post

BARI, MAVRAJ SALUTA: CESSIONE DEFINITIVA AL LECHIA GDAŃSK, CONTRATTO FINO AL 2030

Il Bari e Indrit Mavraj si separano. Il difensore kosovaro classe 2006 non fa più parte dell’organico biancorosso ed è stato ceduto a titolo definitivo al Lechia Gdańsk, formazione che milita nella massima serie polacca, con cui ha firmato un contratto valido fino al 2030.

Nel corso della stagione Mavraj aveva collezionato una sola presenza in campionato, entrando a gara in corso. Come riportato da Contropiede Puglia, il giovane centrale non aveva ancora siglato un contratto da professionista con il club pugliese e, nelle ultime settimane, le convocazioni in prima squadra si erano progressivamente diradate. L’ufficialità dell’operazione è arrivata attraverso una comunicazione diffusa dalla società di Danzica.

post

MERCATO IN STALLO / STESSA SQUADRA DI IERI: PER ORA, IL BARI DI LONGO RIPARTE DAL NULLA

A poche ore dalla partenza per Cesena, dove sabato alle 15 il Bari si gioca l’ennesimo crocevia stagionale, la realtà è cruda e difficilmente confutabile: Moreno Longo è tornato, ma la squadra è rimasta la stessa. Identica a quella di inizio campionato. Stessi uomini, stessi limiti, stesse fragilità. Cambiano i nomi sul taccuino del tecnico, non la sostanza di un gruppo che dopo venti giornate di Serie B è sprofondato nei bassifondi della classifica.

Tolto Pereiro, che ha salutato rescindendo il contratto pochi giorni fa, e considerata l’assenza forzata degli infortunati Darboe e Castrovilli, il quadro è persino più povero. A completarlo ci sono Vicari e Partipilo, ormai separati in casa, simboli evidenti di una gestione che ha perso controllo e lucidità. Per il resto, nulla. Nessuna svolta. Nessuna vera discontinuità tecnica. E questo, a gennaio inoltrato, è un atto d’accusa pesantissimo.

Il Bari avrebbe dovuto essere profondamente ristrutturato. Non per capriccio, ma per necessità. Le lacune emerse in venti giornate sono state macroscopiche: limiti tecnici, carenze caratteriali, incapacità di reagire alle difficoltà. Una squadra costruita male dall’ex ds Magalini e poi difesa ostinatamente dall’attuale dirigente Di Cesare, nonostante i segnali d’allarme fossero evidenti già da mesi. Il campo ha emesso un verdetto severo, ma la società ha scelto l’immobilismo.

Il mercato, finora, è stato quasi inesistente. Gli unici input sono gli arrivi di Cistana e di due giovanissimi di scuola Inter, Stabile e De Pieri, transitati dalla Juve Stabia. Innesti marginali rispetto alla portata della crisi. A fare notizia, più che i rinforzi, sono stati gli avvicendamenti in panchina: Longo al posto dell’esonerato Vivarini, secondo allenatore “bruciato” in sei mesi dopo Fabio Caserta. Un segnale chiaro di confusione più che di progettualità.

Il problema, però, non è solo tecnico. È strutturale. È nella mancanza di decisioni forti. In dieci giorni, Valerio Di Cesare – o chi per lui – dovrebbe operare un repulisti radicale, tale da smentire clamorosamente la propria dichiarazione di cieca fiducia in un gruppo per il quale “si sarebbe gettato nel fuoco”. Un gruppo che, nei fatti, lo ha tradito sul campo, partita dopo partita.

Le prossime sfide contro Cesena e Palermo rischiano di essere solo tappe di un lento declino, se non arriverà una scossa immediata. Per capire se il Bari ha ancora reali possibilità di salvezza bisognerà attendere il 2 febbraio, termine ultimo del mercato invernale. Solo allora si potrà valutare se Longo avrà avuto la forza di imporsi nelle richieste e, soprattutto, se la società lo avrà messo nelle condizioni di raddrizzare una stagione che, allo stato attuale, appare tristemente segnata. Così com’è, questo Bari va dritto verso la serie C. E fingere di non vederlo sarebbe l’errore definitivo.

