Padova-Bari 1-1
PADOVA (4-4-2): Sorrentino, Belli, Sgarbi, Perrotta (c), Berreca, Capelli (17’ st Varas), Fusi (36’ st Di Maggio), Harder, Di Mariano, Buonaiuto (23’ st Caprari), Bortolussi (36’ st Lasagna). A disp.: Fortin, Crisetig, Seghetti, Jonathan, Villa, Pastina, Faedo, Giunti. All. M. Andreoletti.
BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Mantovani (c), Piscopo, Maggiore (33’ st Traore), Artioli, Dorval, Cavuoti (17’ st De Pieri), Rao (34’ st Esteves), Moncini (33’ st Cuni). A disp.: Pissardo, Pagano, Gytkjaer, Bellomo, Pucino, Braunoder, Mane, Nikolaou. All. M. Longo.
ARBITRO: Collu di Cagliari.
RETI: 13’ pt Di Mariano; 46’ pt Piscopo
NOTE: Rec. 2’ pt. e 4’ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Tra Padova e Bari finisce 1-1 e succede tutto nel primo tempo. A Di Mariano risponde Piscopo. Un punto che serve a pochissimo per la formazione di Moreno Longo. Se non altro, per smuovere appena una classifica che resta drammatica e in parte l’umore di una squadra che – all’Euganeo – dà qualche piccolo segnale di vita. Salgono a tre i punti di distanza dai playout. Restano quattro i gradini di lontananza dalla quota salvezza. Il dato più positivo rispetto alle ultime uscite, i quattro tiri nello specchio della porta avversaria sui diciassette totali.
LA FORMAZIONE INIZIALE – Il Bari si schiera con il 3-4-2-1, una scelta che riflette la volontà di avere solidità difensiva senza rinunciare alla qualità nella fase offensiva. Davanti a Cerofolini, la difesa a tre composta da Cistana, Odenthal e Mantovani (capitano a sorpresa) garantisce struttura fisica, aggressività nei duelli e buona capacità di impostazione, con Mantovani leader e riferimento anche nella gestione dei tempi della linea. Sugli esterni, Piscopo e Dorval hanno un ruolo determinante perché devono assicurare ampiezza e profondità quando il Bari attacca, trasformando il sistema in qualcosa di molto offensivo, ma allo stesso tempo sono chiamati a ripiegare rapidamente per formare una linea difensiva a cinque in fase di non possesso, garantendo equilibrio. In mezzo al campo, Maggiore e Artioli rappresentano una coppia complementare, con il primo più portato alla gestione e agli inserimenti e il secondo più dinamico e prezioso nel recupero del pallone e nella copertura degli spazi, una combinazione che permette alla squadra di mantenere compattezza e allo stesso tempo di sviluppare l’azione con ordine. Sulla trequarti, Cavuoti e Rao agiscono tra le linee con libertà di movimento, cercando di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria, abbassandosi per partecipare alla costruzione o allargandosi per creare spazio centrale, con l’obiettivo di innescare Moncini, che è il terminale offensivo e il punto di riferimento avanzato, bravo a lavorare spalle alla porta, a proteggere il pallone e ad attaccare l’area di rigore.
LA PARTITA – La gara si sblocca dagli sviluppi di un corner. In combinazione con Fusi, Buonaiuto pennella un cross all’ingresso dell’area per Di Mariano che, al volo, supera difensori e Cerofolini. Schema perfetto e Padova in vantaggio. Ma incredibile distrazione della difesa ospite che nell’occasione non esce ad arginare dal limite. Una dormita ingiustificabile.
In pratica, si gioca solo nella metà campo del Bari. Pugliesi schiacciati e dominati dalla insistente pressione dei veneti. Padova irresistibile in contropiede con Bortolussi che si fa negare il gol dall’uscita alla disperata di Cerofolini (26’). Padroni di casa nettamente superiori sul piano del gioco e della personalità. Sembra non esserci partita. Diverse le imprecisioni nel palleggio e nel fraseggio. Errori gravissimi, non ammissibili per una squadra incapace di infilare due passaggi di fila. Gente che inciampa col pallone tra i piedi (vero Artioli?). Limiti strutturali di un Bari piccolo e molliccio. Come al solito, l’unico lampo arriva da Rao (comunque in ombra): rasoterra “chiuso” al lato del palo. Inatteso, il sussulto barese arriva nel primo minuto di recupero. Palla lanciata in area di rigore, combinazione Moncini-Cavuoti e campanile raccolto al volo da Piscopo per il destro che batte Sorrentino. Si va al riposo sull’1-1. Un lusso per il Bari dopo un primo tempo – per lunghi tratti – da sgomento.
Si riparte. Il Padova incoccia sulla traversa (13’) direttamente su punizione di Buonaiuto. Longo sostituisce Cavuoti con De Pieri. Sul piano tattico non cambia nulla. Dopo la mezzora, mezza rivoluzione con Esteves, Cuni e Traore per Rao, Moncini e Maggiore. Cambi che immettono un pizzico di vitalità. Nel Padova entra anche l’ex Lasagna. Buona ma senza esito l’iniziativa di Cuni (assist di Dorval). Sorrentino smanaccia e l’attaccante barese perde il tempo giusto. Finisce qui. Un timido passettino frutto di una prestazione altalenante. Venerdì si torna in campo a Genova, sponda Sampdoria.
foto sscbari