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BARI, PARLA SOLO DI CESARE: ORA CONTA SALVARSI, AI PLAYOUT DAREMO TUTTO

Il Bari resta vivo. E lo fa nel modo più sofferto, più imperfetto e forse più coerente con una stagione vissuta costantemente sul filo. Il 3-2 di Catanzaro non cancella i problemi, non restituisce serenità ad un ambiente logorato da mesi difficili, ma concede ai biancorossi un’altra occasione: i playout contro il Sudtirol per difendere una Serie B che continua a traballare.

A parlare, nel dopogara del “Ceravolo”, è soltanto il direttore sportivo Valerio Di Cesare. Un intervento che rompe solo parzialmente il silenzio stampa scelto dal gruppo dopo la trasferta di Avellino, ma che fotografa bene il clima che si respira nello spogliatoio: poca voglia di celebrare, tanta consapevolezza del rischio ancora enorme.

“A Catanzaro dovevamo assolutamente vincere. Ci siamo riusciti. Ora ci siamo dati una ulteriore possibilità, quella dei playout. Dobbiamo dare tutto per raggiungere la salvezza”, spiega il ds biancorosso. Nessun trionfalismo, perché la classifica continua a raccontare la verità di una stagione storta. Il Bari è arrivato diciassettesimo e dovrà giocarsi tutto in centottanta minuti.

Di Cesare non si nasconde nemmeno davanti alle difficoltà mostrate dalla squadra durante l’anno. “Giocare bene a Catanzaro era relativo. Se siamo 17mi vuol dire che abbiamo delle problematiche e dei limiti”. Una frase che pesa quasi più della vittoria stessa. Perché dentro ci sono i rimpianti di un campionato nel quale il Bari ha spesso avuto l’occasione per tirarsi fuori, senza mai riuscire davvero a cambiare passo. “Abbiamo avuto opportunità in certe partite ma ci è mancato qualcosa a livello mentale e non siamo riusciti a tirarci fuori”.

Adesso, però, conta soltanto il presente. E il presente dice Sudtirol. Un avversario arrivato ai playout dopo un finale di stagione complicato, ma che il direttore sportivo biancorosso invita a non sottovalutare. “Sarà una partita diversa dal campionato. Devi andare oltre, dare il 110 per cento. A Catanzaro, i ragazzi sono stati bravi a reagire”. E ancora: “Una squadra fisica e tosta. Ha avuto un calo nelle ultime giornate. Ha due attaccanti di categoria. Dovremo stare molto attenti”. Il concetto che ritorna più volte è uno solo: bisognerà lottare, anche sporcare le partite, pur di salvarsi. “Penso che adesso non vale più niente. Dobbiamo andare oltre e salvare assolutamente la B”. Un messaggio chiaro ad una squadra che nelle ultime settimane ha scelto il silenzio per isolarsi dalle critiche e provare a ricompattarsi. Il silenzio stampa, infatti, continuerà anche nei prossimi giorni. “Ci concentriamo solo sul playout”, conferma Di Cesare. Nessuna apertura, nessuna voglia di alimentare ulteriori polemiche. Solo lavoro e tensione. Anche perché il Bari sa bene che servirà qualcosa in più rispetto a quanto mostrato finora. “Bisogna fare un gol più degli altri. Tre anni fa li facemmo in trasferta. Al San Nicola occorrerà accelerare e vincere. Conterà vincere almeno una delle due per salvarsi”. Parole dirette, crude, quasi da spogliatoio. Perché ormai non c’è più spazio per i calcoli o per le analisi estetiche. Dopo una stagione vissuta tra contestazioni, occasioni sprecate e fragilità mentali, il Bari si ritrova davanti all’ultimo bivio. E adesso conta soltanto una cosa: restare in serie B.

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