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BARI SI FERMA PER IGOR PROTTI: IL SAN NICOLA LO SALUTA TRA APPLAUSI, LACRIME E IL CORO CHE NON MUORE MAI

BARI – C’è un momento in cui il calcio lascia definitivamente spazio ai sentimenti. Al San Nicola succede poco dopo le ore 21, quando l’urna con le ceneri di Igor Protti fa il suo ingresso nello stadio. Migliaia di persone si alzano in piedi, il brusio si spegne e lascia posto a un silenzio carico di commozione. Poi, quasi spontaneamente, quel silenzio viene rotto dal coro che accompagna il ricordo del capitano da oltre trent’anni: “…e Igor Protti facci un gol“. Prima poche voci, poi un intero stadio. È il saluto di Bari al suo simbolo.

L’ultimo giro lungo l’anello interno del San Nicola diventa un viaggio nella memoria collettiva. L’urna è accompagnata dall’amico fraterno Alfonso Cacciapuoti, dai parenti e da tanti ex compagni di squadra, mentre dagli spalti si alzano applausi continui, sciarpe al vento e occhi lucidi. C’è chi piange senza nascondersi, chi resta immobile con lo sguardo fisso sul campo e chi affida una preghiera al silenzio. Sono immagini che raccontano meglio di qualsiasi parola il rapporto speciale costruito da Protti con la città.

Sin dal pomeriggio migliaia di tifosi avevano raggiunto lo stadio indossando le vecchie maglie biancorosse, stringendo tra le mani fotografie, sciarpe e ricordi custoditi negli anni. In tribuna siedono padri e figli, amici cresciuti insieme sugli spalti e tanti ragazzi che Igor non lo hanno mai visto giocare, ma che ne hanno conosciuto la storia attraverso i racconti delle generazioni precedenti. Un’eredità che continua a tramandarsi.

La cerimonia prende il via alle 20.15 con la conduzione di Michele Salomone. Sul maxischermo scorrono immagini dei gol, delle esultanze e dei momenti più significativi della carriera dell’ex capitano, mentre sul palco si alternano alcuni dei protagonisti del Bari degli anni Novanta: Alberto “Jimmy” Fontana, Carmine Gautieri, Angelo Alessio, Massimiliano Tangorra, Michele Andrisani, Sandro Tovalieri, Daniele De Vezze e Gigi Garzya. E tanti altri. Ognuno aggiunge un ricordo personale, contribuendo a delineare il ritratto di un uomo prima ancora che di un grande calciatore.

Uno dei passaggi più intensi della serata è dedicato alla famiglia. La compagna di Protti, i figli Nicholas e Noemi e gli altri parenti presenti ricevono il lungo applauso del San Nicola. Un abbraccio collettivo, discreto ma profondo, con cui Bari condivide il dolore di chi ha perso un marito, un padre e un familiare, ma anche l’orgoglio di averlo avuto accanto. Famiglia presente alle 19 alla intitolazione della Curva Nord con le due targhe dedicate da un emozionato Vito Leccese.

Per una sera spariscono tensioni e polemiche che da mesi accompagnano il mondo biancorosso. Non ci sono cori di protesta né contestazioni. Tutto resta fuori dai cancelli dello stadio. Dentro c’è spazio soltanto per Igor Protti, per il suo sorriso, per i suoi gol e per quei valori di lealtà, appartenenza e sacrificio che hanno fatto di lui un punto di riferimento ben oltre il calcio.

Nei prossimi giorni le sue ceneri saranno disperse nel mare di Rimini, la città dove era nato e alla quale è rimasto profondamente legato. Ma il tributo del San Nicola conferma ciò che i tifosi sanno da sempre: una parte di Igor Protti continuerà a vivere anche a Bari. Nella memoria di chi lo ha visto trascinare la squadra, nei racconti tramandati ai più giovani e in quel coro che, ancora una volta, ha attraversato lo stadio trasformando un addio in una promessa. Perché il capitano se ne va, ma il suo legame con Bari resta destinato a non finire mai.

le foto sono di barinrete

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