FUORI DALLA COPPA ITALIA / BARI, GAGLIARDO E SFORTUNATO: LA CREMONESE PASSA AI RIGORI

Cremonese-Bari 6-5 (dcr)

CREMONESE (3-5-2): Fulignati, Ravanelli, Johnsen (34’ pt Vazquez), Bianchetti (36’ st Majer)), Sernicola, Collocolo, Castagnetti (36’ st Majer), Antov, Vandeputte (36’ st Bonazzoli), Tsadjout (13’ st De Luca), Zanimacchia (13’ st Barbieri). A disp.: Saro, Jungdal, Quagliata, Pickel, Falletti, Stuckler, Moretti, Lochoshvili, Milanese. All. G. Stroppa.

BARI (3-4-2-1): Radunovic, Pucino, Vicari (c), Obaretin, Favasuli (32’ st Ricci), Maiello (16’ st Maita), Benali, Dorval (1’ st Oliveri), Sgarbi (16’ st Manzari), Sibilli, Lasagna (27’ st Novakovich). A disp.: Pissardo, De Giosa, Mantovani, Matino, Bellomo, Morachioli, Astrologo, Lulic, Akpa-Chukwu, Faggi. All. M. Longo.

ARBITRO: Galipò di Firenze.

RETI: 22’ st De Luca; 35’ st Manzari.

NOTE: cielo sereno, 33°C circa, terreno in buone condizioni; circa 5.000 spettatori (449 tifosi ospiti). Rec. 3’ pt; 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

CREMONA – Un Bari gagliardo si arrende alla Cremonese nei 32mi di Coppa Italia. Verdetto deciso solo ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari segnati dai gol di De Luca e Manzari. Cinque rigori trasformati contro i quattro del Bari (sbagliano Vicari e Oliveri) consentono ai lombardi di superare il turno e prenotare quello successivo contro la vincente tra Cagliari e Carrarese. Verdetto amaro che non permette ai biancorossi di Longo di raccogliere quanto di buono seminato allo Zini, nonostante una leggera fase di stanca nella prima parte della ripresa. Atto di amore di 500 tifosi biancorossi verso la squadra.

Prima notifica della partita di Kevin Lasagna (4’). Bravo a vederlo Dorval con diagonale rasoterra dell’ex Verona di un pelo al lato. Primo quarto d’ora feroce del Bari, proprio come aveva chiesto Longo alla vigilia. La Cremonese non si accende. Il merito è tutto del Bari: gioca rapido, idee chiare e condizione già abbastanza avanti. Cooling break dopo 25’. Serve più ai padroni di casa che, dopo mezzora, perdono Johnsen per un infortunio alla spalla sinistra. Dentro Vazquez. Nulla di fatto per la squadra di Stroppa, in piena progressione di lavoro. Discreto il ritorno nel finale di tempo dei grigiorossi, col Bari in leggera fase di stanca.

Nel secondo tempo, chance immediata per Oliveri a centrocampo al posto di Dorval (botta al ginocchio). Avvio cremonese più aggressivo. Vazquez fa tremare il palo con un bolide di puro talento (6’) a Radunovic battuto. Stroppa inserisce Barbieri per Zanimacchia e De Luca per Tsadjout. Longo risponde con Manzari per Sgarbi e Maita per Maiello. Nel bene e nel male, cambi decisivi su entrambi i fronti. Maita perde una palla velenosa sulla trequarti. Castagnetti recupera e vede libero De Luca che, di rapina, infila Radunovic spostato troppo avanti rispetto alla linea di porta. Gol convalido anche dopo check var. Longo esprime il suo disappunto. Esce Lasagna (compleanno agrodolce) per far posto a Novakovich. Dopo tre quarti di gara, l’unica occasione biancorossa rimane quella dello stesso Lasagna in apertura. Poi, il nulla assoluto dalle parti di Fulignati sino alle occasioni di Manzari. Al Bari serve una scossa nel corso di un secondo tempo appannato. Occorrono energie fresche anche a sinistra. Entra Ricci per Favasuli. Va bene perché la squadra pareggia al 35’ quando Sibilli controlla e alza un pallone sulla destra per Manzari all’80: stop di petto e palla nel sacco con leggera deviazione di Bianchetti. L’attaccante barese “esce dal guscio” e risponde con i fatti alla bacchettata del mister del giorno prima.

