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WATERPOLO BARI / CHIUSURE PER COVID E LAVORI ALLE PISCINE, PARTECIPAZIONE AI CAMPIONATI A RISCHIO

BARI – Stadio del Nuoto e Waterpolo Bari, calma piatta. O quasi. Gli effetti dei provvedimenti di chiusura dettati dai Decreti governativi per via del Covid iniziano a farsi sentire. Gli unici movimenti che si registrano da una settimana a questa parte all’interno delle piscine comunali di via Di Maratona sono quelli degli operai del Comune al lavoro per rimettere la struttura in sesto.

Non ci sono grosse novità che riguardano l’aspetto sportivo – fa sapere subito Emanuele Merlini, il presidente della Waterpolo Bari che ha in gestione le piscine – . Adesso che è tutto fermo, grazie al Comune sfruttiamo questa occasione per il ripristino strutturale dello Stadio del Nuoto“.

L’inutilizzo della struttura produce, tuttavia, effetti a catena a dir poco preoccupanti. Merlini alza la guardia: “I ragazzi del nuoto e della pallanuoto continuano a lavorare a secco, facendo ginnastica ed esercizi a corpo libero negli spazi esterni dello Stadio del Nuoto o su strada per la corsa. Poi andiamo al Cus dove – con poco – paghiamo degli spazi acqua per fare allenare i nostri atleti, dai Senior agli Under 12 escluso il gruppo Propaganda. Per un totale di circa 160 persone. Non era scontato ricevere un sostegno del genere, quindi al Cus va tutta la nostra gratitudine. Questo discorso andrà avanti sino a quando riavremo lo Stadio nella sua interezza“.

SERIE B A RISCHIO – “Per il campionato – prosegue desolato Merlini – è tutto in alto mare. Molte società, della nostra B ma anche di A2 e C, hanno già palesato enormi difficoltà ed imbarazzo per portare avanti l’eventuale disputa di un torneo. Ad oggi, noi staremmo peggio degli altri perché non disponiamo della piscina dove giocare. Le vicende della Waterpolo Bari sono legate alle sorti della gestione della struttura. Se non ci sono entrate economiche è impossibile proseguire. Al momento rinunceremmo al campionato. Né possiamo giocare al Cus perché quella piscina, 50 per 30 metri e di altezza inadeguata, non è omologata. Non potremmo comunque affrontare le trasferte, non disponendo di una cassa da cui attingere per sopportarne i costi. Non abbiamo pubblico e non possiamo chiedere agli sponsor di sobbarcarsi sacrifici senza ritorno. Senza attività di base che senso ha svolgere attività agonistica?”.

La speranza dei reds sarà comunque l’ultima a morire: “Siamo lo stesso fiduciosi e faremo del nostro meglio per consentire ai ragazzi di praticare sport. Rinunciare ai campionati sarà il male minore. La priorità è conservare l’attività giovanile e quella degli atleti più grandi che si allenano senza finalizzare il lavoro a partite ufficiali. Uno spirito di resilienza, esempio unico di abnegazione e amore per lo sport“.

GARANZIA PETRUZZELLI – Al di là delle aperture che potrebbero arrivare da nuovi Dpcm, l’assessore allo sport del Comune, Pietro Petruzzelli, rassicura su modalità e tempi dei lavori: “Stiamo facendo manutenzione straordinaria,  sostituendo in primis i filtri della vasca da 25 metri. Abbiamo rifatto tutta la guaina e la coibentazione del tetto e aggiustato una perdita nello spogliatoio maschile della vasca da 25 metri. Stiamo rifacendo uno spogliatoio della vasca da 35 metri e, in più, sostituendo delle travi ammalorate che insistono su quest’ultima vasca – dove abbiamo montato un’impalcatura – . Sono attività marginali, ma fondamentali per la manutenzione, che contiamo di ultimare nel giro di poche settimane. Per l’outdoor va avanti la procedura amministrativa legata al concorso di progettazione. Una questione impattante, per ripensare del tutto gli spazi esterni dello Stadio del Nuoto. Le priorità restano la salute e la sicurezza dei cittadini”.

fonte La Gazzetta del Mezzogiorno

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