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PARTIPILO GIURA AMORE AL BARI: MEGLIO TARDI CHE MAI, DARO’ TUTTO PER LA MAGLIA

Anthony Partipilo, il figliol prodigo tornato a casa per crescere ancora e far tornare grande il Bari. Arrivato dal Parma a titolo temporaneo con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni, l’attaccante barese è intervenuto in tarda mattinata nella consueta conferenza stampa di inizio settimana a cavallo tra la sconfitta di domenica scorsa a Venezia ed il debutto in campionato di domenica prossima al San Nicola contro il Monza: “Sono felice di essere tornato dopo dieci anni. E’ una bella emozione tornar a casa, indossare questa maglia. Come l’esordio a Venezia. Peccato per la sconfitta. Vengo da un’estate movimentata. Da inizio mercato i mei agenti erano in contatto con i dirigenti del Bari. L’accorso è stato trovato subito. Il mio stato fisico? Sto bene, devo solo mettere minuti nelle gambe. A Parma ero fuori, non ho fatto il ritiro. Mi serve tempo. Poi darò una mano importante alla squadra”.

Alla luce del percorso degli ultimi dieci anni, cosa può dare oggi al Bari: “Ora sono a Bari. Meglio tardi che mai. Il mio è stato un percorso abbastanza faticoso. Andai via con poca esperienza. Sono ripartito dalla D e pian piano sono arrivato in B. Torno maturo e consapevole dei miei mezzi. Ho i miei difetti, ma metterò sempre il massimo sacrificio per questa maglia”. Partipilo, giocatore importante e con “accento” barese: “A prescindere, sono molto autocritico. A Venezia non ho fatto benissimo, però so quanto posso dare alla squadra. A me piace assumermi delle responsabilità. Ho 30 anni, ma ho tanto da imparare. Non conto io, ma la maglia che portiamo addosso”. “Da un paio d’anni – continua – non segno tantissimo. Conta che la squadra porti a casa risultati importanti”.

Sarà il Partipilo brillante di Terni e Parma? “Cerco sempre di migliorarmi. Terni è solo un ricordo. Devo rifarmi e spero di tornare ai livelli di un tempo. Posso ancora dare tanto alla mia carriera”. Dipende anche dalla tanta baresità nel gruppo: “Ritrovo Bellomo, Castrovilli e Manzari. Indirizziamo i compagni nel vivere la città e per la mentalità. Penso solo al presente e a fare bene con questa maglia”. Al Bari ha segnato quattro gol: “Nessuna emozione. Avevo sempre il cuore a metà. Da barese era impossibile esultare. Dovevo comunque fare il mio”.

L’intesa con Caserta: “Ci dice concetti che conoscevo. Intendo il 4-3-3. Bisogna aiutare la squadra e, quando serve, attaccare. Caserta ci chiede cose che già abbiamo di nostro”. Sempre sulla identità del gruppo, tra pregi e difetti: “All’inizio, a Venezia abbiamo sofferto l’impatto fisico. I nuovi sono arrivati da poco. Il Bari per me ha un margine di miglioramento molto importante. Dobbiamo solo lavorare e fare ciò che chiede il mister. Remiamo tutti verso la stesso obiettivo. Sacrificarsi. L’obiettivo è guardare partita dopo partita, capire quindi a che livello siamo per fare qualcosa in più. Dopo verrà da se, la B è un campionato difficile. Tutti vorremmo giocare in serie A. Bisogna guardare la realtà. Caserta? Ogni allenatore ha le sue idee”.

 

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