post

CESENA-BARI, ARBITRA LIVIO MARINELLI DI TIVOLI

L’AIA ha ufficializzato la designazione arbitrale per la gara tra Cesena e Bari, valida per la 21ª giornata del campionato di Serie BKT 2025/26, in programma all’Orogel Stadium – Dino Manuzzi. A dirigere l’incontro di sabato 24 gennaio, con calcio d’inizio fissato alle ore 15:00, sarà Livio Marinelli, appartenente alla sezione di Tivoli. I suoi assistenti saranno Matteo Passeri di Gubbio e Marco Emmanuele di Pisa. Il ruolo di quarto ufficiale è stato affidato ad Alessandro Silvestri della sezione di Roma 1. In sala VAR opererà Manuel Volpi di Arezzo, supportato dall’AVAR Emanuele Prenna della sezione di Molfetta.

post

BARI AL LAVORO SOTTO LA PIOGGIA: CONTINUA LA PREPARAZIONE IN VISTA DELLA TRASFERTA DI CESENA

Quarto allenamento settimanale per i biancorossi di Moreno Longo, impegnati nella preparazione della trasferta di Cesena, in programma sabato 24 gennaio alle ore 15:00 all’Orogel Stadium – Dino Manuzzi, contro la formazione allenata da Mignani.

Dopo una prima fase di analisi in sala video, la squadra si è spostata questa mattina sul campo in erba sintetica del “Sigismondo Palmiotta” di Modugno, dove ha svolto la seduta sotto una pioggia intensa. L’allenamento si è aperto con un lavoro atletico a secco a carichi progressivi, per poi proseguire con esercitazioni tattiche a campo intero, concentrate soprattutto sulla manovra offensiva e sulle conclusioni verso la porta. Alcuni calciatori hanno seguito un programma personalizzato a titolo precauzionale.

Il programma di avvicinamento alla gara proseguirà domani con una seduta mattutina.

post

IL BARI AL LAVORO CON LONGO: TANTA INTENSITA’, MA URGONO TANTI RINFORZI DAL MERCATO

Continua la preparazione del Bari verso la delicata trasferta di Cesena, valida per la 21ª giornata di Serie BKT e in calendario sabato 24 gennaio alle 15 allo stadio “Orogel – Dino Manuzzi”. Dopo la ripresa di ieri, la squadra affidata da poche ore a Moreno Longo ha sostenuto oggi una doppia seduta, confermando un programma di lavoro intenso e metodico.

Al mattino il gruppo è stato diviso in due tronconi, impegnati in palestra tra circuiti di forza, core stability e attività di prevenzione, prima del pranzo condiviso. Nel pomeriggio, dopo l’analisi video, i biancorossi sono scesi sul campo del San Nicola per una sessione orientata soprattutto agli aspetti tattici e alla fase di non possesso, chiudendo poi con esercitazioni competitive a gruppi misti. Alcuni calciatori hanno seguito un programma personalizzato, calibrando i carichi. A bordo campo presenti il presidente Luigi De Laurentiis e il direttore sportivo Valerio Di Cesare.

Il lavoro quotidiano di Longo è chiaro e puntuale, ma da solo potrebbe non bastare. La squadra mostra limiti strutturali evidenti e senza interventi rapidi e mirati dal mercato il compito del nuovo tecnico rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli quasi proibitiva. La sensazione è che servano rinforzi immediati, perché aggiustare una classifica complicata solo con il lavoro sul campo, in Serie B, è spesso un’impresa al limite. Domani è prevista una nuova seduta mattutina.

foto sscbari

post

UFFICIALE BARI: TORNANO LONGO E IL SUO STAFF

SSC Bari rende noto di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Moreno Longo, già alla guida dei biancorossi nella passata stagione; in fase di definizione le pratiche burocratiche del caso.

Il suo staff sarà composto dall’allenatore in seconda Dario Migliaccio, da Paolo Nava in qualità di preparatore atletico e da Luca Ceccarelli come collaboratore tecnico; con loro Francesco Cosentino (pre. atletico), Nicola Fiorentino (coll. tecnico), Giuseppe Scalera (coll. tecnico), Filippo Giordano (match analyst) e Roberto Maurantonio (all. dei portieri).

post

IL RITORNO DI LONGO / BARI NEL CAOS: CAMBI SBAGLIATI E SQUADRA DA RIFARE, LA SOCIETÀ ELUDE I PROBLEMI

BARI – Una scossa che assomiglia più a un sussulto nervoso che a un progetto. Dopo l’ennesima caduta casalinga, quella contro la Juve Stabia che ha riportato i biancorossi in fondo al pozzo della classifica, il club ha scelto ancora una volta la via più semplice: cambiare chi siede in panchina e chi presiede all’area tecnica.

