Un gol segnato, uno annullato e la sensazione di essersi già preso sulle spalle una responsabilità pesante. L’esordio di Cas Odenthal in maglia biancorossa, nel pomeriggio amaro di Mantova, è uno dei pochi segnali a cui il Bari può aggrapparsi dopo il 2-1 che complica ulteriormente la corsa salvezza. Il difensore olandese non si nasconde e parla con lucidità, mettendo al centro squadra, tifosi e doveri. «Era una partita molto difficile. La serie B è così», esordisce Odenthal. «Volevamo un altro risultato, mi dispiace tantissimo per i tifosi che sono venuti fino a Mantova. Daremo tutto per loro nelle ultime quindici partite». Parole nette, senza alibi, che raccontano l’impatto immediato con una realtà complessa e carica di pressione. Il gol realizzato, nato da uno schema provato, è una delle poche note positive della serata. «Verreth ha un piede spettacolare, l’avevamo preparata così. Peccato non sia bastato». Ma oltre all’episodio, Odenthal guarda al quadro generale: «Abbiamo giocatori forti, però mentalmente è difficile giocare così bassi. Longo sta facendo un bel lavoro e noi dobbiamo seguirlo, dando il cento per cento». Leader silenzioso ma diretto, Odenthal non si tira indietro nemmeno sul proprio ruolo: «Sono qui per aiutare Longo. Mi sento responsabile della difesa e di tutto il gruppo». La lotta per non retrocedere è ormai una certezza, non un’ipotesi: «Se giochi a Bari, soprattutto al San Nicola, devi dare sempre tutto. Bisogna alzare la testa, senza scuse, e andare avanti». La scelta di Bari è stata consapevole. «Conoscevo la situazione, conosco bene Longo. Ho parlato con lui e credo che si possa fare qualcosa di buono». E c’è anche un legame personale che rafforza l’impegno: «La mia fidanzata è pugliese. È stato un motivo in più». Parole che non cancellano la sconfitta, ma indicano una direzione. Ora servono fatti. Subito.