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BUON NATALE AI LETTORI DI BARINRETE.IT: LO SPORT COME CASA DI VALORI, SOLIDARIETÀ E COMUNITÀ

A tutti i lettori di barinrete.it,

la redazione sportiva augura un Buon Natale autentico, fatto di valori veri.

Che siano giorni di solidarietà, rispetto e vicinanza, quelli che lo sport dovrebbe insegnare ogni giorno: giocare insieme, sostenersi nelle difficoltà, riconoscersi parte della stessa comunità. Dentro e fuori dal campo.

Il calcio e lo sport in generale hanno senso solo se sanno unire, educare, creare legami. È questo lo spirito che proviamo a raccontare, con passione e onestà.

Grazie per esserci sempre.

Buon Natale, con il cuore.

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BARI-AVELLINO, ARBITRA ZUFFERLI DI UDINE

L’AIA ha annunciato che l’arbitro designato per la partita del San Nicola valida per la 18ª giornata della Serie BKT 2025-26 sarà Luca Zufferli, proveniente dalla sezione di Udine. I biancorossi affronteranno l’Avellino guidato da mister Biancolino. L’incontro è in programma sabato 27 dicembre con calcio d’inizio alle 19:30. Gli assistenti saranno Pasquale Capaldo (sezione di Napoli) e Simone Pistarelli (sezione di Fermo), mentre il quarto ufficiale sarà Giuseppe Mucera (Palermo). In sala VAR è stato designato Francesco Cosso di Reggio Calabria, affiancato dall’AVAR Stefano Del Giovane di Albano Laziale.

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NASCE LA ASD BARI 93, NUOVA SOCIETÀ DI VOLONTARIATO NEL NOME DI IGOR PROTTI

Prende forma all’insegna dei valori più autentici la Asd Bari 93, la nuova associazione sportiva senza fini di lucro che verrà svelata ufficialmente questa mattina, alle 11.45, nella cornice dell’hotel Parco dei Principi. Un’iniziativa che nasce da un sentimento profondo e condiviso, legato indissolubilmente a un nome che per Bari non è mai stato soltanto quello di un calciatore: Igor Protti. Non un’operazione celebrativa fine a se stessa, ma un gesto concreto di vicinanza e riconoscenza verso un uomo che sta affrontando una sfida durissima e che, anche in questo momento, continua a essere collante, esempio e punto di riferimento.

Intorno a Protti si è ricostruito un gruppo compatto, fatto di ex compagni di squadra e amici veri, legati da esperienze comuni e da un’idea di calcio vissuta come appartenenza e rispetto. A coordinare il progetto c’è Massimiliano Tangorra, presidente di una squadra che sembra riportare in vita un’epoca: da Sandro Tovalieri a Marco Barone, da Carmine Gautieri a Roberto Loseto, fino a Gerson, Guerrero, Joao Paulo, Mangone, Fontana, Bigica, Annoni, Amoruso e molti altri. Un insieme di nomi che non è semplice memoria, ma racconto collettivo di una Bari che non ha mai smesso di riconoscersi.

Il progetto coinvolge anche figure storiche di quegli anni, a partire da Beppe Materazzi, insieme a componenti dello staff tecnico e sanitario che hanno fatto parte di quella stagione. La direzione tecnica è affidata ad Antonio Di Gennaro, barese d’adozione, affiancato da Giovanni e Pasquale Loseto, mentre il ruolo di direttore artistico è ricoperto da Sabino Bartali, compositore e narratore dell’inno ufficiale del Bari Calcio. Completano il quadro due protagonisti di allora, all’epoca giovani promesse: Nicola Ventola e Marco Materazzi.

