post

BARI, PAROLE CHE NON BASTANO: LONGO DIFENDE LA SQUADRA DOPO IL TRACOLLO CONTRO IL VENEZIA

BARI – Le parole provano a spiegare, ma non cancellano l’evidenza. Il Bari esce distrutto dal confronto con il Venezia FC e lascia sul campo l’ennesima dimostrazione di fragilità tecnica e mentale. Una squadra che continua a ripetere gli stessi errori, incapace di imparare, incapace di reagire, incapace perfino di adeguarsi alla realtà di una classifica che la vede pericolosamente vicina al baratro.

Nel post gara, Moreno Longo prova a tenere la barra dritta, ma il divario tra analisi e campo resta enorme: “Il Venezia non aveva bisogno che gli spianassimo la strada con i nostri errori e al netto di questa e dell’altra sconfitta contro il Monza, due squadre molto forti, per le ultime tre gare di campionato mi auguro di avere il Bari che ha fatto delle partite buone come dimostrato in passato.”

Il tecnico difende l’impostazione della gara, nonostante il tracollo: “Al netto degli errori – la difensiva del tecnico del Bari – resta che la squadra stava disputando il tipo di partita che doveva fare. Non cerco alibi, però collettivamente i compiti erano quelli giusti. Cerofolini? Va solo ringraziato per quello che sta facendo. Ci sta che una volta possa sbagliare. A prescindere – insiste – andremo avanti con la nostra idea, e cioè restando compatti e vicini. Soluzione che, per esempio contro il Modena, ha portato punti. Faremo così, tanto voi giudicate solo in base al risultato”.

Parole che cozzano con una prestazione segnata da errori marchiani e da una resa troppo precoce: “Se a squadre come il Venezia concedi campo, perdi cinque o sei a zero. Poi sono arrivati quegli errori che hanno fatto emergere tutti i limiti”.

E proprio i limiti, tecnici e caratteriali, restano il nodo centrale. Perché al di là del valore dell’avversario, il Bari continua a franare nei momenti chiave, senza quella lucidità e quella cattiveria indispensabili per salvarsi. “Sbagliamo se pensiamo che il Bari potesse fare altro contro un Venezia che normalmente fa il 70 per cento del possesso. Avremmo dovuto giocare la partita perfetta, ma non ci è riuscito. Se commettiamo delle ingenuità diventa impossibile stare dentro la partita. Anche un frangente sposta l’economia del risultato. Sono momenti topici in cui devi aumentare l’attenzione. Invece, questo è un problema da togliere assolutamente nelle ultime tre partite contro Avellino, Entella e Catanzaro”.

Tre partite, tre ultime possibilità per evitare il tracollo diretto in Serie C. Ma per quello che si è visto, serve qualcosa che fin qui non si è mai visto davvero: una reazione vera. “Mi aggrappo al fatto che abbiamo perso contro le prime due della classifica e che dobbiamo trovare la forza per perseverare – la speranza conclusiva dell’allenatore biancorosso -. Quando fai qualcosa di buono, puoi farcela. In passato è successo”.

Appigli fragili, parole che cercano di tenere accesa una fiammella. Ma il tempo è finito davvero: adesso servono fatti, non più spiegazioni.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.