Dall’altra parte, Stroppa gioca il tutto per tutto. Altri due cambi: Castegnetti-Majer e Vandeputte-Bonazzoli. Sul finale, De Luca ha la palla del 2-1 (assist di Barbieri) ma spedisce alto ad un passo da Radunovic. Di Pucino la punizione deviata in corner da Fulignati. Ci riprova di nuovo uno spiritato Manzari, di sicuro tra i migliori. Fulignati di nuovo in angolo. Finisce qui, tra qualche rimpianto. Servono i calci di rigore. Che non bastano ai pugliesi costretti a salutare la Coppa. Ora testa alla Juve Stabia per la prima di campionato, sabato 17 agosto al San Nicola.

RIGORI – Benali: gol; De Luca: gol; Vicari: parato (palo); Vazquez: gol; Sibilli: gol; Sernicola: gol; Manzari: gol; Barbieri: gol; Novakovich: gol; Collocolo: parato; Oliveri: palo; Bonazzoli: gol.

foto radiobari

DOMANI ESORDIO IN COPPA / LA SCHIETTEZZA DI LONGO: BARI DIETRO ALMENO OTTO SQUADRE, A CREMONA CHIEDO FEROCIA

BARI – Si comincia a fare sul serio. Il Bari di Moreno Longo scalda i motori per l’esordio ufficiale della stagione 2024/25 che partirà domani pomeriggio alle ore 18 dallo stadio Zini di Cremona per il 32mi di Coppa Italia. Partita dal sapore speciale e del tutto diverso sia per il nuovo tecnico biancorosso che per la squadra, chiamati a misurarsi contro un avversario di rango – dato tra le favorite per la vittoria del prossimo campionato – nel contesto di un match che conta diversamente rispetto alle amichevoli giocate sinora. Cremona sinonimo di battesimo in una gara ufficiale sulla panchina del Bari per il tecnico classe ’76 di origini torinesi. Longo alle prese con le emozioni di una vigilia dai contenuti specifici. Batticuore malcelato nella conferenza stampa andata in scena questa mattina al San Nicola, poco prima della rifinitura effettuata in premessa alla partenza verso la Lombardia nel primo pomeriggio.

“Come già detto nelle conferenze precedenti – attacca Longo – sono soddisfatto per la disponibilità dei ragazzi. Seguono quello che gli proponiamo. Questo agevola un cambiamento radicale da come erano abituati. I complimenti del mese di agosto vanno presi con le pinze. Parliamo di amichevoli estive. Sia noi che gli avversari siamo in costruzione. Sfumature possono spostare gli equilibri. Il focus è solo sul lavoro. Il percorso e lungo e tortuoso. Sul piano tattico, manca tantissimo. Siamo ancora in una fase embrionale. Per l’organico, siamo alla ricerca di difensori, trequartisti e qualcosa a centrocampo”. Su Cremona: “Arriviamo bene a questa partita perché nell’ultimo mese si è lavorato bene. Affrontiamo una delle candidate alla vittoria del torneo. Sarà un bel test. Un bel banco di prova. Dobbiamo cercare una crescita continua. Diventeremo squadra solo attraverso le esperienze che matureremo. Andiamo a Cremona per fare un ulteriore passo avanti”. Su Sgarbi: “Sono contento di come sta lavorando Lorenzo. Deve adattarsi al cambiamento e lui sa che ha la nostra fiducia. Sa che deve migliorare, come tutti. Sono sicuro che con la disponibilità che sta dando”.

La provocazione è per comprendere quanti uomini Longo abbia proposto al ds Magalini. Profili che non sono arrivati. Il mercato del Bari procede a rilento: “Il mio pensiero personale – puntualizza il tecnico del Bari – deve essere chiaro. Le aspettative devono essere reali e concrete. Quando metti la maglia del Bari, non puoi vivacchiare ma devi giocare da protagonista. La piazza è importante e lo merita. Fatta questa premessa, bisogna analizzare le cose con onestà intellettuale e guardare in faccia la realtà. Parliamo di almeno sette, otto squadre che oggi ci sono avanti. Per questioni di budget, dove a volte non puoi competere. Il mercato di B è drogato, per cifre spaventose su alcune operazioni. Noi dobbiamo fare benissimo tutto per ritagliarci uno spazio. Dobbiamo essere bravi a costruire. Capisco che la piazza sia ambiziosa. Lo voglio anch’io. Venire a Bari per la salvezza non l’avrei fatto. Voglio ritagliarmi uno spazio importante insieme al Bari. Non possiamo pensare di andare in A direttamente. Ripeto, inutile mettere fumo o gettare parole al vento. Non prendo in giro nessuno”.