La carica di vicepresidente è stata assegnata ad Alfonso Cacciapuoti, volto storico e amatissimo della tifoseria biancorossa, cui va riconosciuto il merito di aver dato impulso all’intera iniziativa con un gesto carico di umanità: la sorpresa organizzata lo scorso 24 settembre, quando gli ex compagni si sono ritrovati a casa di Protti per il suo compleanno. Da quel momento è germogliata un’idea tanto semplice quanto forte: restare uniti, senza condizioni. Perché certi legami resistono al tempo e perché alcune partite, quelle vere, si affrontano solo insieme.

foto messina sportiva

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BARI ALLA RIPRESA VERSO L’AVELLINO, IN GRUPPO ANCHE CASTROVILLI

Ha preso il via nella giornata di oggi la preparazione del Bari in vista dell’ultimo appuntamento ufficiale del 2025, in programma venerdì 27 dicembre al San Nicola contro l’Avellino. La ripresa delle attività, arrivata dopo due giorni di pausa concessi a seguito del ko rimediato sul campo del Catanzaro, ha rappresentato il primo passo di una settimana che domani entrerà nel vivo con una doppia seduta.

Il gruppo biancorosso proseguirà il lavoro con allenamenti quotidiani a seduta unica fino a sabato, mentre Vincenzo Vivarini può accogliere nuovamente in squadra Castrovilli e Vicari, tornati a disposizione. Il tecnico inizia così a studiare possibili soluzioni tattiche per inseguire il primo successo della sua gestione. Rimane invece assente Mehdi Dorval, impegnato con la propria Nazionale nella fase finale della Coppa d’Africa.

Al termine dell’allenamento, una rappresentanza della rosa ha fatto visita ai piccoli degenti e alle loro famiglie presso l’Ospedaletto Pediatrico Giovanni XXIII, consegnando doni e regalando un momento di serenità in vista del Natale.

Intanto il giudice sportivo ha ufficializzato i provvedimenti disciplinari relativi alla 17ª giornata di campionato: Alessandro Fontanarosa, tra le fila dell’Avellino, dovrà scontare una giornata di squalifica.

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DAL CAMPO LA CARTOLINA PIÙ BRUTTA DI BARI: SQUADRA SENZA DIGNITÀ E SENZA FUTURO

di Pierpaolo Paterno

La cartolina più vergognosa di Bari è la SSC Bari stessa rappresentata in campo dai suoi calciatori. Anche col Catanzaro, non si vede una squadra di calcio, ma un ammasso confuso di maglie che in campo offre uno spettacolo umiliante. Indegno persino per una partitella estiva. Quello visto al San Nicola ieri sera è stato qualcosa che va oltre la sconfitta: è stata una resa senza combattere.

Vivarini, a fine gara, è apparso smarrito come raramente si era visto. Non contrariato, non arrabbiato: svuotato. Sbigottito davanti a una squadra che non recepisce, non esegue, non reagisce. Durante la partita, col passare dei minuti il tecnico assiste a un lento naufragio: zero costruzione, reparti scollegati, difesa fragile, centrocampo inesistente, attacco isolato e improduttivo. Ma soprattutto una squadra mentalmente assente, che sembra vivere la partita come un fastidio da smaltire. Anche le sostituzioni diventano un rito stanco, prive di qualsiasi impatto. Non incidono, non scuotono, non cambiano nulla. Il Bari non è in difficoltà: è paralizzato. Senza idee, senza coraggio, senza rabbia. Il pubblico lo capisce prima di tutti e comincia ad andarsene. Lo stadio che si svuota è l’immagine più crudele ma più onesta di una frattura ormai irreversibile tra squadra e città. Per l’ennesimo Natale rovinato, indigesto e amaro.

Quella di Vivarini è una notte da horror. Non certifica solo una battuta d’arresto, ma una regressione totale. Tecnica approssimativa, organizzazione tattica fragile, personalità inesistente. Il Catanzaro ringrazia e vince senza dover accelerare, segnando due gol scolastici contro un avversario che non oppone resistenza. Il rigore finale di Bellomo, sommerso dai fischi, è solo una nota a margine che non cambia nulla.