Vincenzo Vivarini, finito nel tritacarne dopo due mesi complicatissimi, paga con l’esonero un conto che non è davvero soltanto il suo. Al suo posto ritorna Moreno Longo, richiamato in fretta e furia, quasi a voler aggrapparsi all’ultimo professionista rimasto nella rubrica del club. Il tecnico piemontese atterrerà in città nelle prossime ore per iniziare, dicono, un nuovo corso. Ma il rischio è che finisca intrappolato negli stessi problemi che hanno travolto il predecessore. Perché il vero punto dolente non è la panchina: è la squadra.
Una rosa costruita male in estate, con lacune evidenti e troppe scommesse fallite, oggi non regge né dal punto di vista tecnico né da quello caratteriale. Quando il paziente sta male non serve cambiare medico ogni settimana: bisogna intervenire sulle cause, e qui i motivi del tracollo sono sul campo, nei reparti sbilanciati, nelle individualità insufficienti. Occorrono rinforzi veri, almeno sette-otto elementi, non tappabuchi o figurine.

La rivoluzione riguarda anche l’organizzazione societaria: via il direttore sportivo Giuseppe Magalini, che pure porta su di sé una quota consistente delle responsabilità, dentro Valerio Di Cesare con pieni poteri operativi. La promozione dell’ex capitano, però, sembra più romantica che razionale. Di Cesare conosce l’ambiente, ma non ha esperienza dirigenziale, né competenze costruite negli anni: affidargli la ricostruzione del Bari in pieno inverno competitivo rischia di essere un azzardo enorme. Difficile immaginare un ribaltone credibile quando si passa da una gestione già deficitaria a una guida ancora più inesperta.

Il risultato è un club che continua a inseguire le emergenze senza affrontarne l’origine. Il Bari non ha bisogno di slogan o di cambi improvvisati: servono idee, investimenti e, soprattutto, calciatori all’altezza. Fino a quando non verrà messa mano alla rosa con decisione e lucidità, ogni cambio in panchina assomiglierà solo a un altro giro della giostra. E per chi ama questi colori, questo è forse l’aspetto più difficile da accettare. Il tempo sta finendo e la classifica non aspetta nessuno.

