Con la presentazione ufficiale di Fabio Caserta come nuovo allenatore del Bari, si apre una fase di rinnovamento per il club biancorosso. All’incontro con la stampa, è intervenuto anche Valerio Di Cesare, vice direttore sportivo e figura chiave nella costruzione della squadra che verrà.
«Nel nuovo Bari troverà spazio solo gente di mentalità, come quella che ci mettevo io quando giocavo», ha affermato con decisione Di Cesare, lasciando intendere che l’epoca delle mezze misure è finita. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto a quei veterani che nella scorsa stagione hanno deluso sul piano del carattere e della motivazione. Il dirigente ha poi offerto una riflessione più ampia sul contesto attuale del calcio: «Penso che il mondo stia cambiando. E, di riflesso, anche il calcio modifica i suoi assetti. Il pallone oggi si vive in maniera diversa rispetto a prima. In passato, i giocatori trascorrevano più tempo insieme, era più facile creare gruppo. Ora, la differenza consiste nel trovare giocatori con un buon carattere, che si prefiggano un obiettivo avendo rispetto per il loro lavoro e per la maglia che indossano».
Il Bari, dunque, punta a costruire un organico competitivo non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sotto il profilo mentale. Il budget, rimasto invariato rispetto alla scorsa stagione, impone scelte oculate e sostenibili. «L’obiettivo è creare l’ossatura necessaria per un campionato importante», ha spiegato Di Cesare, sottolineando l’importanza di individuare profili che incarnino lo spirito battagliero richiesto dalla piazza. Non è mancata una parentesi dedicata al rapporto con l’ambiente e i media: «Le critiche sane fanno bene e fanno crescere. I rapporti devono essere duraturi e di stima reciproca», ha precisato per controbattere alle accuse di scarsa comunicazione del club.
Sul fronte mercato, Di Cesare ha tracciato un orientamento: «L’obiettivo è portare qualche giocatore di proprietà. È difficile, ma ci proveremo». E rivolgendosi ai giocatori già in rosa, ha aggiunto: «Mi sentirei in discussione alla luce dei risultati ottenuti negli ultimi due anni». Infine, uno sguardo alla nuova identità tattica: «Il modo di difendere cambierà. Caserta giocherà con la difesa a quattro. Cambiano modulo e interpreti. È un reparto dove dovremo intervenire».
foto barinrete