I numeri fanno paura, ma è il contenuto a essere allarmante. Un mese e mezzo senza vittorie. Seconda sconfitta con Vivarini, prima in casa, in uno stadio sempre più vuoto. Ma soprattutto una squadra che non ha alcuna identità riconoscibile. Qui non si tratta di episodi o sfortuna: siamo di fronte a un gruppo che non funziona, che non cresce, che non dà segnali.

Non c’è nulla da salvare. Nulla. Questo Bari è inerme, spento, inconsistente. Una squadra senza anima, che trasmette la sensazione di aver già tirato i remi in barca. Con questo organico si rischia seriamente di scivolare sempre più giù. L’unica via d’uscita passa dal mercato, e non con interventi cosmetici: serve una rivoluzione. Sette, otto innesti veri, pronti subito, capaci di prendere il posto di chi oggi veste la maglia senza onorarla.

È una rifondazione pericolosa, certo. Ma continuare così è suicidio sportivo. Il 27 dicembre arriva l’Avellino, ancora in casa. O si cambia radicalmente rotta o si scenderà in campo solo per timbrare il cartellino. Il mercato è l’ultima spiaggia. Servono uomini prima ancora che calciatori. Gente pronta a reggere la pressione, magari pescando da chi a Napoli è parcheggiato e inutilizzato. E per chi oggi non ha più forza, testa o coraggio: meglio farsi da parte. Perché Bari, la parte bella della cartolina, non può più permettersi figuracce di questo livello.

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VIVARINI: PRESTAZIONE NON ALL’ALTEZZA, MANCATA LOTTA E PASSIONE IN CAMPO

Vincenzo Vivarini analizza con franchezza la sconfitta del Bari contro il Catanzaro, mettendo in evidenza limiti tecnici e caratteriali della squadra e la necessità di ritrovare determinazione e lucidità: “Bisogna essere lucidi e analizzare il tutto, su come l’avevamo preparata e come è stata la partita. La prestazione non è stata all’altezza. Si lavora tanto in settimana e senza problemi, ma in partita si blocca tutto. Vengono meno le cose più importanti”. “E’ mancata la lotta e la passione nel volere il risultato. Poi – aggiunge – abbiamo problemi nel possesso palla. Sbagliamo passaggi semplici. Poi, la partita si è fatta molto difficile. Sul piano dell’ordine dei compiti da svolgere, qualcosa si vede. Ma non basta, se non ci metti il piglio e l’attenzione necessari”. “L’analisi della partita sarà fatta dai giocatori e dal sottoscritto. Ora dobbiamo pensare a fare bene contro l’Avellino. In questa ultima settimana abbiamo lavorato sui concetti del possesso palla. Il problema – ripete – è che non puoi sbagliare passaggi facili contro un Catanzaro di grande palleggio. E’ mancata l’anima, l’aggressione nei tempi giusti. Ora, nei prossimi giorni, dobbiamo capire come trovare il metodo per fare punti contro gli irpini. La preoccupazione è tanta”.

foto sscbari

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CEROFOLINI GUARDA IN FACCIA LA REALTA’: DOBBIAMO RESTARE UNITI E REAGIRE SENZA NASCONDERSI

Il portiere del Bari Michele Cerofolini riflette sul momento difficile della squadra, sottolineando l’importanza di affrontare le difficoltà con mentalità e unità: “Dobbiamo lavorare è scontato. Non ci tiriamo indietro. Siamo i primi ad essere frustrati. Dobbiamo restare uniti, essere onesti e dirci cosa non va. Non bisogna avere paura di guardare in faccia la realtà. Agire con i fatti. La problematica non è tecnica. La storia parla per ognuno di noi. E’ un aspetto mentale che quando siamo in campo, la testa viene meno. In settimana lavoriamo sgombri nella testa. In partita, l’errore pesa e in ognuno di noi – inconsciamente – c’è un blocco. Siamo uomini e dobbiamo uscirne da uomini, senza nasconderci. Si reagisce senza nascondersi. Quando non fai un tiro in porta, il problema va affrontato. Giochiamo da anni e va messa la propria idea a disposizione degli altri. Questa è la strada da intraprendere”.

