tutte le società del campionato, ogni volta diverso per le squadre che scendono dalla A e quelle salgono dalla C. Una competizione molto difficile. Quest’anno è arrivato un nuovo allenatore come Fabio Caserta. Dal primo secondo ha sposato il nostro progetto e la piazza. In passato ha sfiorato traguardi importanti. La persona giusta, adatta per la piazza come Bari. Mi auguro di salire con lui. Vogliamo calciatori pronti a lottare, a giocarsi la maglia. Con la motivazione di essere leader, con precise caratteristiche. Devono essere giocatori che non vedono l’ora di venire a giocare a Bari”.

“Stiamo lavorando per la ricerca di una potenzialità società. Siamo in linea con gli investimenti degli ultimi anni. Non possiamo indebitarci. Si deve lavorare di più per agguantare il traguardo dei playoff. Poi, dipende dal gruppo”.

Il distacco con la città: “Sarei contento ad annunciare l’arrivo di una nuova società. Abbiamo appena concluso un campionato in cui è fallito il Brescia. Ieri è retrocessa la Salernitana, che veniva dalla A. Il Frosinone si è salvato grazie al Brescia. Altre squadre hanno investito più di trenta milioni, con risultati inferiori al Bari. Posso solo promettere di allestire una squadra competitiva per puntare ai playoff. Si cerca di fare calcio giusto. Possiamo costruire ora su misura una squadra su misura per Caserta. Possiamo costruire una rosa con più possibilità”.

“Faccio questa conferenza stampa perché volevo venire preparato. Nella nostra società lavora gente appassionata. Le contestazioni sulla multiproprietà le comprendo. Gravina ha confermato la scadenza del 2028. Capisco gli striscioni contro la società, Chiedo solo di venire a sostenere i ragazzi. Altrimenti diamo una brutta immagine e dispiace per i ragazzi che si allenano con voglia e determinazione”.

Oggi il Bari è una scatola vuota, con solo 8 giocatori di proprietà. Chi tornerà non farà parte del progetto: “Il termine prestiti è diventata una passione. Quest’anno non si potrà superarne dieci. Diventa un alibi. Anche chi viene in prestito, se sa che è un anno di vetrina, fa bene. Ogni partita è come una finale di playoff o Champions League. Chi arriva deve farlo con piglio e amor proprio. Bisogna azzeccare più leader possibili, uomini spogliatoio. Vengono qua per la loro carriera, in primis”.

Il Bari si muoverà sempre in autogestione. Come ambire a costruire una stagione di alto livello? “C’è un problema di risultati. La finale playoff persa col Cagliari è stata la bomba che ha fatto saltare il banco. Se avessimo fatto un primo anno di B in maniera rilassata, avremmo potuto capire meglio come alzare il tiro. Invece siamo finiti a pochi secondi dalla serie A. Poi, è più difficile ripartite. L’allenatore aveva delle scorie. Il direttore sportivo, idem. Poi, siamo quasi retrocessi. Questa altalena di emozioni ha fatto perdere l’equilibrio”. Dove si è sbagliato in questi anni: “Ogni anno mettere insieme una squadra ha tantissime variabili. Il tecnico, i giocatori. Identificare quale è stato l’errore è difficile. Ogni anno ci approcciamo al campionato per fare meno errori rispetto al passato”. Nuovi soci: “Ho sentito varie voci e racconti di dettagli che non so da dove vengono. Non ho nulla sul tavolo di cui poter parlare”.

Su Longo: “E’ un grande professionista. Il mancato traguardo dei playoff è stato una mia delusione. Volevo affrontare il nuovo campionato con qualcosa di diverso, alzare l’asticella e andare in una direzione diversa con Caserta. Longo ce l’ha messa tutta. Mancati i playoff, ha determinato la mia scelta di cambiare”.

L’assenza della comunicazione. “Il Bari cerca di essere continuamente sostenibile, per sanare i debiti. Altrimenti si fallisce. Il Bari di oggi spende molto più delle stagioni in D e C. La B, per fortuna, ha qualche ricavo in più rispetto alla C. Non abbiamo abbassato gli investimenti. La cassa del Napoli è separata da quella del Bari, che pure vive sulla sostenibilità. L’anno prossimo vedremo squadre vendute ad altre realtà, perché non si sta più in piedi”.

Sul fondo americano: “Ho avuto dei contatti. Se ci fosse stato qualcosa di solido, ne potrei parlare. Di certo non ci manca il know how per vincere. Noi abbiamo cercato di fare il meglio possibile. La Lega di B dovrebbe avere un salary cup. E’ impossibile competere con squadre che hanno un budget da serie A. Quanto vale il Bari? In questo momento, non rivelo cifre che si indicano sui patti di riservatezza tra le parti”. Dorval, unico giocatore patrimonializzabile: “Sul tavolo di ogni ds, ci sono tante situazioni. Una ottantina su quello di Magalini e Di Cesare”.

“Facciamo calcio e ci ritroviamo a ripartire col massimo impegno. La B è un campionato economicamente insostenibile. A breve presenteremo una nuova maglia, andiamo avanti sulla nostra strada. Chiedo compattezza alla città per presentare una immagine migliore all’esterno. Farsi la guerra non aiuta nessuno. Odio vendere fumo. A Caserta ho chiesto l’obiettivo playoff”.

“Certo, mi dispiace della paventata diserzione dei tifosi allo stadio per il prossimo campionato. Bari è una città stra accogliente. Ci lavoro da sette anni. Solo tutti insieme si possono raggiungere certi obiettivi. Non esserci non aiuta nessuno”. Perché Nesta ha detto no: “E’ uno degli allenatori che ho incontrato. Ha preferito la proposta all’estero alla nostra”. “Magalini è un grande esperto di giovani, da sempre. Gliene abbiamo chiesto di alcuni che possano correre a trecento all’ora. Accanto, serviranno senatori e leader per trascinare il gruppo. Una combinazione giusta tra nuove leve ed elementi esperti. Le scadenze? Ci stiamo lavorando”.

 

foto barinrete

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