Due parole su Mantovani e Radunovic: “Il secondo ha dimostrato di essere valido per la categoria. Affidabile per la B. Parlerà sempre il campo. Ci saranno grandi possibilità di vederlo subito a Cremona. Mantovani sostituisce Zuzek. Nella difesa a tre può ricoprire più ruoli. Ha un buon potenziale e ci potrà dare un grande aiuto. Un ragazzo serio. Bisognerà aspettarlo un pochino. Lavora sodo”. Cosa attendersi dalla sfida di domani: “Mi aspetto un approccio più feroce alla partita. Il risultato ha la sua valenza. Voglio vedere un Bari che non aspetti di arrivare alla prossima partita, ma come una sfida di valore. Quello che vedo è che sono tutti hanno lavorato per cercare di mettere in pratica le cose che stiamo provando”. I progressi degli esterni: “Per come giochiamo noi, sia a destra che a sinistra, mi attendo dagli esterni tre, quattro gol a testa. Chiedo una loro presenza importante in fase offensiva. L’aspetto mentale può essere un elemento importante”.

Longo sulla politica dei calciatori in prestito: “Acquisire giocatori oggi è sempre più difficile, per costi notevoli. Quando chiedi un cartellino, soprattutto di giocatori giovani e bravi, è difficile operare. Quando parlo di costruzione, intendo che si debba mettere mattone su mattone. Oggi fare una rosa di soli calciatori di proprietà in B diventa difficile. Nel calcio si vuole tutto e subito, ma è anche vero che il lavoro ha un peso specifico non indifferente”.

La collocazione di Manzari nello scacchiere: “In questo momento è il giocatore che deve crescere di più. Ha delle buone qualità, ma deve migliorare nel coraggio, nella qualità, nella mentalità. In B deve dimostrare tutto. I mezzi li ha, ma da lui aspetto di più. E’ ancora dentro un guscio e deve venire fuori per esprimere il suo potenziale”. A Cremona si potranno contattare da vicino sia Falletti che Buonaiuto, entrambi in uscita dai grigiorossi: “Parliamo di due ottimi calciatori che rispecchiano le caratteristiche che cerchiamo. Ad oggi non c’è nessuna situazione reale sui due”, la chiosa di Longo.

foto barinrete

 

 

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BARI: I TRE PUNTI A CREMONA CON DEDICA A MENEZ E LA FORZA DEL GRUPPO

di Pierpaolo Paterno

Uno dei momenti più belli della notte vincente allo Zini di Cremona, seconda giornata del campionato di B con successo dei biancorossi in terra lombarda grazie ad un gol di Sibilli, rimane la dedica finale di tutta la squadra al compagno Menez che – infortunatosi nella gara di esordio contro il Palermo – mancherà dai campi di gioco per tanti mesi a causa della rottura del crociato. Calciatori stetti insieme con tanto di maglia numero 7 tra le mani: un’immagine significativa, un gesto senz’altro preparato alla vigilia, che testimonia la coesione e la forza del gruppo.

Caratteristiche emerse nel corso delle prime due giornate in cui la formazione di Mignani è riuscita a raccogliere 4 punti con la determinazione e l’abnegazione necessarie per affrontare un torneo lungo ed impegnativo come quello cadetto. Vedi il punto dell’esordio ridotto in nove uomini contro il Palermo. Ed il successo di Cremona con una formazione rimaneggiata da squalifiche ed infortuni ed una dotazione tecnica ridotta da un mercato ancora incompleto.

Tante note di merito, come la capacità del tecnico di rimescolare, riadattare e rivedere la quadratura tattica nel corso delle partite. E’ il frutto dell’esperienza maturata l’anno scorso. Un segnale incoraggiante di cui fare tesoro. Mignani che, tuttavia, meriterebbe di lavorare con una rosa più ampia e “coperta” in tutti i ruoli. In tal senso, ci auguriamo che ieri sera Polito e Luigi De Laurentiis abbiano fatto l’ultimo punto della situazione per consegnare – sin dalle prossime ore – almeno altri tre innesti da aggiungere a quello del terzino Frabotta giunto in prestito dalla Juventus.

Alla ripresa, l’allenatore riavrà Maita e Di Cesare. Per Diaw ci sarà da attendere ancora qualche giorno. Mercoledì sera al San Nicola arriva il Cittadella. Il 2 settembre si gioca a Terni. Due tappe ravvicinate in cui non ci si può far trovare impreparati. Almeno dal punto di vista numerico.