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MANE AL DEBUTTO: NON È UN MOMENTO FACILE, L’UNICO MODO PER USCIRNE È LAVORARE

In una serata complicata e segnata da una sconfitta pesante, l’esordio stagionale di Moussa Mane con la maglia del Bari rappresenta uno dei pochi spunti di riflessione all’interno di una prestazione collettiva negativa. Chiamato in causa all’inizio della ripresa per dare energia e spinta sulle corsie, il giovane esterno entra in un momento delicato della gara, con il risultato già compromesso e la squadra in evidente difficoltà. Il suo ingresso coincide anche con un tentativo di cambio d’inerzia e di assetto, nel segno di una ricerca disperata di reazione. A fine partita, Mane affida alle sue parole la lucidità di chi è consapevole delle difficoltà del momento ma anche della necessità di guardare avanti senza alibi: «Oggi sono molto contento per l’esordio, anche se non è andata come volevo. La strada è ancora lunga. La partita non era facile. Sono entrato per dare una mano. Ma non è andata come volevamo. Continueremo a lavorare. Quando sono entrato, Vivarini mi ha chiesto di spingere per recuperare la partita. Per questo abbiamo anche cambiato modulo». Una riflessione che si chiude con un messaggio semplice e diretto: «Non è un momento facile – conclude Mane – ma l’unico modo per uscirne è lavorare».

FOTO SSCBARI

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IL CATANZARO PASSEGGIA CONTRO UN BARI SENZ’ANIMA, IL SAN NICOLA EMETTE LA SUA SENTENZA

Bari-Catanzaro 1-2

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Kassama (35’ st Cerri), Pucino (c), Nikolaou, Dickmann, Braunoder, Verreth, Burgio (1’ st Mane), Maggiore, Rao (17’ st Bellomo), Gytkjaer (1’ st Moncini). A disp.: Pissardo, Pagano, Meroni, Pereiro, Partipilo, Vicari, Colangiuli, Mavraj. All. V. Vivarini.

CATANZARO (3-4-3): Pigliacelli, Antonini, Pittarello, Iemmello (c), Petriccione (26’ st Rispoli), Pontisso (35’ st Alesi), Brighenti, Favasuli (15’ st Frosinini), D’Alessandro (26’ st Nuamah), Cisse (26’ st Liberali), Cassandro. A disp.: Marletta, Bashi, Pandolfi, Di Chiara, Bettella, Verrengia, Buso. All. A. Aquilani.

ARBITRO: Rapuano di Rimini.

RETI: 30’ pt Pontisso; 4’ st Antonini; 47’ st (rig.) Bellomo.

NOTE: Rec. 1’ pt e 4’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Senza sforzi eccessivi, il Catanzaro brinda al San Nicola battendo un Bari ai limiti della decenza con due reti didascaliche. Non fa testo il rigore trasformato in coda da un Bellomo fischiatissimo.

Prosegue il digiuno di vittorie per un Bari che non vince ormai da un mese e mezzo. Dopo la disfatta di Empoli, arriva invece la seconda sconfitta sotto la direzione Vivarini (prima al San Nicola in uno stadio sempre più vuoto) che interrompe la mini serie di tre pareggi consecutivi. Un quadro inquietante non solo sul piano dei risultati, ma soprattutto della resa tecnica, tattica, caratteriale. In pratica, non c’è nulla da salvare. Perché nullo è il Bari. Squadra morta, senza nessun cenno vitale. Un organico destinato a sprofondare, a meno che tra una decina di giorni non si intervenga in maniera massiccia sul mercato per recuperare sette, otto innesti robusti pronti a sostituire i presunti titolari della formazione attuale. Una rosa da rifondare nelle fondamenta, con tutti i rischi del caso. Ma non c’è altra scelta.