post

SAN NICOLA, IL COMUNE MUOVE LE PEDINE: IL PEG APRE LA STRADA AL NUOVO BANDO. E SULLO SFONDO, IL BARI CHE AFFONDA

Il 20 gennaio 2026 rischia di diventare una data simbolica per Bari, e non soltanto per ciò che accade sul campo. Allo Stadio San Nicola, mentre la squadra prova a trovare un appiglio in un campionato di serie B sempre più soffocante, prende forma un percorso istituzionale destinato a incidere sul futuro del calcio cittadino: il PEG, Programma Economico-Finanziario per la gestione dell’impianto, approda infatti in Consiglio Comunale, avviando formalmente il cammino verso un nuovo bando di concessione.
UN ITER GIÀ FISSATO SULLA CARTA – La roadmap tracciata filtra con chiarezza dalle fonti interne al Palazzo: Gennaio 2026, prima illustrazione e confronto politico sul PEG.
Febbraio 2026: il documento approderà in discussione durante una seduta del Consiglio Comunale.
Aprile/Maggio 2026: definizione e approvazione del nuovo bando per affidare la gestione dell’impianto.
Giugno 2026: obiettivo dichiarato: consegnare le chiavi del San Nicola a un nuovo gestore.
Un calendario serrato, almeno nelle intenzioni, che punta a chiudere un nodo aperto da anni: l’assetto di gestione dello stadio che, al di là degli equilibri sportivi, resta patrimonio pubblico e leva economica per la città.
IL PERCHE’ DEL PEG – La funzione del Programma Economico-Finanziario è netta: dare struttura, regole e copertura amministrativa alla procedura. Finisce così una fase limbo fatta di proroghe e transizioni e si istituzionalizza un percorso che, per la sua natura pubblica, non può più dipendere da automatismi o soluzioni emergenziali.
L’elemento inedito proposto dal PEG è il principio di valorizzazione economica plurale dello stadio. Non soltanto partite di calcio, ma concerti, grandi eventi, appuntamenti culturali e sportivi di altro genere.
Il Comune incasserà una quota dai proventi extra-calcio, con un ritorno sulla collettività che finora, nelle esperienze precedenti, è stato marginale.
BANDO DESERTO? C’È IL PARACADUTE – La corsa verso giugno non esclude l’ipotesi più temuta: un bando senza candidati.
In questo caso, gli uffici hanno già definito la via d’uscita: proroga dell’attuale regime di gestione.
Tradotto: niente interruzione di servizio, niente commissariamenti, niente chiusure parziali.
Ma anche – implicitamente – un’altra stagione con il San Nicola sotto Filmauro, qualora non emergano soggetti alternativi.
LA CITTÀ, LA CRISI E LA MULTIPROPRIETÀ
Il tempismo della manovra comunale non è casuale, né sterile.
Bari vive uno dei momenti più opachi della sua recente storia calcistica. La squadra soffre, la classifica preoccupa, i tifosi rumoreggiano. L’appartenenza alla Filmauro, con la multiproprietà tra Napoli e Bari, è diventata un bersaglio politico, sportivo e sentimentale.
In questo quadro fragile, il Comune decide di compiere la propria mossa. Senza toni muscolari, ma con un messaggio sottotraccia: l’impianto è dei baresi, e chi lo gestirà dovrà dimostrarne il valore.
LA PARTITA PIÙ LUNGA NON È IN CAMPO
Se la SSC Bari vincerà o perderà, se tornerà a respirare o continuerà a soffocare, lo deciderà il campo.
La partita amministrativa, invece, ha una posta più ampia: definire per anni chi controllerà il più grande spazio pubblico sportivo cittadino, chi investirà sul suo futuro, chi raccoglierà le opportunità economiche che da tempo la città osserva più che sfruttare. Il PEG apre la porta. Il bando ne sarà la soglia. E Bari, stavolta, non può permettersi di rimanere nel corridoio.

post

VITO LECCESE ROMPE IL SILENZIO: BARI NON MERITA LA C

BARI – All’indomani dell’ennesima prestazione deludente del Bari contro la Juve Stabia, il sindaco Vito Leccese rompe il silenzio e lancia un appello forte alla proprietà e alla dirigenza della squadra, definita non un semplice club sportivo, ma un patrimonio collettivo della città.

«Non parlo spesso di calcio – afferma il sindaco – ma la squadra di una città non è un bene privato come gli altri. È un patrimonio collettivo che rappresenta l’orgoglio, la passione e l’identità di una comunità intera. Come sindaco di Bari non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città e mettendo a rischio un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutti noi.»

Leccese evita tecnicismi, lasciando le valutazioni sportive agli addetti ai lavori, ma osserva con preoccupazione la stagione: «È evidente a chiunque segua il campionato che quest’anno ci sono stati errori gestionali e decisioni che hanno compromesso le possibilità di competere ai livelli che i tifosi e la città meritano.»

Il primo cittadino lancia un avvertimento chiaro: senza interventi tempestivi, con risorse adeguate e una visione chiara per il futuro, l’unica conclusione possibile sarà una retrocessione umiliante. Una prospettiva che – sottolinea – non può essere accettata né dal punto di vista sportivo, né per il valore simbolico della maglia biancorossa.

«Se non si interviene – continua Leccese – non potremo trarre altra conclusione se non questa: che a questa proprietà non interessa davvero il destino sportivo della squadra o il rispetto dei tifosi, e che l’unica prospettiva sarà quella di una umiliante retrocessione, con tutte le conseguenze, emotive ed economiche che ne deriverebbero per la nostra comunità. Questo è un esito che Bari, i suoi cittadini e i suoi tifosi non meritano.»

Il sindaco conclude richiamando chiarezza, trasparenza e impegni concreti da parte di chi ha responsabilità dirette nella gestione societaria: «La tifoseria, i cittadini e tutta Bari meritano risposte concrete.»

Una presa di posizione netta, che riflette la frustrazione di una città intera e apre un dibattito sul futuro del Bari Calcio ben oltre il campo.