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BARI, PARLA SOLO IL DS DI CESARE: RESTA IL SILENZIO STAMPA, CI INTERESSA SOLO LA SALVEZZA

BARI – Con la speranza ultima a morire, il Bari prova a rinserrare le fila e a conservare le energie con l’obiettivo di alzare al massimo la concentrazione in vista dell’ultimo atto di campionato a Catanzaro. In Calabria bisognerà fare punti per la salvezza diretta (a quota 40 con Empoli ed Entella), oppure per i playout (basterebbe un punto al Ceravolo). Questi gli effetti del successo sofferto contro la Virtus Entella che i biancorossi potrebbero ritrovare proprio nell’appendice in coda alla regular season. Successo che restituisce la parola al direttore sportivo Valerio Di Cesare, l’unico a commentare a fine gara la gara contro i liguri. Anche perché, come fa sapere lui stesso, il silenzio stampa iniziato nel post Avellino proseguirà anche per tutta la prossima settimana e sino alla sfida di Catanzaro: “Abbiamo dimostrato di essere vivi – dice Di Cesare -. In questa stagione abbiamo dimostrato di fare buone prestazioni come a Genova contro la Sampdoria e oggi contro l’Entella. Ed altre meno positive. Sappiamo che col nostro silenzio, mia decisione, non stiamo aiutando i giornalisti. Ma penso che parlare in questo momento non serva a nulla. Il silenzio stampa continuerà. In questo momento nemmeno la gente vuole sentire parlare me, il mister e i giocatori. Finito il campionato, non mi sottrarrò dal confronto. Dopo Pescara sono venuto a parlare per una prestazione non degna. Adesso mi interessa che il Bari si salvi”.

Eppure anche contro l’Entella non è che si sia visto un Bari irresistibile: “Sono partite tese – aggiunge Di Cesare – e personalmente lo posso capire perché due anni fa ci sono passato. C’era tensione. Rispetto alle ultime uscite, si è fatta una prestazione completamente differente. Non conta tanto la tattica, ma quello che hai dentro e metti a disposizione dei compagni. Abbiamo fatto una stagione non degna della maglia che indossiamo. Per colpa nostra. Ma dobbiamo portare a casa la salvezza che è di vitale importanza per tutti quanti”. L’espulsione di Verreth poteva compromettere la partita: “Ero lì – continua – e non so cosa sia successo. Mi hanno detto che non era un fallo clamoroso. Comunque, un errore che non va commesso. Non possiamo permetterci di lasciare i compagni in dieci in questo momento del campionato”.

Ora c’è da superare lo scoglio Catanzaro: “E’ difficile. Due anni fa ci sono passato anche io. Noi siamo questi. Alterniamo partite di Genova a quelle come Pescara e Avellino. Abbiamo dei limiti come tante altre squadre. Ora manca una partita alla fine e dobbiamo pensare solo a quella, andare a Catanzaro e fare punti. Saranno fondamentali. Cistana ed Esteves? Il secondo è entrato bene e ha giocato buoni quindici minuti. Quindi è recuperabile. Cistana accusa ancora un dolore al ginocchio ma sarà disponibile per Catanzaro”.

Come incidere in questo finale: “La vivo in maniera diversa. Io sono ogni giorno coi ragazzi e cerco di parlarci. Sono cose nostre. Preferiamo stare in silenzio e pensare all’obiettivo salvezza. Poi ci sarà il momento dei processi e delle sentenze. Sono stati fatti degli errori e te li porti dietro. Anche tre anni fa eravamo in questa situazione. I giocatori devono tirare fuori tutto ciò che hanno dentro. Ognuno deve trovare le forze perché la salvezza è troppo importante”.

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