Prima di perdere la bussola insieme ai suoi ragazzi, nelle intenzioni Vivarini parte con un 3-4-2-1 equilibrato e funzionale: difesa a tre con Kassama e Nikolaou braccetti e Pucino centrale a guidare il reparto, struttura compatta e pronta a scivolare. Sugli esterni Dickmann e Burgio garantiscono ampiezza e corsa su entrambe le fasi, mentre in mezzo Braunoder e Verreth assicurano dinamismo e ordine nella gestione del possesso. Alle spalle della punta agiscono Maggiore e Rao, liberi di muoversi tra le linee per creare superiorità e inserimenti, a supporto di Gytkjaer che è il riferimento offensivo, utile per far salire la squadra e finalizzare. Un assetto solido e pragmatico, pensato per dare equilibrio senza rinunciare alla qualità.

La prima occasione è del Catanzaro (18’). Cross di Cassandro e incocciata di Iemmello con pallone sulla parte superiore della traversa. Calabresi propositivi. Gytkjaer perde un duello con Pittarello che calcia dalla distanza. Palla sul fondo deviata in corner. Il Bari si preoccupa solo di non prenderle. Si fa grande fatica a costruire e fare gioco. Il Catanzaro ringrazia e passa in vantaggio da un cross Petriccione. Sponda di Iemmello e inserimento decisivo di Pontisso dimenticato dai difensori di casa: destro imparabile per Cerofolini. Bari sorpreso dalla giocata intelligente dei giallorossi.

Salta il piano tattico iniziale di Vivarini (prima non subire e poi affondare). Gravi le lacune nella lettura delle marcature difensive. Ma non è una novità. Ospiti vicinissimi al raddoppio dopo soli tre minuti: tiro cross di Favasuli deviato in corner ma con palla destinata nel secondo palo. Va in archivio il primo tempo con il Bari senza tiri in porta a referto. Davvero uno spettacolo di bassissimo profilo.

Si riparte. Vivarini inserisce il giovane Mane per un impresentabile Burgio. Gioca a destra con Dickmann spostato a destra. Dentro anche Moncini al posto di Gytkjaer (prova da dimenticare). Tutto inutile. Perché si resta completamente fermi al quarto giro di lancette. Da un corner, Antonini la mette alle spalle di Cerofolini con una facilità disarmante. Davvero incredibile. Catanzaro due, Bari zero. Tutto da decifrare il cambio di Rao con Bellomo (che entra fra i fischi). Il Catanzaro continua a fare quello che vuole. In due tempi, la parata di Pigliacelli sul destro di Bellomo (25’). Non serve a niente. Il calvario dura ancora una mezzoretta, senza che accada qualcosa di utile e necessario. Trascorrono i minuti, la gente abbandona lo stadio tristemente. Chi resta, non vede l’ora che finisca questo ingiusto supplizio. Dolore appena lenito dal rigore (fallo su Maggiore) trasformato da Bellomo al secondo dei quattro minuti di recupero. Finisce tra i fischi alla vigilia di un Natale amaro, tra i peggiori della storia biancorossa. Si torna in campo il 27 dicembre, sempre in casa, contro l’Avellino. Speriamo non solo per onore di firma.

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BARI-CATANZARO, LE FORMAZIONI UFFICIALI

Le formazioni ufficiali di Bari e Catanzaro per l’anticipo serale odierno della 17ma giornata di B:

BARI-CATANZARO

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Kassama, Pucino (c), Nikolaou, Dickmann, Braunoder, Verreth, Burgio, Maggiore, Rao, Gytkjaer. A disp.: Pissardo, Pagano, Bellomo, Moncini, Meroni, Pereiro, Partipilo, Vicari, Mane, Colangiuli, Mavraj, Cerri. All. V. Vivarini

Catanzaro (3-4-3): Pigliacelli, Antonini, Pittarello, Iemmello (c), Petriccione, Pontisso, Brighenti, Favasuli, D’Alessandro, Cisse, Cassandro. A disp.: Marletta, Bashi, Pandolfi, Liberali, Di Chiara, Bettella, Nuamah, Verrengia, Alesi, Rispoli, Buso, Frosinini. All. A. Aquilani